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Mabel Riolfo torna in campo con FdI: «Due anni fuori dalla politica, poi Meloni mi ha convinta a ripartire»

L’ex consigliera regionale racconta il nuovo capitolo della sua carriera politica: «A Ventimiglia dobbiamo pesare di più nella giunta Di Muro». Sul caso Russo-Berrino: «Seguo la linea del coordinatore provinciale». E lascia la presidenza di MentInRete

Ventimiglia. Due anni lontana dalla politica attiva, il ritorno alla professione, una parentesi associativa costruita attorno a MentInRete e poi, quando sembrava che quel capitolo fosse ormai definitivamente chiuso, la scelta di rimettersi in gioco. Questa volta con Fratelli d’Italia. Mabel Riolfo torna sulla scena politica del Ponente e lo fa entrando nel terzo dei grandi partiti del centrodestra attraversati nel corso della sua carriera. Prima la Lega, con cui era stata eletta in consiglio regionale nel 2020. Poi Forza Italia. Oggi Fratelli d’Italia.

Un percorso che potrebbe prestarsi facilmente alla lettura dei cambi di casacca. Riolfo, però, rivendica una continuità di fondo: «Sono sempre rimasta nell’area del centrodestra». E dietro ogni passaggio ci sono state vicende politiche ben precise, talvolta traumatiche. Prima della Regione era stata assessore ai Servizi sociali e scolastici nella giunta guidata da Gaetano Scullino a Ventimiglia, in quota Lega. Nel 2020 l’elezione in via Fieschi con il Carroccio. Quattro anni dopo l’uscita dal partito e l’avvicinamento a Forza Italia. Proprio il passaggio tra gli azzurri avrebbe dovuto accompagnarla verso una nuova candidatura alle regionali del 2024. Poi qualcosa si inceppò. La sua presenza nelle liste venne ritirata e a Ventimiglia trovò spazio Cristina D’Andrea, politicamente vicina all’assessore regionale Marco Scajola. Una vicenda mai chiarita completamente e che portò Riolfo a uscire da Forza Italia e, soprattutto, ad annunciare l’addio alla politica attiva. Sembrava la fine. Due anni dopo, invece, rieccola.

«Sono stata due anni fuori dalla politica e sono tornata al mio lavoro – racconta oggi Riolfo –. La passione per la cosa pubblica, però, è rimasta. Mi sono trovata davanti a un bivio: abbandonare completamente oppure tornare in campo». A far pendere la bilancia è stato soprattutto il giudizio maturato sull’operato di Giorgia Meloni. «In questo periodo ho particolarmente apprezzato il lavoro che Meloni sta facendo come presidente del Consiglio. Viviamo una fase di forte instabilità internazionale, con due guerre scoppiate una dietro l’altra, e l’Italia non parte certo da una posizione di favore, considerando il debito pubblico e tante situazioni ereditate dal passato. Credo che Meloni sia riuscita a dare stabilità al Paese». Una valutazione che l’ha progressivamente avvicinata a un partito verso il quale, ammette, inizialmente non provava una particolare attrazione.

«Fratelli d’Italia all’inizio non era per me un partito particolarmente attrattivo. Poi il lavoro di Meloni mi ha avvicinata. Probabilmente ha avuto un peso anche il fatto che sia una donna. Successivamente ho conosciuto e apprezzato personalmente il senatore Gianni Berrino e l’assessore Luca Lombardi. Tramite il coordinatore cittadino Ino Isnardi mi sono riavvicinata e mi è tornata la voglia di fare politica». Una sorta di araba fenice del Ponente. Più volte data per finita, Riolfo torna adesso in una formazione che, sul territorio provinciale, vive a sua volta una fase delicata.

L’ingresso dell’ex consigliera regionale è avvenuto infatti mentre dentro Fratelli d’Italia si è aperto il confronto tra il senatore e coordinatore provinciale Gianni Berrino e la consigliera regionale Veronica Russo. Una frattura emersa pubblicamente sul rapporto che il partito dovrebbe mantenere con le realtà civiche nei Comuni e diventata particolarmente evidente dopo le ultime dinamiche politiche di Bordighera. Riolfo non intende però inserirsi in quella partita. «Veronica Russo la apprezzo come consigliera regionale. Le prossime elezioni sono così lontane che non penso minimamente a un’eventuale mia candidatura. Penso a quello che possiamo fare oggi per far crescere Fratelli d’Italia sul territorio e per portare dei contributi». Nessuna rivendicazione, assicura, e nessuna volontà di aprire un nuovo fronte interno. «Sono a disposizione e di supporto ai consiglieri comunali e agli assessori. Questo è il mio spirito. Non ho aspettative di alcun genere e non mi interessano contrasti interni che non mi appartengono». Sul confronto Russo-Berrino la posizione è altrettanto netta: «Non posso che allinearmi alla linea del coordinatore provinciale e senatore Gianni Berrino. Seguo la linea del partito». Lo stesso Berrino, commentando l’arrivo di Riolfo, ha escluso qualsiasi collegamento con le recenti tensioni interne. «Non c’è nessun collegamento tra quanto accaduto con la Russo e l’ingresso di Riolfo – precisa il senatore –. Mabel ha contattato la dirigenza di Ventimiglia perché vuole ricominciare a fare politica e ha scelto Fratelli d’Italia. Penso sia positivo che altri partiti abbiano problemi di fughe e noi continuiamo invece a essere attrattivi».

