Aurelia bis, commissione autogol: i tecnici smontano Bonmoschetto e rilanciano Foce
Seduta affollata in Sala degli Specchi dopo l’ordine del giorno del monotematico. Donzella avverte: «Il tempo stringe». Ventimiglia attacca Mager: «Ha negato una scelta già rivendicata»
Sanremo. Doveva essere la commissione tecnica per rafforzare la posizione del Comune sull’Aurelia bis. Si è trasformata, almeno politicamente, in una sorta di commissione d’inchiesta sull’operato del sindaco Mager, che non ha potuto neanche difendersi perché assente. L’attesa seduta convocata dal presidente della Seconda commissione Luca Marvaldi, frutto di una richiesta delle minoranze assorbita nell’ordine del giorno approvato nell’ultimo consiglio comunale monotematico, ha riaperto il dossier più delicato di Palazzo Bellevue: il destino degli svincoli cancellati, il ritorno alla soluzione E del 2023 e il ruolo avuto dall’amministrazione Mager nel cambio di rotta maturato tra Roma, Anas e Consiglio superiore dei lavori pubblici.
La riunione, formalmente definita “commissione preliminare” per l’assenza del primo cittadino, impegnato in un viaggio all’estero, si è svolta in Sala degli Specchi per contenere il pubblico numeroso. Presenti diversi esponenti dei comitati civici interessati dal progetto: il Comitato Bonmoschetto, formalmente costituito anche sul piano giuridico insieme al comitato di via Padre Semeria e alcuni rappresentanti della zona di via Solaro Rapalin, area dove in passato era stata prevista un’ipotesi di svincolo e che ancora oggi compare nelle previsioni del piano urbanistico comunale. L’immagine della seduta ha raccontato più di molte parole. Una lunga tavolata frontale, con Marvaldi al centro, circondato soprattutto dai consiglieri di minoranza, davanti ai tecnici invitati dai gruppi e a una platea molto nutrita. Assenti il sindaco Mager e il vicesindaco Fulvio Fellegara, entrambi in ferie. A rappresentare l’amministrazione, oltre all’assessore al centro del ciclone Massimo Donzella, è stato chiamato in causa l’assessore al turismo Alessandro Sindoni, presente in qualità di consigliere anziano, cioè il consigliere più votato della coalizione di maggioranza, chiamato a fare le veci del sindaco in assenza anche del vice.
Il punto di partenza è stato l’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale monotematico. Un documento con cui la maggioranza ha impegnato sindaco e giunta a chiedere che, accanto al progetto “light” senza svincoli, approdi al Ministero dell’Ambiente anche la soluzione E del 2023, quella con gli svincoli intermedi in zona Foce-C2 e Bonmoschetto-via Padre Semeria, corretta con tutti gli accorgimenti necessari per superare le prescrizioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Lo stesso ordine del giorno prevedeva l’attivazione di una commissione allargata alle minoranze e aperta ai tecnici di fiducia dei gruppi consiliari, per valutare eventuali migliorie.
Donzella ha aperto ricordando che «l’ordine del giorno è stato trasmesso a tutti gli enti e soggetti interessati dal progetto Aurelia bis» e ha ribadito che il progetto che sarà inviato al Mase dovrà essere condiviso con il Comune di Sanremo. Ma il dato emerso nel corso della mattinata è stato più problematico per l’amministrazione: la soluzione E, appena rilanciata dal consiglio comunale, è stata sottoposta al giudizio dei tecnici e ne è uscita in gran parte indebolita. Quasi tutti i professionisti intervenuti, con la sola eccezione sostanziale dell’ingegner Franco Erasmi, hanno infatti espresso forti perplessità, se non una contrarietà netta, sullo svincolo di Bonmoschetto. Le motivazioni sono state soprattutto ambientali, paesaggistiche e funzionali: opere troppo impattanti, efficacia discutibile, difficoltà a giustificare una prosecuzione verso Ventimiglia impostata a mezza costa. Al tempo stesso, è emerso un consenso molto ampio sulla necessità di recuperare almeno uno svincolo in zona Foce e di ragionare seriamente sul collegamento con l’Autostrada dei Fiori.
