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Centro prelievi Bordighera, la denuncia di una paziente oncologica: «Chi ha il cancro è invisibile»

La testimonianza di una giovane donna. Ma l'Asl smentisce: «Per pazienti oncologici corsia preferenziale»

Bordighera. Pazienti oncologici abbandonati a loro stessi. Costretti, anche in tempi di pandemia, a trascorrere ore e ore a stretto contatto con altre persone per riuscire ad effettuare un prelievo del sangue: un esame necessario per sottoporsi alle terapie che, se fatte nei tempi giusti, possono salvare una vita. Tutto questo per la mancanza di servizi sanitari adeguati, destinati a chi sta lottando per sconfiggere il cancro.

A denunciare pubblicamente la situazione è una donna di 37 anni, malata di tumore, con invalidità riconosciuta al 100 per cento, che ogni mese è costretta a fare un prelievo di sangue (così come tutti i malati oncologici) per poi seguire la terapia predisposta dall’oncologo che l’ha in cura.

«Per noi pazienti oncologici non c’è nessuna corsia preferenziale – racconta la donna – Siamo trattati alla stregua di tutte le altre persone a differenza delle donne incinta che hanno priorità sulle analisi. Con questo non voglio dire che chi aspetta un bambino non debba avere una corsia preferenziale, ci mancherebbe, ma chiedo che anche i pazienti oncologici ne abbiano una».

In realtà però l’Asl1 imperiese specifica che «per i pazienti aventi patologia oncologica l’accesso al centro prelievi è diretto, senza la necessità dunque di passare dal Cup». «Siamo disponibili a contattare la signora per capire quali siano le sue problematiche e aiutarla a fruire dei servizi previsti».

I problemi sono iniziati quando dal reparto di Oncologia, dove i pazienti, anche non ricoverati, potevano recarsi per le analisi del sangue mensili, si è passati al centro prelievi dell’ospedale di Bordighera. «Prima si prendeva appuntamento attraverso un numero di telefono – racconta la 37enne – Per riuscire a parlare con l’operatore ci volevano ore, a volte anche giorni. Ora, invece, la prenotazione è passata al Cup».

E qui sorge un ulteriore problema: quello della data della prenotazione del vaccino, perché nonostante sia effettivamente presente, sul sito dell’asl1, l’indicazione che i malati di cancro possono presentarsi senza prenotazione, allo sportello le richieste non vengono accolte. «Quando vado in farmacia per la prenotazione, indico la data che l’oncologo mi ha chiesto per le analisi – spiega la donna – Ma se al Cup quella data risulta già tutta occupata, non posso prenotare un appuntamento». Questo perché, secondo la donna, «manca la voce “paziente oncologico”. E’ come se non esistessimo: siamo tanti ma invisibili».

Un altro problema, non di poco conto per chi è immunodepresso, è il fatto che davanti al centro prelievi, ogni giorno, ci sia un capannello di persone che attendono il prelievo: «Con il caldo – dice la donna – La gente dopo un po’ si sente soffocare e si abbassa le mascherine: non faccio una colpa a chi attende ore sotto il sole, ma è un miracolo se ancora non mi sono presa il Covid». «Ho provato a lamentarmi con il personale del centro prelievi – aggiunge – Ma mi sono scontrata con un muro di gomma: quando ho chiesto se potevo anticipare il prelievo per la presenza di troppe persone mi è stato risposto, davanti a tutti, che di malati di cancro ce n’erano tanti, non ero l’unica, quindi non potevano fare un favore solo a me».

Nella giornata di ieri, mercoledì 21 luglio, la situazione è ulteriormente peggiorata: «Continuava a saltare la luce per cui la coda è stata più lunga del solito e la ressa ancora maggiore – conclude la donna -. Ad un certo punto una signora anziana si è sentita male. Sono entrata nel centro prelievi, ho chiesto una sedia per lei, mi è stato risposto che non potevo prenderla, di cercare una panchina. Un po’ di umanità, a volte, non guasterebbe».

In sostanza la donna, a nome di tutte le persone che come lei stanno combattendo la battaglia contro il cancro, chiede che sia prevista una corsia preferenziale per i pazienti oncologici, in modo che possano sottoporsi al prelievo del sangue nel giorno richiesto dal loro medico e che abbiano priorità rispetto agli altri pazienti.