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Ventimiglia, il Siap: «La frontiera ha bisogno di uomini e continuità operativa»

Traverso sollecita la presenza stabile del VI Reparto Mobile di Genova e annuncia la richiesta di un incontro al prefetto di Imperia

Ventimiglia. Più personale e la presenza continuativa del VI Reparto Mobile di Genova per sostenere i servizi alla frontiera e impedire che la gestione dei respingimenti sottragga risorse al controllo del territorio. A chiederlo è il Siap Liguria, che in una nota dell’8 agosto 2026 torna a denunciare le difficoltà degli organici della Polizia di Stato nella provincia di Imperia.

«La frontiera non si presidia con le buone intenzioni: servono uomini e continuità operativa», afferma Roberto Traverso del Siap Liguria, richiamando l’attenzione sulle condizioni della Polizia di Frontiera di Ventimiglia, chiamata ogni giorno a garantire il controllo del territorio e dei valichi, i pattugliamenti, i servizi congiunti con le autorità francesi, la gestione dei cittadini stranieri respinti dalla Francia, le attività amministrative, il fotosegnalamento, la polizia giudiziaria e il contrasto ai passeur.

L’ufficio dispone attualmente di circa 78 operatori, mentre sono previsti pensionamenti e un incremento di personale che, secondo il sindacato, appare insufficiente rispetto alla complessità del quadro operativo. Ogni giorno vengono effettuati mediamente 30-40 respingimenti dalla Francia, una parte significativa dei quali richiede ulteriori attività da parte della questura e degli uffici competenti per l’identificazione, le procedure amministrative, l’individuazione delle strutture, gli eventuali provvedimenti di espulsione e i rimpatri.

A questo si aggiunge il lavoro investigativo della Polizia di Frontiera, che ha consentito di ottenere importanti risultati nel contrasto al traffico internazionale di migranti e all’attività dei passeur, anche attraverso la collaborazione con le autorità francesi.

«Attenzione a non costruire sulla carta nuovi modelli organizzativi senza prima verificare la disponibilità effettiva di personale – sottolinea Traverso –. Non possiamo pensare di risolvere l’emergenza aumentando competenze, turnazioni, presidi e attività burocratiche se contemporaneamente gli organici rimangono insufficienti e sono previsti ulteriori pensionamenti. Una nuova organizzazione può funzionare soltanto se è sostenibile. Altrimenti rischia di redistribuire le carenze, spostando il problema da un ufficio all’altro e aumentando la pressione sugli operatori».

Per il Siap, la gestione dei flussi migratori deve essere affrontata «con raziocinio, equilibrio e senso di responsabilità», evitando semplificazioni e contrapposizioni politiche. «Il fenomeno migratorio non è uno slogan – aggiunge Traverso –. Alla fine sono gli operatori della sicurezza a dover gestire concretamente le conseguenze delle decisioni assunte a livello politico e amministrativo».

La preoccupazione riguarda anche il possibile indebolimento degli altri servizi di sicurezza nella provincia. La carenza di organici, evidenzia il sindacato, rischia infatti di essere aggravata dall’impiego di una quota sempre maggiore delle risorse nella gestione dei flussi migratori. Tra gli esempi citati ci sono gli accompagnamenti ai Cpr, che richiedono personale, mezzi, tempi di viaggio e disponibilità operative inevitabilmente sottratte ad altre attività. «Non contestiamo la necessità di effettuare gli accompagnamenti previsti dalla legge – precisa Traverso –. Contestiamo l’idea che questi servizi possano essere assorbiti indefinitamente da organici già insufficienti senza produrre conseguenze sul resto del territorio. La sicurezza della provincia di Imperia non può essere considerata una coperta troppo corta: se la si tira da una parte, non possiamo accettare che dall’altra rimangano scoperte le volanti, i commissariati, la Polizia di Frontiera e gli altri presidi della Polizia di Stato».

In questo quadro, il contributo del VI Reparto Mobile di Genova viene considerato indispensabile per alleggerire la pressione sul personale impegnato nella gestione della frontiera. Il Siap chiede quindi che ne venga garantita la presenza a Ventimiglia almeno fino a quando Polizia di Frontiera, questura e commissariati non disporranno di organici sufficienti per assorbire autonomamente tutti i servizi richiesti.

«Quando tra la scadenza di un’aggregazione e il rinnovo della disposizione ministeriale si crea una discontinuità, il problema ricade sulle strutture territoriali, in particolare sulle volanti e sugli altri servizi di controllo del territorio – spiega Traverso –. Non possiamo permetterci che la gestione amministrativa delle aggregazioni produca scoperture operative».

Il Siap annuncia inoltre la richiesta di un incontro al prefetto di Imperia per fare chiarezza sulla distribuzione delle risorse disponibili. Il sindacato ricorda che in passato era stato rappresentato dal questore che nella provincia non vi fossero particolari problemi di organico, una valutazione che, alla luce della situazione attuale, viene ritenuta da rivedere. «Il commissariato di Ventimiglia e quello di Sanremo sono chiamati a operare in condizioni di grave difficoltà, all’interno di una provincia che deve affrontare contemporaneamente le esigenze della frontiera, il controllo del territorio, l’attività investigativa e tutti gli ulteriori servizi richiesti alla Polizia di Stato», afferma Traverso.

Il sindacato riconosce l’arrivo, seppure all’ultimo momento, di alcune unità aggiuntive, ma avverte che queste risorse non possono diventare il pretesto per interrompere l’aggregazione del VI Reparto Mobile. «Temiamo una sorta di gioco a somma zero: qualche unità in più da una parte e, contemporaneamente, la perdita del supporto operativo del Reparto Mobile dall’altra. Le nuove unità devono rappresentare un effettivo rafforzamento degli organici della provincia, non la compensazione della perdita di una risorsa oggi indispensabile».

«Ventimiglia non ha bisogno soltanto di nuove disposizioni organizzative: ha bisogno di personale – conclude Traverso –. Non si può chiedere agli stessi operatori di fare sempre di più con gli stessi organici. La sicurezza della frontiera francese, di Ventimiglia e dell’intera provincia di Imperia deve essere affrontata con una programmazione seria, personale adeguato e strumenti operativi continuativi».