Il primo intervento tecnico di peso è stato quello dell’ingegner Gianni Rolando, già candidato sindaco del centrodestra ma presente, ha precisato, «in veste completamente tecnica e non politica», invitato sia da consiglieri di maggioranza sia di minoranza. Rolando ha ricordato la sua esperienza su progetti Anas, compresa la variante Aurelia bis già realizzata e la rotatoria di Taggia, spesso richiamata nel confronto con Sanremo. «Sono qui perché spero di dare un contributo per questa arteria fondamentale», ha detto. Secondo Rolando, le critiche del Consiglio superiore dei lavori pubblici ad Anas non possono essere semplicemente archiviate, ma il tema ora è capire dove ripristinare gli svincoli. «Dove nasce uno svincolo nasce un comitato. È normale. Come città estesa va trovata una soluzione a minor danno per tutti. Questo deve essere il nostro obiettivo». Per Rolando, i due punti imprescindibili sono lo svincolo Foce e il collegamento con l’autostrada. L’ex presidente dell’Ordine ha richiamato anche strada Solaro, dove il Puc prevede già una soluzione, a suo dire anche ben accolta dai residenti della zona del campo ippico. «Se lo svincolo Foce il consiglio comunale lo ritiene imprescindibile, bisogna capire qual è la soluzione meno impattante e anche meno costosa, perché il Consiglio superiore ha già detto che il capitolo costi è al limite». Rolando ha inoltre condiviso l’impostazione di evitare rotatorie lungo il tracciato principale: «Abbiamo già gli svincoli sfalsati proprio per non interrompere il traffico continuo, ha ragione il Consiglio superiore: non possiamo avere un’Aurelia bis metà a svincoli sfalsati e metà a rotatorie. Imperia fa testo a parte anche perché tutto il tracciato è progettato con le rotatorie».
Sulla stessa linea, ma con ancora maggiore nettezza su Bonmoschetto, l’ingegner Stefano Puppo, tecnico indicato dal gruppo di maggioranza relativa Anima. Anche lui ha premesso di intervenire in veste tecnica. «Vedo molto difficile e ambientalmente molto complicato lo svincolo di Bonmoschetto. Per consentire di mantenere un asse viabilistico verso Ventimiglia richiede opere ingegneristiche molto impattanti e ambientalmente non sostenibili». Per Puppo potrebbe essere sufficiente anche un solo svincolo, se collocato nel punto giusto e se la tratta venisse mantenuta il più possibile interrata. «Se si mantenesse lo svincolo Foce sopra corso Inglesi, da lì si potrebbe andare a Cava Cangiotti tutto interrato. Il problema resterebbe il collegamento con l’autostrada». L’ingegner Ivan De Benedetto, marito della consigliera di Fratelli d’Italia Elisa Balestra, ha confermato la linea contraria a Bonmoschetto: «Concordo nel cancellare lo svincolo Bonmoschetto. È un’uscita inutile e impattante». Secondo De Benedetto, per risolvere il tema del traffico sarebbe più utile uno svincolo alto in zona Foce, come previsto nell’alternativa E, da cui creare i collegamenti con le altre strade. Ha inoltre suggerito di valutare il riutilizzo delle terre di scavo per contenere i costi e ha espresso favore per una soluzione in Cava Cangiotti, non in Bonmoschetto. La voce fuori dal coro è stata quella dell’ingegner Franco Erasmi, invitato sia da una parte della maggioranza, in particolare dal gruppo Forum, sia da una parte della minoranza, riconducibile al consigliere Massimo Rossano. Erasmi ha ricordato l’incontro del 14 luglio con il sindaco Mager, insieme a Rolando, quando vennero sollevate le criticità legate alla cancellazione degli svincoli. Premessa: «Ho chiesto al sindaco: secondo te c’è una pratica più importante di questo mandato della prosecuzione dell’Aurelia bis? Mi ha risposto di no».
