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Vecchio, malato e sofferente. Secondo il Centro Veterinario Imperiese il gatto mascotte del cinema Centrale andava soppresso

Era stato portato via, la sera dello scorso 27 luglio, dal giardino della sala di via Cascione. Poi consegnato alla clinica per animali

Imperia. “La valutazione del medico veterinario di turno, supportata dagli accertamenti clinici eseguiti in urgenza, ha evidenziato un quadro di grave decadimento organico legato all’età avanzata e alla presenza di molteplici patologie concomitanti. Sulla base di tali riscontri, il professionista ha assunto una decisione clinica orientata esclusivamente alla tutela del benessere animale e ad evitare ulteriori sofferenze”.

Il Centro Veterinario Imperiese, con una nota stampa, fa chiarezza in merito al suo, decisivo, coinvolgimento nella vicenda che negli ultimi giorni ha suscitato grande attenzione nell’opinione pubblica. Ovvero la triste storia di Gatto: la storica mascotte del Cinema Centrale portata via, la sera dello scorso 27 luglio, dal giardino della sala di via Cascione. Il micio è stato condotto in una clinica veterinaria, dove nella notte era stato soppresso.

Gatto cinema centrale

LE PRECISAZIONI DEL CENTRO VETERINARIO

Abbiamo ritenuto doveroso condividere la posizione della Clinica per offrire un quadro completo dei fatti e delle valutazioni che hanno guidato l’operato del personale sanitario al momento dell’arrivo dell’animale.In merito alla vicenda che ha coinvolto la nostra struttura e il gatto noto alla comunità locale, desideriamo innanzitutto esprimere il nostro sincero dispiacere per il dolore che questa storia ha generato.
Sappiamo quanto quell’animale fosse conosciuto e amato e comprendiamo il rammarico di chi avrebbe voluto che potesse concludere il proprio percorso di vita accanto alla persona che per anni se ne è presa cura e nel luogo che è stato da sempre la sua casa.

Nella notte, il nostro personale ha preso in carico il gatto dall’ASL come animale randagio rivenuto sul territorio a seguito della consegna da parte di chi lo ha prelevato, privo di sistemi di identificazione (microchip) e senza elementi che consentissero di ricostruirne nell’immediato la storia.
La valutazione del medico veterinario di turno, supportata dagli accertamenti clinici eseguiti in urgenza, ha evidenziato un quadro di grave decadimento organico legato all’età avanzata e alla presenza di molteplici patologie concomitanti. Sulla base di tali riscontri, il professionista ha assunto una decisione clinica orientata esclusivamente alla tutela del benessere animale e ad evitare ulteriori sofferenze.
Comprendiamo tuttavia che questo fatto abbia sollevato interrogativi non solo sul piano clinico, ma anche su quello umano. Siamo consapevoli che questa vicenda evidenzia quanto, in casi particolarmente complessi, possano emergere elementi non immediatamente disponibili al momento della presa in carico. Pur ritenendo che il medico abbia operato secondo la propria responsabilità professionale e sulla base delle informazioni disponibili in quel momento, siamo consapevoli che ogni esperienza rappresenta un’occasione per riflettere e migliorare.
La nostra struttura rimane a completa disposizione delle autorità competenti, alle quali forniremo tutta la documentazione clinica e amministrativa utile a ricostruire con trasparenza i fatti.
Chiediamo che il confronto possa svolgersi nel rispetto delle persone coinvolte e del lavoro dei professionisti sanitari che con il loro lavoro e dedizione mantengono attivo l’unico servizio di pronto soccorso notturno di tutto il territorio, evitando giudizi sommari fondati su informazioni parziali e un linguaggio offensivo e violento nei confronti di tutte le persone coinvolte.

La tutela del benessere animale è e continuerà ad essere il principio che guida ogni nostra decisione.