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“A tutto gas”: i dettagli dell’operazione dei carabinieri di Imperia che hanno sgominato un sodalizio criminale

Indagini partite il 6 luglio del 2017, giorno in cui la banda aveva preso d’assalto il supermercato Ekom di Pontedassio

Imperia. Cinque persone arrestate, ventuno denunciate e beni sequestrati per 500mila euro: è il bilancio dell’operazione “A tutto gas” messa in atto dal nucleo investigativo dei carabinieri di Imperia. Al termine di indagini durate mesi, i militari coordinati dal tenente colonnello Pier Enrico Burri (foto) e dal capitano Guido Quatrale hanno arrestato all’alba di ieri, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata a commettere furti aggravati, detenzione e porto illegale di materiale esplosivo, cinque torinesi già noti alle forze dell’ordine: Davide Garoglio (37 anni), Alfredo De Marzo (36 anni), Marco Ventura (30 anni), Francesco Rizza (54 anni) e Gabriele Benazzi (66 anni).

riviera24 - A tutto gas

Oltre ai cinque componenti del sodalizio criminale sgominato dai carabinieri, sono state denunciate altre 16 persone per associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione, all’impiego di denaro e beni di provenienza illecita, alla simulazione di reato.

Le indagini sono partite il 6 luglio del 2017, giorno in cui la banda di criminali aveva preso d’assalto il supermercato Ekom di Pontedassio, facendo esplodere una miscela di ossigeno e acetilene per poi accedere nei locali e rubare 18mila euro in contanti.

Appostamenti, rilievi tecnici e visione delle telecamere di videosorveglianza hanno portato i militari ad individuare tutti gli appartenenti al sodalizio criminale e a scoprire il loro modus operandi. I cinque, infatti, visitavano più volte i loro obiettivi prima di mettere in atto il colpo vero e proprio, studiato in ogni minimo dettaglio. Prima di agire, inoltre, compivano un ultimo sopralluogo a bordo di un’auto appositamente rubata poche ore prima sulla quale trasportavano anche il materiale utile per mettere a segno il furto.

Poi dileguavano su un altro veicolo, abbandonando la vettura rubata. Nel corso di perquisizioni, i carabinieri hanno trovato materiale che comprova la pericolosità dei criminali, pronti a tutto, anche ad un conflitto a fuoco, pur di mettersi in salvo dopo il furto. Pistole, munizioni, centralini per auto, 118 triboli artigianali per forare le gomme di chi si fosse messo al loro inseguimento, bombole portatili, rotoli di miccia per artifizi pirotecnici, pezzi di acciaio cilindrici in parte torniti, materiale per ricaricare diversi calibri di arma da fuoco e giubbotti antriproiettile: questo l’arsenale dell’associazione a delinquere.

Un secondo filone di indagine ha poi consentito ai carabinieri di scoprire che i cinque investivano i proventi illeciti nell’acquisto di veicoli rubati e in attività commerciali e intestando beni a terze persone in modo che non si risalisse direttamente a loro.

Un giro di denaro sporco che vede coinvolte, a vario titolo, diverse persone, e che ha portato al sequestro preventivo dell’autocarrozzeria “Ferroggio” di Torino, un box auto sempre a Torino, un motociclo Yamaha Tmax, sei autovetture (Volksvagen Passat, Fiat Panda, Audi A3, Volksvagen Golf, Alfa Romeo Giulietta, Bmw 525), cinque conti correnti e due carte di credito, tre orologi Rolex e 6.750,00 euro in contanti.

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