Per Erasmi Sanremo non può accontentarsi di una infrastruttura “light”. «Questa è una città in cui bisogna volare alto. Dobbiamo traguardare questa infrastruttura nella migliore soluzione possibile». Il punto decisivo, per l’ingegnere, è il collegamento Aurelia bis-Autofiori. «Mi risulta che siano due milioni all’anno le entrate e uscite dallo svincolo di Coldirodi-Sanremo Ovest. Chi esce dall’Autofiori deve poter immettersi sull’Aurelia bis e non attraversare i quartieri». Da qui la sua posizione: «Accontentarsi di uno svincolo in zona Foce sarebbe una scelta miope. Due svincoli sono il minimo indispensabile». Erasmi ha sollevato anche un’obiezione alla concentrazione dei flussi su Cava Cangiotti. A suo giudizio, uno svincolo in quell’area rischierebbe di scaricare troppo traffico a ridosso dell’Aurelia, creando il pericolo che un solo evento critico blocchi contemporaneamente due arterie. Per questo ha difeso, pur con necessità di approfondimenti e mitigazioni, la funzione dello svincolo di Bonmoschetto come soluzione utile per distribuire meglio i flussi.
Di segno opposto l’intervento dell’architetto Giovan Battista Poggi, consulente del Comitato Bonmoschetto e indicato da Sanremo Domani. Poggi ha contestato uno dei punti tecnici più discussi: «Anas ha scritto che il quarto braccio della rotatoria in Cava Cangiotti non funzionerebbe, ma non viene dimostrato». Per il professionista, ottimizzare Cava Cangiotti potrebbe rappresentare una soluzione a più problemi. Quanto al collegamento con l’autostrada, Poggi ha sostenuto che agganciare lo svincolo autostradale a via Padre Semeria non sarebbe conveniente: «L’aggancio dovrebbe avvenire in alto e non in basso rispetto all’Aurelia bis». Lo svincolo Foce, se funzionale anche all’autostrada e alla prosecuzione verso Ventimiglia, potrebbe giustificare il sacrificio ambientale, purché proporzionato ai benefici.
L’architetto Gianni Salesi, segretario cittadino del Partito Democratico e tecnico indicato dal gruppo dem, ha portato una proposta specifica: collegare lo svincolo Foce con strada San Lorenzo. «Concordiamo tutti sullo svincolo Foce. È un elemento indispensabile per tutti i professionisti qui presenti», ha detto. Salesi ha richiamato il Puc vigente, sostenendo che il piano prevedeva il collegamento con Cava Cangiotti diretto e lo svincolo della Foce come collegamento all’Autofiori attraverso strada San Lorenzo. «Noi, come Partito Democratico, chiediamo che Anas progetti un collegamento tra lo svincolo Foce e strada San Lorenzo». Secondo Salesi sarebbe una soluzione «più leggera», con minori interferenze sulle proprietà e un miglior rapporto tra costi e impatto ambientale.
Il geometra Michele Gandolfi, intervenuto in rappresentanza del consigliere Daniele Ventimiglia, ha posto il tema della chiarezza politica. «In questa fase interlocutoria abbiamo bisogno, a livello tecnico ma soprattutto politico, di avere un’indicazione precisa di cosa vuole fare il Comune di Sanremo». Gandolfi ha indicato corso Inglesi come possibile soluzione per sfoltire il traffico e ha richiamato anche Cava Cangiotti, purché non comporti costi eccessivi. Sullo sfondo, però, resta il nodo del collegamento con l’autostrada e dell’eventuale allargamento di strada Solaro Rapalin e Bonmoschetto, opere che rientrerebbero nella competenza comunale.
Sul versante ambientale sono intervenuti l’agrotecnico Massimo Ghione, per Generazione Sanremo, e il collega Davide Salvi, segretario cittadino di Forza Italia. Ghione ha richiamato la necessità di tenere insieme capillarità, riduzione dell’impatto ambientale e tempi di modifica del progetto. Ha chiesto di valutare attentamente la soluzione Bonmoschetto e ha posto l’accento sul torrente San Bernardo, definito corridoio ecologico importante, collegato al Sic di Monte Bignone, che potrebbe essere interessato dai flussi migratori della fauna. Salvi ha insistito sulla diversa sensibilità ambientale rispetto agli anni in cui venne realizzata la prima parte dell’Aurelia bis: «Le opere si devono fare, ma devono tenere conto delle conseguenze sull’ambiente. Devono essere il meno impattanti possibile».
