Raddoppiano gli utenti dell’Emporio solidale, Fellegara sulle cause: «Lavoro precario e pensioni basse»
Nel giro di due anni, gli utenti sostenuti dalla struttura sono passati dai circa trecento del 2024, agli ottocento attuali
Sanremo. Un quadro sociale complesso e segnato da una fragilità economica sempre più diffusa. A Sanremo continua a crescere in modo significativo il numero di famiglie che fatica a garantire l’acquisizione dei beni di prima necessità. A confermarlo in maniera inequivocabile sono i dati dell’Emporio solidale della città: nel giro di due anni, infatti, gli utenti sostenuti dalla struttura sono più che raddoppiati, passando dalle circa trecento persone del 2024, alle ottocento attuali, con un trend stimato ancora in crescita entro la fine dell’anno.
Si tratta di un incremento importante che, da un lato, riflette una tendenza nazionale, ma dall’altro trova spiegazione nel lavoro capillare portato avanti dall’amministrazione comunale per intercettare i nuovi bisogno, e far conoscere i servizi a chi ne ha più necessità. A tracciare l’analisi della situazione è il vicesindaco e assessore ai Servizi sociali Fulvio Fellegara, il quale sottolinea la matrice profonda di questo fenomeno. «Le ragioni sono molteplici. Prima di tutto, c’è un fabbisogno che aumenta sempre di più. Purtroppo, la fascia di povertà a Sanremo – così come in tutta Italia, in quanto si tratta di un trend nazionale – è in crescita, e c’è una fascia larga di famiglie italiane con lavoro precario e difficoltà legate alle pensioni basse che oggi, sempre di più, hanno bisogno di rivolgersi ai Servizi sociali. Quindi il dato di povertà è in crescita, e questo è un elemento allarmante.»
Di fronte a questo scenario, l’amministrazione non è rimasta a guardare, e ha deciso così di mettere in campo una lunga serie di attività volte sia a potenziare la struttura sia a rendere più capillare la comunicazione sul territorio. «Per questo, abbiamo lavorato a diverse attività a riguardo», prosegue Fellegara. «Non passa mese, infatti, che non facciamo una promozione dell’attività dell’Emporio solidale: quando siamo passati su Rai 3, per esempio, il giorno dopo mi hanno chiamato tre utenti che avevano visto il servizio, e volevano informazioni su come accedere. Ogni volta che se ne parla, dunque, si avvicina sempre più gente che magari prima non era a conoscenza di questa possibilità.» L’ampliamento della risposta sociale è passato anche attraverso la costruzione di una solida rete di collaborazioni strategiche che coinvolge l’intero tessuto cittadino, dal terzo settore al mondo produttivo. «Abbiamo anche fatto nuove convenzioni con dei soggetti che prima non erano coinvolti, come le associazioni di volontariato, i service, dai Lions al Rotary, e tante altre realtà locali che ora organizzano raccolte, diventando così terminali di informazione. Abbiamo fatto convenzioni anche con le associazioni imprenditoriali, da Confartigianato a Cna, Confesercenti, e Confcommercio, e anch’esse raccolgono molto materiale. E quando succedono queste cose, i negozianti che donano sono anche quelli che promuovono servizi. Così facendo, si raccolgono più cose, e si raggiungono più utenti.»
L’azione del Comune si è spinta fino ai quartieri di periferia e alle frazioni, per abbattere le barriere logistiche che spesso impediscono ai cittadini più fragili di chiedere aiuto. «Abbiamo fatto convenzioni anche con alcuni quartieri – la maggior parte sono riservate, anche per questioni di delicatezza – per portare materiali nelle zone di periferia. E grazie al comitato “Coldirodi In” e ai volontari civici di Coldirodi, aiutiamo anche un gruppo di persone della zona a ricevere la spesa o ad accompagnarli a farla. Così, abbiamo coperto una frazione che prima difficilmente si muoveva per venire in centro a Sanremo per usufruire dei servizi dell’Emporio. Ora la stessa cosa la stiamo facendo anche con Ospedaletti, da quando siamo diventati Ambito territoriale sociale, e lì ci sono due assistenti sociali che accompagnano o fanno la spesa per gli utenti più fragili. Inoltre, stiamo raggiungendo anche Arma, che ha già un servizio analogo con il quale lavoriamo in simbiosi.» È proprio questo doppio binario, tra difficoltà economiche diffuse e maggiore capacità di intercettare le richieste, ad aver fatto aumentare i numeri dell’Emporio solidale: «Stiamo allargando questo servizio il più possibile, e lo stiamo promuovendo maggiormente. Questo, insieme all’aumento del bisogno, ha fatto sì che si passasse da circa trecento persone che usufruivano del servizio dell’Emporio – da quando sono diventato assessore nel 2024 – a circa ottocento. E da qui alla fine di quest’anno credo che cresceremo ancora, perché come ho detto prima, purtroppo, il trend delle famiglie in difficoltà sta continuando ad aumentare».
L’attenzione dell’amministrazione verso la tutela del potere d’acquisto delle famiglie tocca, però, anche altri ambiti della vita quotidiana, a partire da quello scolastico. Proprio ieri, infatti, è stata presentata in conferenza stampa l’ufficializzazione dell’adesione del comune di Sanremo a “Giroskuola.” Si tratta di una piattaforma digitale pensata per offrire alle famiglie uno strumento agile e gratuito con cui scambiare o donare libri di testo e materiale scolastico usato. Un’iniziativa che si inserisce a pieno titolo nelle politiche di contrasto al carovita, affiancando alla solidarietà alimentare un sostegno concreto al diritto allo studio, e promuovendo al contempo la cultura del riuso all’interno della comunità.


