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Imperia, Sardi attacca Scajola: «Un muro contro le opposizioni, da questa situazione non arretreremo di un millimetro»

Al centro delle critiche c’è innanzitutto quanto affermato dal sindaco durante il dibattito sul porto

Imperia. «Un muro» contro le opposizioni, fatto di richieste di documenti, tempi di intervento, interpretazioni del regolamento e convocazioni delle commissioni consiliari. È l’accusa rivolta dal capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Imperia, Lucio Sardi, all’amministrazione guidata dal sindaco Claudio Scajola, in un lungo intervento dedicato ai rapporti tra maggioranza e minoranze.

Al centro delle critiche c’è innanzitutto quanto affermato dal sindaco durante il dibattito sul porto. Secondo Sardi, Scajola avrebbe annunciato di aver incaricato un «ufficio di controllo interno» di quantificare il tempo, i costi e il personale impiegato dal Comune per raccogliere la documentazione richiesta dalle opposizioni.

«Lasciando intendere di volerci presentare il conto», sostiene Sardi, che contesta la stessa impostazione: «Il Comune subirebbe un “danno” e uno spreco di risorse per dover stare dietro alla pretesa delle opposizioni di poter consultare atti che gli servono per svolgere il proprio ruolo democratico».

Il consigliere invita quindi il sindaco a conteggiare anche il tempo impiegato dagli uffici comunali per opporsi, a suo dire, alle richieste di accesso agli atti. Sardi cita in particolare la vicenda dei documenti relativi alla procedura delle manifestazioni di interesse sul porto.
«Ricordo in particolare sulla vicenda dei documenti della procedura delle manifestazioni di interesse sul porto – scrive – di opporsi alle richieste di documenti che dovrebbero essere messi a disposizione di coloro che sono chiamati a esprimersi con coscienza su atti che incidono sulla vita dei nostri cittadini».

Nel suo intervento Sardi richiama anche la pronuncia del difensore civico regionale, secondo cui il termine di 30 giorni lavorativi adottato dall’amministrazione per evadere le richieste dei consiglieri non sarebbe rispettoso delle loro prerogative, con l’invito a consentire accessi diretti agli atti attraverso credenziali personali.

Un altro fronte riguarda le mozioni consiliari. Sardi contesta la decisione con cui è stata respinta una mozione presentata dal gruppo Avs sul disegno di legge sulla caccia attualmente in discussione in Parlamento.

«Dopo tre anni che nel consiglio comunale, come avviene in tutti i comuni d’Italia, discutiamo e votiamo mozioni riferite ad argomenti non di diretta competenza amministrativa dell’ente – alcune pure portate in discussione dalla maggioranza – improvvisamente, per gli uffici della presidenza del consiglio, non si possono più presentare in consiglio mozioni su argomenti generali che incidono sulla vita dei nostri concittadini».
Secondo il consigliere si tratterebbe di «una interpretazione che non ha alcun fondamento giuridico», alla luce, sostiene, della normativa, del regolamento del consiglio comunale di Imperia e delle interpretazioni ministeriali sul tema.
Sardi ricorda inoltre le precedenti tensioni sulla gestione dei tempi in aula e accusa la maggioranza di aver in passato fatto mancare il numero legale per impedire la discussione delle mozioni dell’opposizione. Nel mirino finisce anche il recente confronto sui tempi degli interventi in consiglio.

«Il contatore del “fastidio” che prova il sindaco per il fatto che ai consiglieri di opposizione sia consentito di intervenire addirittura per più tempo di lui – scrive Sardi – lo ha portato, nell’ultimo consiglio, a quel penoso teatrino messo in scena con la complicità del presidente, quando ho chiesto di far rispettare anche a lui i tempi degli interventi che il regolamento prevede».
Il capogruppo Avs annuncia quindi il ricorso alle istituzioni di garanzia per tutelare le prerogative delle minoranze, citando tra i temi sui quali l’opposizione intende continuare a intervenire «il genocidio in corso a Gaza, la corsa al riarmo, la difesa del diritto internazionale e del potere di acquisto degli stipendi dei lavoratori, la difesa dell’acqua pubblica, la tutela dei più deboli e dell’ambiente».

Altro capitolo riguarda la commissione consiliare terza e la gestione della richiesta di convocazione avanzata dalle opposizioni per discutere dei problemi legati al servizio di raccolta dei rifiuti. Sardi critica il presidente della commissione, Ciccione, per non aver invitato alla riunione i rappresentanti di De Vizia, il direttore dell’esecuzione del contratto e le rappresentanze dei lavoratori.
Secondo il consigliere, inizialmente la convocazione sarebbe stata respinta anche per una presunta incompetenza della commissione, salvo poi essere nuovamente accolta dopo una richiesta dell’opposizione.

«Una commissione convocata a norma di regolamento e con un ordine del giorno ovviamente deciso da chi ha esercitato tale diritto, dovrebbe riunirsi non per discuterne l’argomento nei termini richiesti, ma per decidere a maggioranza se quella richiesta è o meno accoglibile», afferma Sardi, definendo quella del presidente una «illuminata interpretazione».
Il consigliere guarda ora anche alla commissione sanità convocata per il 6 ottobre, dopo una richiesta presentata dalle opposizioni nella prima metà di agosto. All’ordine del giorno c’è la vicenda dell’immobile di via San Pio da Pietrelcina e il possibile acquisto di una porzione da parte della fondazione Isah, mentre la restante parte è stata acquistata dal Comune per realizzarvi il centro unico di cottura per le mense scolastiche.

Sardi riferisce che, nei contatti informali per fissare la seduta, il presidente della commissione Ranise si sarebbe detto disponibile a invitare il consiglio di amministrazione di Isah, come richiesto dalle opposizioni. «Considerato però che nella convocazione inviata ai componenti della commissione, l’incontro con gli amministratori è sparito», osserva, «potremmo assistere a un nuovo episodio di fuga dal confronto».

Sardi torna ad attaccare la strategia politica della maggioranza, utilizzando una definizione volutamente provocatoria: «Potremmo dire che la strategia messa in campo da Scajola e dalla sua maggioranza è da analfabeti istituzionali in vacanza».
Il riferimento è a un recente commento del vicesindaco Giuseppe Fossati e alla celebre espressione utilizzata da Silvio Berlusconi nei confronti dei suoi critici al Parlamento europeo.

Al di là delle battute, Sardi assicura che Avs continuerà a utilizzare gli strumenti a disposizione dell’opposizione.
«Da questa insensata situazione vogliamo uscire non arretrando di un millimetro nel far valere le nostre prerogative democratiche e utilizzando tutte le forme di tutela di quegli strumenti che – in base alle leggi e ai regolamenti – spettano alle opposizioni», conclude.
Strumenti che, secondo Sardi, «sono previsti per arricchire la discussione democratica e possono anche contribuire a migliorare l’operato di chi amministra una città, purché abbia la disponibilità al confronto e un minimo di senso autocritico».