Terminato il giro dei tecnici, la commissione si è accesa sul piano politico. Patrizia Badino, consigliera di Forza Italia, ha rivendicato il ruolo delle minoranze: «Grazie al contributo delle opposizioni, con il consiglio monotematico voluto, siamo arrivati a un consesso con i migliori professionisti». L’intervento più duro è stato quello di Daniele Ventimiglia, ex Lega oggi indipendente di Futuro Nazionale. Ventimiglia ha ricordato anzitutto che l’opera non è finanziata: «Ci sono i fondi solo per la progettazione. Spetterà al nuovo governo trovare le risorse». Poi si è rivolto anche al pubblico, rivendicando la pressione delle minoranze: «La maggioranza non la voleva questa commissione. Siamo riusciti a ottenerla in consiglio comunale. Se ci troviamo qui è anche perché il 14 luglio gli ingegneri Rolando ed Erasmi sono andati dal sindaco a sollevare le criticità degli svincoli cancellati».
Ventimiglia ha quindi attaccato frontalmente Mager, assente. «A oggi non sappiamo se il sindaco, quando ci ha detto in consiglio comunale che non aveva capito bene quale progetto era stato scelto, abbia mentito sapendo di mentire. Ma se ci sono articoli e interviste allo stesso sindaco dove rivendica la cancellazione degli svincoli, mi chiedo perché venire in consiglio comunale e negare la scelta politica assunta». Parole durissime, che il consigliere ha chiuso parlando di «incapacità amministrativa grave» e sostenendo che «la scelta migliore per Sanremo non può sottostare agli interessi dei comitati». Massimo Rossano, di Andiamo!, ha parlato di «mancanza importante di una regia» e ha criticato l’assenza contemporanea di sindaco e vicesindaco: «Ci saremmo aspettati dei mea culpa che non sono arrivati. È imbarazzante che oggi non solo non ci sia il sindaco, ma che manchi anche il vicesindaco. Dobbiamo portare a casa l’opera. E se abbiamo perso un treno, il responsabile chi è?». Sulla stessa linea Monica Rodà: «Quanto tempo abbiamo perso? La risposta è più di un anno. Questa commissione si sarebbe dovuta fare un anno fa, prima dell’annuncio dato da Comune e Ministero di un accordo sul progetto light senza svincoli. Se abbiamo perso il treno sarà un danno a carico di questa amministrazione».
Elisa Balestra, consigliera di Fratelli d’Italia, ha messo il dito nella contraddizione emersa durante la seduta. «È sempre più chiaro che questa amministrazione aveva fatto una scelta che a distanza di un anno è stata rivista. Come minoranze avevamo chiesto di non essere precisi sugli svincoli da richiedere nell’ordine del giorno, proprio per dare la possibilità ai tecnici di analizzare le soluzioni migliori. Oggi ci troviamo con un impegno per il ripristino della soluzione E, con il paradosso che anche all’interno della stessa maggioranza il Pd, con il proprio tecnico, ha votato l’ordine del giorno per la soluzione E e adesso chiede la modifica di quel progetto». A difendere la seduta e il sindaco è intervenuto Marvaldi. Il presidente ha precisato che, in assenza di Mager e Fellegara, è presente l’assessore anziano Sindoni. Poi ha respinto le accuse: «Il sindaco questa commissione l’ha voluta fortemente anche in sua assenza. Non si nasconde e non mente a nessuno».
La replica più attesa è stata quella di Donzella. L’assessore ha ribadito che il Comune ha chiesto più volte ad Anas i progetti senza riceverli. Ha poi ricostruito l’alternarsi delle ipotesi: «In un primo momento Anas era indirizzata per lo svincolo in Solaro Rapalin. Successivamente erano emerse ipotesi ulteriori, come la E e la F. Quest’ultima sembrava molto interessante, perché attenta al territorio e prevedeva da Solaro Rapalin il collegamento direttamente in Cava Cangiotti. Poi la stessa Anas ha ritirato anche queste proposte, sulla base dell’argomentazione che in Cava Cangiotti non ci sarebbero stati i quattro bracci della rotatoria. Quindi si è arrivati alla E». Donzella ha rivendicato il rapporto con i territori e con i comitati: «Noi siamo stati sempre estremamente rispettosi delle richieste dei territori. Abbiamo mandato ad Anas tutte le integrazioni e i progetti elaborati dai comitati. Non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta da Anas. Negli incontri a Roma abbiamo rappresentato tutte queste esigenze».
