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Riviera24- giuseppe fabris

Dolceacqua, prorogata la mostra di Giuseppe Fabris al Castello dei Doria

08/09 » 19/09/21

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Dolceacqua. Considerando il successo ottenuto e l’apprezzamento dei visitatori, il Comune e il Centro Culturale e Ricreativo di Dolceacqua, hanno deciso di prorogare la mostra “Memoria eterodossa” di Giuseppe Fabris fino al 19 settembre.

Giuseppe Fabris espone al Castello dei Doria una serie di grandi ritratti di elefanti e due installazioni. Spiega l’artista: «L’elefante ha la stessa longevità dell’uomo ed è uno degli esseri terrestri più antichi, testimone della vita sulla terra. L’elefante è la saggezza, è l’anziano che avanza lento ma sicuro, anche se estremamente fragile. È il vecchio saggio, che porta con lui la storia di generazioni, ed è proprio lui che detiene la ricchezza della memoria. Però la funzionalità del vecchio saggio è la non funzionalità pratica imposta dalla nostra società sempre più avida e malsana. In essa il vecchio saggio è visto come un’inutilità, come un corpo inefficiente che ha anche bisogno di cure».

Questi ritratti di elefanti fissano l’osservatore ponendolo in uno stato particolare di “oggetto indagato”. Il critico e filosofo Nicola Davide Angerame spiega così questa posizione: «Fabris, in quanto uomo e pittore, ha creato una galleria di autoritratti per interposto animale. L’elefante gli serve come specchio per ritrovare una traccia di umanità perduta, smarrita dentro un Occidente che è innanzitutto una posizione esistenziale, un accadere che è il venire all’essere nella forma di un soggetto assoggettato alla propria volontà di potenza.

Il gesto della pittura serve a svestire i panni del soggetto occidentale, mentre il ritratto è il gesto che l’artista compie come atto di riconoscenza verso il muso dell’animale che si fa volto, verso la maschera inespressiva dell’animale che si fa sguardo”.
La mostra è visitabile secondo gli orari di apertura del castello: tutti i giorni dalle 10 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18. Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.

Altre informazioni su www.visitdolceacqua.it e www.culturadolceacqua.it e sulle relative pagine social.

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