Stadio Comunale, Cassazione chiude causa Sanremese-Comune: con Karembeu l’impianto cambia volto
Respinto il ricorso della società calcistica sulle fatture per lavori del 2008-2009. Domenica, nel derby con l’Imperia, debutto ufficiale davanti ai tifosi per il nuovo corso biancazzurro
Sanremo. Da una parte una vecchia causa sullo stadio Comunale, nata da lavori e fatture risalenti al 2008-2009. Dall’altra il nuovo corso della Sanremese targata Christian Karembeu, che domenica sera, nel derby di Coppa Italia Serie D contro l’Imperia, ha presentato ai tifosi un impianto tirato a lucido, con la novità dei seggiolini installati sulle gradinate grazie al “cadeau” arrivato dalla vicina Monaco.
Sul fronte giudiziario, con sentenza dello scorso 19 agosto, la Cassazione ha chiuso definitivamente il contenzioso tra U.s.d. Sanremese Calcio srl e Comune di Sanremo per alcune fatture emesse dalla società tra il novembre 2008 e l’agosto 2009, per un totale di 31.200 euro. La società, allora concessionaria della gestione degli impianti sportivi comunali, sosteneva di avere eseguito lavori di manutenzione straordinaria che sarebbero spettati all’ente. Palazzo Bellevue ha sempre contestato la pretesa, sostenendo che gli interventi non fossero stati validamente commissionati e che, in parte, rientrassero negli obblighi ordinari della concessionaria. Il caso nasce dal contratto del 16 ottobre 2006, con cui il Comune aveva affidato alla Sanremese, per tre anni, la gestione dello stadio e degli altri impianti sportivi comunali. A fronte di un canone mensile di 7.250 euro oltre Iva, la società doveva occuparsi della manutenzione ordinaria, della preparazione dei campi e della custodia del complesso. Al Comune restavano invece le spese di manutenzione straordinaria, oltre a utenze, assicurazioni e oneri legati alla proprietà.
Il nodo, negli anni, è stato proprio questo: stabilire se gli interventi fatturati dalla società fossero ordinari o straordinari e, soprattutto, se il Comune li avesse effettivamente commissionati con un atto scritto idoneo a impegnare l’ente. In primo grado il Tribunale di Imperia aveva dato parzialmente ragione alla Sanremese (difesa dall’avvocato Vinicio Tofi di Sanremo), riconoscendo due fatture: una da 12.960 euro per lavori di rizollatura e concimazione del campo in erba e una da 3.840 euro per interventi su recinzioni, porta da calcio e protezioni dei pali di illuminazione. La Corte d’appello di Genova aveva però ribaltato quella decisione, negando integralmente la pretesa creditoria. Ora la Cassazione conferma la linea favorevole al Comune. Per la Suprema Corte, anche volendo ritenere alcuni lavori di natura straordinaria, mancava comunque un accordo scritto con cui Palazzo Bellevue avesse affidato alla società l’esecuzione degli interventi e si fosse impegnato a pagarli. Nei rapporti con la pubblica amministrazione, ricordano i giudici, la forma scritta non è un dettaglio: è condizione essenziale per far nascere un’obbligazione a carico dell’ente.
Respinto quindi il ricorso della società, con condanna al pagamento delle spese del giudizio di legittimità in favore del Comune: 2.500 euro per compensi, oltre spese forfettarie, esborsi e accessori di legge. Una vicenda ormai datata, legata a una fase lontana della storia calcistica matuziana, ma significativa per il principio che ribadisce: anche sui beni comunali, e anche quando si parla di lavori ritenuti necessari, senza un incarico scritto non nasce alcun credito verso l’amministrazione. Mentre si chiude questa pagina del passato, il presente del Comunale racconta tutt’altra atmosfera. Domenica sera, nella prima partita ufficiale della stagione disputata in casa, la Sanremese del nuovo presidente Christian Karembeu ha battuto l’Imperia 2-1 nel derby di Coppa Italia Serie D, davanti a quasi duemila spettatori. Una cornice che da tempo non si vedeva al Comunale e che ha accompagnato il debutto ufficiale del nuovo corso biancazzurro.
A colpire, oltre al clima sugli spalti, è stato anche il colpo d’occhio dell’impianto. Lo stadio si è presentato con le gradinate riordinate e con i nuovi seggiolini, arrivati gratuitamente dallo Stade Louis II di Monaco, dopo il rinnovo delle sedute dell’impianto monegasco. Un regalo dal Principato che rafforza il legame sempre più stretto tra la Sanremese e Monaco, anche attraverso la rete di rapporti che circonda la nuova proprietà. Non è solo un dettaglio estetico. Per il Comunale, l’installazione delle sedute rappresenta un upgrade infrastrutturale importante anche in prospettiva Serie C. I criteri federali per il calcio professionistico richiedono infatti posti a sedere numerati e sedute individuali con caratteristiche precise. Se l’obiettivo dichiarato del club è riportare Sanremo nel professionismo, lo stadio diventa parte integrante del progetto sportivo. Quello dei seggiolini non è l’unico intervento degno di nota. A giugno 2025 Palazzo Bellevue ha completato l’installazione delle nuove torri faro, senza le quali non sarebbe potuto disputare il derby serale.
A confermare l’ambizione del nuovo corso è lo stesso Karembeu, protagonista di una lunga intervista pubblicata dal sito inglese sul pallone italiano Calcio England. L’ex stella della Francia campione del mondo 1998 racconta una Sanremese che vuole crescere, ma senza bruciare le tappe. «Vogliamo arrivare in alto. Non c’è limite», dice il presidente, precisando però che la sostenibilità del progetto resta una priorità. Il piano non si esaurisce nella prima squadra. L’investimento sul settore giovanile e sulle infrastrutture viene indicato come uno dei pilastri della nuova Sanremese. In questo quadro si inserisce anche il coinvolgimento di Clarence Seedorf, chiamato a seguire lo sviluppo dell’Academy e del vivaio, mentre sul campo la squadra affidata a Gianluca Festa è stata rinforzata con nomi di richiamo, a partire da Yann M’Vila. L’articolo inglese descrive molto generosamente il Comunale come uno degli impianti più suggestivi del calcio italiano, incastonato sulla collina e affacciato sulla città e sul Mediterraneo, ma anche come una struttura che porta i segni dei suoi 94 anni di storia e che ha bisogno di modernizzazione.
(In copertina, Karembeu domenica allo stadio. Tribune e gradinate tirate a lucido)