Ma il passaggio politicamente più importante è stato quello sui tempi. Donzella ha ammesso che oggi c’è un’esigenza di urgenza e celerità. Il commissario Gemme ha comunicato che Anas sta ancora lavorando al recepimento delle prescrizioni e che il Comune potrà intervenire formalmente nel momento della condivisione del progetto in sede di valutazione ambientale e poi nella Conferenza dei servizi. Ma il sottinteso, emerso con chiarezza nel dibattito, è che se al Mase dovesse arrivare soltanto il progetto senza svincoli, sarà poi molto difficile modificarlo radicalmente. «La scelta della soluzione E dimostra una volontà forte dell’amministrazione comunale di andare in quella direzione», ha detto Donzella, rivendicando anche l’uscita in Cava e il commissariamento dell’opera. Sulle risorse, però, l’assessore non ha nascosto prudenza: «Non penso che entro la fine di questa legislatura saranno trovate le risorse per finanziarla, ma sta a noi dimostrarne l’urgenza».
Per la maggioranza sono intervenuti anche Marco Cassini, del Partito Democratico, e Vittorio Toesca, di Generazione Sanremo. Cassini ha accusato le minoranze di strumentalizzare una seduta nata con intenti tecnici: «Dispiace che una commissione partita con i migliori intenti venga strumentalizzata dalla parte politica di minoranza, che continua a portare avanti il lavoro che in consiglio comunale non è riuscita a fare, insistendo sul mio partito. Con l’ordine del giorno il Pd ha ottenuto passaggi importanti, che rivendichiamo». Toesca ha invitato a superare gli schieramenti: «Siamo qui per avere contributi tecnici e per discutere del futuro di Sanremo. Serve un approccio pragmatico e una sintesi da portare tramite il sindaco nelle sedi preposte».
Il bilancio della mattinata, però, resta complicato per Palazzo Bellevue. La commissione ha certificato una convergenza sulla necessità dello svincolo Foce, ma ha anche mostrato che la soluzione E, appena rilanciata dal consiglio comunale (dopo averla abbandonata nel 2023 senza che nessun consigliere, di maggioranza o minoranza, per oltre un anno, abbia aperto bocca), non convince quasi nessuno nella parte relativa a Bonmoschetto. Il rischio è una contraddizione istituzionale: il consiglio comunale ha già impegnato sindaco e giunta a chiedere il ritorno alla soluzione E, ma i tecnici chiamati dagli stessi gruppi consiliari ne hanno sostanzialmente smontato uno dei pilastri.
Le alternative sono state evocate, ma non ancora studiate. Collegamento con via Padre Semeria, connessione attraverso strada San Lorenzo, recupero dell’ipotesi Solaro Rapalin, ottimizzazione di Cava Cangiotti: molte ipotesi, pochi elaborati, nessuna vera mini-fattibilità portata in commissione. È il punto debole della seduta. La politica ha chiesto ai tecnici di indicare una strada, ma i tecnici hanno soprattutto evidenziato criticità, senza consegnare una soluzione già tracciata su carta. Anche perché è difficile ragionare senza un progetto sotto mano. Progetto che Anas e ministero si sono ostinate a non fornire al municipio nonostante le richieste inoltrate a più riprese.
La certezza è una sola: il tempo perso pesa. E il tempo rimasto è poco. Dopo un anno di annunci, comunicati e versioni progettuali cambiate, il Comune cerca ora di rientrare in una partita che rischiava di passare sopra la testa del consiglio comunale. Ma la commissione voluta per rafforzare la maggioranza ha finito per consegnare alle opposizioni un nuovo fronte d’attacco e per instillare un dubbio ancora più pesante: se la soluzione E non va bene nemmeno ai tecnici chiamati a discuterla, qual è davvero il progetto che Sanremo vuole portare davanti al Ministero dell’Ambiente?


