Ma il ritorno alla politica attiva comporta per Riolfo anche una scelta sul progetto costruito durante i due anni trascorsi lontano dai partiti. Nel periodo di pausa aveva infatti fondato MentInRete, associazione culturale con sede presso il suo studio legale a Ventimiglia e una comunità online che, attraverso un gruppo Facebook, ha superato i 1.300 iscritti. L’idea era quella di creare un laboratorio aperto, senza appartenenze precostituite, nel quale discutere temi politici, sociali e culturali e difendere la libertà di pensiero. Un contenitore volutamente trasversale, nel quale sono confluite persone provenienti da mondi differenti. Tra le iniziative organizzate c’è stato anche un incontro dedicato alle ragioni del sì e del no al referendum, ospitato a Palazzo Roverizio a Sanremo. Alla presentazione dell’associazione all’Hotel Des Anglais erano comparsi, tra gli altri, il capogruppo di Imperia Senza Padroni (per un soffio mancato candidato sindaco per FdI nel capoluogo) ed ex colonnello dei carabinieri Luciano Zarbano e l’ex coordinatore del Partito democratico nella città di confine Marco Caudano, a testimonianza di una vocazione dichiaratamente trasversale. Proprio per non mettere in discussione questa caratteristica, ora che ha scelto nuovamente un partito Riolfo farà un passo indietro. «Abbiamo fatto una cena l’altra sera e, proprio perché MentInRete deve restare un laboratorio di idee, ho deciso di lasciare la presidenza dopo la mia adesione a Fratelli d’Italia. Adesso individueremo un nuovo presidente che sia super partes».

Sul piano locale, il primo terreno sul quale Riolfo vuole tornare a incidere è naturalmente Ventimiglia. «Vorrei che Fratelli d’Italia avesse una maggiore considerazione nell’ambito della giunta Di Muro e che potesse essere più incisivo», afferma. Un giudizio che non si traduce però in opposizione all’Amministrazione. Anche sulla discussa vicenda del SuperKaraoke, che ha provocato proteste per le modifiche alla viabilità e i disagi legati all’evento, Riolfo assume una posizione favorevole. «Penso che siano quelle vetrine che passano poche volte. È ovvio che i disagi per la cittadinanza ci siano, ma i vantaggi che un evento di questo genere può portare alla città sono importanti. Si tratta di una vetrina sostanzialmente gratuita, salvo le spese organizzative a cui il Comune partecipa, e ritengo che per Ventimiglia sia un fatto positivo». E poi c’è la curiosa querelle esplosa intorno al suo stesso nome dentro Futuro Nazionale. Prima la nota molto critica del Comitato 026 di Ventimiglia sul suo ingresso in Fratelli d’Italia, poi gli auguri dell’ex vicesindaco Vincenzo Moio, quindi la guerra interna tra Moio e Gianluca Baxa e infine l’intervento del referente regionale Marco Lupi per fermare il botta e risposta.

Riolfo osserva la vicenda da fuori e quasi con stupore. «La querelle interna a Futuro Nazionale sulla mia adesione a Fratelli d’Italia non l’ho capita – taglia corto –. Spero che abbiano voglia di interessarsi al bene della città di Ventimiglia». Poche parole per una polemica della quale, paradossalmente, è stata l’innesco senza esserne protagonista. La partita che interessa davvero Riolfo è un’altra: ricominciare. Dopo la Lega, dopo Forza Italia, dopo la mancata candidatura del 2024 e due anni trascorsi fuori dalle stanze della politica, il suo percorso riparte da Fratelli d’Italia. Senza candidature dichiarate all’orizzonte, ma con un messaggio abbastanza chiaro: chi pensava che la sua esperienza politica fosse terminata dovrà rivedere i propri conti.