Morabito replica all’Amministrazione: “Il controllo della minoranza non danneggia la città, la trasparenza la tutela”
Il capogruppo richiama anche l’intervento del Difensore civico
Camporosso, “Leggo con attenzione le dichiarazioni del sindaco Davide Gibelli e dell’Amministrazione comunale in merito alle oltre 300 richieste di accesso agli atti presentate dalla minoranza. Ritengo però necessario riportare il confronto sul piano dei fatti e delle responsabilità istituzionali”.
A intervenire è Maurizio Morabito, capogruppo consiliare di “Sì Amo Camporosso”, che replica alle accuse secondo cui l’attività della minoranza starebbe rallentando gli uffici e danneggiando l’immagine della città.
“Il diritto di accesso agli atti da parte di un consigliere comunale non è una concessione dell’Amministrazione, ma uno strumento previsto dalla legge per consentire a chi è stato eletto di svolgere pienamente il proprio mandato di controllo. Chiedere documenti, verificare procedure, controllare lavori pubblici, affidamenti, spese, servizi e manutenzioni significa fare il proprio dovere”.
Morabito sottolinea inoltre come molte delle richieste presentate siano state accompagnate da successivi solleciti proprio a causa di risposte mancanti, tardive o ritenute incomplete.
“Non si può sommare una richiesta iniziale e tutti i successivi solleciti e poi utilizzare il numero finale per sostenere che il consigliere presenta troppe domande. Se gli uffici rispondessero nei termini e in modo completo, molte comunicazioni successive non sarebbero neppure necessarie”.
Il capogruppo richiama anche l’intervento del Difensore civico.
“Il Difensore civico è già intervenuto sulle mie richieste, richiamando il Comune al rispetto dei termini e alla completezza dei riscontri. Questo è un elemento che dovrebbe invitare tutti a una riflessione. Se un organo istituzionale interviene proprio perché le risposte non arrivano o non sono complete, non si può poi sostenere che il problema sia semplicemente il numero delle richieste avanzate dalla minoranza”.
Morabito respinge inoltre l’idea che evidenziare criticità equivalga a danneggiare Camporosso.
“Segnalare un lampione spento, una strada dissestata, problemi nelle scuole, situazioni di mancata manutenzione, verificare la corretta esecuzione di un lavoro pubblico o chiedere chiarimenti sull’utilizzo del denaro dei cittadini non significa parlare male della città. Significa cercare di migliorarla”.
“Se dopo una segnalazione un problema viene risolto, se un intervento viene effettuato o se finalmente vengono prodotti documenti che prima non erano stati trasmessi, il risultato non appartiene alla maggioranza o alla minoranza: appartiene ai cittadini”.
Infine Morabito invita l’Amministrazione a entrare nel merito delle contestazioni.
“Se il sindaco e la Giunta ritengono che alcune mie richieste siano abusive, inutili o estranee al mandato consiliare, le indichino chiaramente, una per una, spiegandone le ragioni. Parlare genericamente di oltre 300 richieste serve soltanto a creare un numero, ma non spiega quale controllo sarebbe stato illegittimo”.
“Continuerò quindi a svolgere il mio mandato con serietà, attraverso atti, documenti e richieste puntuali. La minoranza ha il dovere di controllare chi amministra. Il controllo democratico non danneggia Camporosso. La trasparenza tutela Camporosso”.



