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A Cervo gli studenti del liceo artistico ripropongono le opere del maestro Piero Martina - Riviera24
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A Cervo gli studenti del liceo artistico ripropongono le opere del maestro Piero Martina

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Cervo. Dal 4 al 10 giugno saranno esposte le opere degli allievi della classe 4° di arti figurative del liceo artistico, che hanno riprodotto alcuni lavori del maestro Piero Martina.  La mostra sarà inaugurata la mattina del 4 giugno alle 9,30 in presenza degli studenti delle classi quarte del liceo artistico e da alcuni insegnanti, tra cui la professoressa Laura Comollo, curatrice del progetto.

I ragazzi hanno avuto la possibilità di confrontarsi con i capolavori del maestro, realizzando tele ad olio e, occasionalmente, integrando con ritagli di svariati tipi di carta incollati direttamente sul supporto. La pennellata corposa e irregolare del maestro e la particolarissima tecnica di collage hanno messo a dura prova i ragazzi, che hanno dovuto eseguire un vero e proprio studio sul metodo di lavoro dell’artista prima di mettersi all’opera.

Nonostante le difficoltà incontrate, tutti i giovani artisti hanno eseguito i propri elaborati (un paio a testa) e hanno riportato in modo abbastanza fedele le caratteristiche dei quadri originali, ma allo stesso tempo hanno fornito una propria interpretazione personale, fattore che rende unico ed interessante ogni singolo dipinto

Piero Martina nasce a Torino nel 1912, dove muore nel 1982. Compiuto l’apprendistato nel laboratorio di fotografia gestito dal padre, verso la fine degli anni venti entra in contatto con gli scrittori e gli intellettuali amici di Cesare Pavese e frequenta contemporaneamente anche i pittori del gruppo dei Sei di Torino.

Nel 1938 tiene con lo scultore Umberto Mastroianni la sua prima mostra personale alla Galleria Genova e, negli anni seguenti, partecipa ai Premi Bergamo esponendo due nature morte, un paesaggio piemontese e il dipinto “La camera del collezionista”. È presente inoltre alle principali rassegne nazionali e tiene diverse mostre personali. In questi anni decisivi la sua pittura adotta un linguaggio originale, che risente degli sviluppi del Realismo.

Trasferitosi a Roma negli anni Cinquanta partecipa intensamente alle Biennali di Venezia e ad altre manifestazioni artistiche internazionali, dal 1966 insegna a Brera e dal 1969 ricopre la cattedra di pittura presso l’Accademia Albertina di Torino, di cui in seguito viene nominato direttore.

I ragazzi hanno avuto il piacere, durante una lezione di progettazione, di incontrare la figlia dell’artista. Ha mostrato alla classe un dipinto originale del maestro, due pesci realizzati ad acquerello e alcuni rotoli delle famose carte utilizzate da Martina nelle sue opere.

L’incontro è stato molto utile ai ragazzi per capire in modo più approfondito lo stile dell’artista, conoscere il suo carattere e il suo modo di lavorare, aspetti importanti per riuscire a riprodurre le sue opere nella maniera più fedele possibile. Dagli aneddoti raccontati dalla figlia di Martina trapela un uomo curioso, profondo conoscitore dell’arte, un uomo eccentrico, ma ordinato che amava sperimentare nuove tecniche per dare vita alle sue opere.

Molto interessante il fatto che l’artista si recasse molto di sovente sul porto al mattino presto per andare a comprare i pesci che più gli piacevano per poi rappresentarli e studiarne le caratteristiche nei suoi lavori. Il fatto che fosse l’artista stesso ad interessarsi in prima persona dei suoi soggetti ha stupito positivamente gli alunni.

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