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Taggia verso il 2027, Valente mette un punto: «Noi andiamo avanti da soli»

Il candidato sindaco di I.T.A. chiude agli accordi “a tutti i costi” mentre nel centrodestra si apre il nodo Conio e prende corpo l’ipotesi Barla

Taggia. «Noi scegliamo di andare avanti da soli». Michele Valente mette un punto fermo nella fase ancora fluida, ma già molto movimentata, che porterà Taggia alle elezioni amministrative del 2027. A circa un anno dal voto, previsto verosimilmente a maggio, il giovane candidato sindaco del comitato civico I.T.A. – Insieme Taggia Arma (al momento l’unico che ha rotto gli indugi), interviene per chiarire la linea della propria lista: nessuna alleanza costruita solo per vincere, nessun accordo al ribasso, nessun compromesso sui contenuti fondativi del progetto.

Una precisazione che arriva in un momento non casuale. A Taggia, infatti, gli schieramenti iniziano a prendere forma, le liste si muovono, le candidature si pesano e i contatti tra gruppi e aree civiche sono già entrati nella fase delle prime esplorazioni. La nota di Valente serve dunque a fissare una posizione: I.T.A. non nasce come lista di appoggio, né come contenitore disponibile a essere inglobato in operazioni più ampie.

«Lo dico con chiarezza, perché credo che i cittadini meritino di sapere esattamente quale sia la nostra posizione», afferma Valente. «Noi siamo nati da un’idea semplice: ascoltare i cittadini, stare tra le persone e costruire un progetto per Taggia e Arma partendo dai problemi reali del territorio». Il messaggio è diretto. La lista civica rivendica una genesi autonoma e popolare, fuori dalle logiche di palazzo e dagli equilibri precostituiti. «Non siamo nati per occupare una poltrona. Non siamo nati per cercare scorciatoie. E soprattutto, non siamo nati per fare alleanze a tutti i costi pur di vincere», prosegue il candidato sindaco.

Parole che suonano come una risposta alle prime sollecitazioni arrivate nel quadro pre-elettorale. Se Valente sente il bisogno di chiarire pubblicamente la propria indisponibilità ad accordi puramente tattici, è perché il suo progetto civico è già entrato nel radar delle trattative. La frammentazione che si annuncia per il 2027 rende ogni blocco di consenso potenzialmente decisivo. E I.T.A., proprio perché si è mossa con largo anticipo, rappresenta oggi una delle novità più visibili del panorama politico taggese.

Valente non chiude in assoluto al confronto. Ma delimita con precisione il perimetro entro cui questo potrà avvenire. «Se arriverà il momento di confrontarci con altre realtà, lo faremo con rispetto e senza pregiudizi. Ma una cosa deve essere chiara: non rinunceremo mai ai nostri valori, alle nostre idee e al progetto che stiamo costruendo insieme ai cittadini soltanto per avere qualche possibilità in più di vincere le elezioni».

La distinzione è tra dialogo e accordo di potere. Tra confronto programmatico e alleanza elettorale finalizzata solo al risultato. «Per noi vincere non significa semplicemente prendere più voti degli altri. Vincere significa poter amministrare con la libertà di mantenere la parola data», sottolinea Valente. La libertà di governo come condizione preliminare della candidatura. «Perché se per vincere oggi devi scendere a compromessi su ciò in cui credi, domani rischi di non avere più la libertà di mantenere le promesse fatte ai cittadini», aggiunge il candidato.

La presa di posizione arriva mentre il campo politico taggese resta attraversato da molte incognite. La principale riguarda il sindaco uscente Mario Conio, che non ha ancora sciolto le riserve sull’eventuale terzo mandato. La legge glielo consentirebbe, trattandosi di un Comune sotto i 15 mila abitanti, ma il quadro politico interno alla maggioranza è tutt’altro che definito. Dentro il gruppo che governa Taggia da quasi dieci anni si ragiona da tempo sulla successione. Il nome del vicesindaco Espedito Longobardi resta tra quelli più naturali per garantire continuità amministrativa, mentre la consigliera regionale Chiara Cerri rappresenterebbe un profilo capace di tenere insieme radicamento locale e peso politico sovracomunale. Ma nelle ultime settimane si è fatta sempre più largo anche l’ipotesi di un ritorno in campo dell’ex sindaco Lorenzo Barla.

Se questa prospettiva dovesse concretizzarsi, il suo effetto sarebbe rilevante. Barla non sarebbe soltanto un candidato in più. Il suo ritorno potrebbe incidere direttamente sugli equilibri dell’attuale gruppo di maggioranza, nel quale sono presenti anche esponenti considerati vicini all’ex primo cittadino. Una candidatura di questo tipo rischierebbe dunque di aprire una faglia proprio nel campo che, fino a oggi, ha sostenuto Conio e la sua amministrazione.

È anche in questa cornice che la posizione di Valente assume un significato più netto. Mentre altri gruppi valutano alleanze, ricomposizioni e possibili intese, I.T.A. sceglie di presentarsi come proposta autonoma. «Noi preferiamo avere il coraggio di presentarci da soli, con le nostre idee, con le nostre persone e con un progetto chiaro», afferma il candidato.

La linea è quella di una lista civica che non vuole rispondere agli assetti dei partiti, ma direttamente al territorio. «Vogliamo costruire una squadra che non risponda agli equilibri dei partiti, ma alle esigenze di chi vive Taggia e Arma ogni giorno», spiega Valente. «E continueremo a fare quello che abbiamo fatto fin dall’inizio: parlare con le persone, ascoltare, raccogliere proposte, confrontarci e trasformare quelle esigenze in un programma concreto».

Il progetto politico di Valente si muove su alcuni assi già dichiarati nelle scorse settimane: sicurezza, attenzione al territorio, sport, giovani, turismo, presenza costante dell’amministrazione e rapporto diretto con cittadini, famiglie, commercianti e associazioni. Una piattaforma civica che punta a intercettare il bisogno di rinnovamento senza collocarsi formalmente dentro una coalizione di partito, pur richiamandosi a un’impostazione moderata.

Il commento, però, va oltre il programma. È un manifesto di metodo. «Non promettiamo di piacere a tutti. Promettiamo di essere coerenti», dice Valente. Un passaggio che prova a trasformare l’isolamento politico in scelta identitaria: correre da soli non come debolezza, ma come garanzia di indipendenza.

«Non cerchiamo alleanze per vincere a qualsiasi costo. Cerchiamo la fiducia dei cittadini per poter governare con le mani libere e con la coscienza pulita», aggiunge il candidato sindaco. In vista del 2027, la partita è appena iniziata. Oltre al nodo Conio e all’ipotesi Barla, resta aperto il fronte dell’opposizione, dove si guarda al possibile ruolo di Giuseppe Federico e alle mosse dell’area progressista. Si muovono inoltre altri percorsi civici e associativi, in un quadro che appare destinato a essere più frammentato rispetto al passato.