Camporosso, il sindaco: «Oltre 300 richieste di accesso agli atti, così si danneggia la città»
Assessore Gastaldo: «Esiste un limite tra l’uso legittimo di questo diritto e l’abuso dello strumento»
Camporosso. Oltre trecento richieste di accesso agli atti in nove mesi da parte della minoranza in consiglio comunale guidata da Maurizio Morabito. È il dato emerso nella conferenza stampa convocata stamani dal sindaco di Camporosso Davide Gibelli e dalla sua maggioranza.
«Un aspetto che noi reputiamo particolarmente grave», ha detto il primo cittadino, parlando di come le continue richieste di verifiche da parte di alcuni esponenti della minoranza, rallentino il lavoro degli uffici comunali, chiamati a impiegare gran parte del loro tempo nel rispondere alle domande dell’opposizione.
«Mi rivolgo ai cittadini di Camporosso, a tutti coloro che hanno a cuore il bene della nostra città, innanzitutto per rassicurarli», ha esordito Gibelli: «L’amministrazione comunale sta lavorando con serietà, determinazione e continuità, proprio per riuscire a garantire quello che è l’obiettivo principale e unico: far funzionare al meglio la nostra città e il nostro territorio».
Il sindaco non mette in discussione il diritto della minoranza a esercitare il proprio ruolo di controllo. «Non intendo dire che non debbano essere fatti controlli o mosse critiche all’amministrazione comunale. Questo è un diritto e deve essere assolutamente salvaguardato, così come deve essere salvaguardata l’attività di richiesta di informazioni e di accesso agli atti. Questo fa parte della normale vita democratica».
La contestazione, però, riguarda quantità e modalità delle richieste. Secondo Gibelli, infatti, l’attività ispettiva si sarebbe trasformata in una sistematica rappresentazione negativa dell’operato dell’amministrazione e della città. «Ogni attività che viene portata avanti da parte della minoranza si trasforma in una campagna mediatica sempre a sfondo negativo, dove ogni occasione è un pretesto, anche questioni futili e molto marginali, per narrare una realtà profondamente negativa».
Un’impostazione che la maggioranza respinge. «Camporosso è la nostra città e riteniamo che nel complesso sia curata, pulita, viva e di questo siamo particolarmente orgogliosi. Non tutto può essere perfetto, ci mancherebbe, ci sono sempre lavori da fare. Ma un conto è andare a segnalare le questioni che possono essere migliorate, un altro è andare soltanto a sottolineare gli aspetti negativi, contribuendo e creando un danno profondo alla nostra città. Questo noi non possiamo accettarlo».
Il sindaco ha voluto sottolineare come le richieste dell’opposizione stiano determinando un carico di lavoro inaccettabile per gli uffici comunali. «Sono oltre trecento le richieste di accesso agli atti dall’inizio dell’anno. Ma in realtà ognuna di queste domande contiene un’altra pluralità di richieste di informazioni, che necessitano poi, per dare una risposta o un’elaborazione, di un lavoro cospicuo da parte dei dipendenti comunali».
Un’attività che, secondo Gibelli, sottrarrebbe risorse alle normali funzioni amministrative. «Non stiamo parlando di qualche ora sottratta al lavoro del personale comunale al mese. Qui stiamo parlando di ore di ogni giorno. Ogni giorno vengono sottratte ore al personale che invece si dovrebbe occupare dei cittadini, dei servizi, delle pratiche, delle opere pubbliche, cioè di tutto quell’insieme di cose che fanno funzionare la città».
Da qui la conclusione politica del sindaco: «Il bersaglio doveva essere il sindaco e l’amministrazione comunale, cioè la nostra maggioranza. Questo bersaglio non è stato centrato, perché il sindaco e l’amministrazione stanno lavorando benissimo e non vengono assolutamente scalfiti da questa situazione. Invece viene colpita la città».
Gibelli respinge qualsiasi accusa di voler limitare l’attività di controllo dell’opposizione e ribadisce la piena disponibilità dell’amministrazione alla trasparenza. «Noi non abbiamo da nascondere nulla. I controlli possono essere fatti. La porta del mio ufficio è sempre aperta, mai chiusa a chiave, proprio a testimonianza di quella che è la trasparenza del nostro Comune».
«Non vogliamo negare gli accessi agli atti da parte della minoranza. Questo sarà sempre garantito, ma non in questo modo. Questa non è la modalità corretta per riuscire a fare del bene alla nostra città. È esattamente il contrario».
Il sindaco lancia infine un appello al senso di responsabilità istituzionale. «La città merita rispetto. Un senso di responsabilità che non deve appartenere soltanto alla maggioranza, ma deve appartenere anche alla minoranza».
«Non confidiamo in un cambiamento da parte della minoranza – ha concluso Gibelli – Però ci tenevamo molto a informare i cittadini di questo aspetto che noi reputiamo particolarmente grave».
Sulla stessa linea, anche l’assessore al Personale Rosella Gastaldo. «I dipendenti comunali sono dipendenti di tutti: della maggioranza, della minoranza e della città stessa», ha detto l’assessore, ribadendo il pieno sostegno della maggioranza agli uffici e sottolineando il peso che l’elevato numero di richieste di accesso agli atti ha sul lavoro quotidiano. «I dipendenti sono sicuramente il perno dell’attività amministrativa, sono il nostro appoggio, l’appoggio per tutti i gruppi politici, ma essenzialmente hanno un grande compito da portare avanti, che è la garanzia della continuità dei servizi alla città».
Secondo l’assessore, nell’ultimo anno gli uffici comunali avrebbero dovuto fare fronte a «una valanga di accessi agli atti, a volte anche molto ripetitivi e ridondanti», una situazione che avrebbe contribuito a creare «un clima veramente molto teso nei nostri uffici».
Da qui la volontà di prendere pubblicamente posizione a tutela del personale. «Sono qua anche proprio in appoggio a ciò che ha detto il sindaco, sia per quanto riguarda il sentimento di gratitudine nei confronti dei nostri dipendenti, ma anche proprio per testimoniare il clima di tensione e di sovraccarico che stiamo registrando».
L’assessore precisa però che l’amministrazione non intende mettere in discussione il diritto dell’opposizione ad accedere agli atti. «Gli accessi agli atti sono benvenuti, sono un diritto assolutamente inalienabile e legittimamente protetto dalla legge. Sono anche uno strumento che può dare stimoli e collaborazione migliorativa a ogni maggioranza».
Il tema, secondo la maggioranza, è però quello della misura. «Esiste un limite tra l’uso legittimo di questo diritto e l’abuso dello strumento. E qui è proprio il problema, perché questo rischia di trasformare una cura, una collaborazione, uno stimolo in una guerra politica e divisibilità».
L’appello finale è quindi rivolto a tutti i consiglieri, con l’invito a un confronto diretto tra minoranza e personale comunale. «Nel confermare il mio totale appoggio al personale e il sostegno da parte di tutta la giunta comunale e anche di tutta la maggioranza, rivolgo un appello al buonsenso, alla giusta misura e alla responsabilità di tutti i consiglieri». E conclude: «Invito la minoranza a un confronto diretto proprio con il personale, così da trovare un bilanciamento, un giusto punto d’incontro e rispettare sicuramente il diritto di accesso agli atti, il diritto all’ispezione e al controllo, ma anche i diritti dei lavoratori e dei cittadini».


