Parco costiero, primo utile nella storia
La Corte dei conti mette nero su bianco il risultato della gestione 2025: 1,18 milioni di ricavi, 707mila euro di costi e un utile netto di 63mila euro. Decisiva la razionalizzazione delle manutenzioni. Il mandato del presidente di Amaie Energia è ormai ai titoli di coda
Sanremo. Per la prima volta da quando esiste l’attuale modello di gestione, il Parco costiero della Riviera dei Fiori chiude i conti in attivo. Un risultato piccolo se guardato soltanto in valore assoluto, 63.346 euro di utile netto, ma a suo modo storico per un’infrastruttura pubblica lunga decine di chilometri, liberamente accessibile e quindi priva della principale fonte di ricavo che avrebbe normalmente un bene turistico di queste dimensioni: un biglietto d’ingresso.
A certificare il cambio di passo è la Corte dei conti, che nella relazione allegata alla decisione di parificazione del rendiconto 2025 della Regione Liguria dedica un intero capitolo al «rilancio della ciclovia turistica della riviera ligure ad opera di Amaie Energia e Servizi s.r.l.». È proprio la magistratura contabile a mettere nero su bianco il dato più significativo: «Il risultato netto della ciclovia della Riviera dei Fiori chiude nell’anno 2025, per la prima volta, con un risultato positivo». Un traguardo che coincide con la fase conclusiva della presidenza di Sergio Tommasini alla guida di Amaie Energia e Servizi. La Corte ricostruisce numeri e scelte gestionali compiute dalla società nel periodo in cui il manager sanremese ne ha avuto la responsabilità. E il filo conduttore che emerge dalla relazione è chiaro: controllo dei costi, revisione delle manutenzioni e ricerca di maggiore efficienza.
L’infrastruttura era passata ad Amaie Energia dopo la liquidazione di Area24. La Corte ricorda come Regione Liguria fosse intervenuta dalla seconda metà del 2020 nell’operazione di «valorizzazione e riqualificazione della ciclovia turistica della riviera ligure di ponente». Fi.L.S.E. (la finanziaria di Regione Liguria) aveva sottoscritto un aumento di capitale da un milione di euro in Amaie Energia, consentendo alla società di acquisire per 1,6 milioni il compendio immobiliare della pista ciclopedonale precedentemente appartenuto ad Area24 e di assumerne la gestione. Da allora Amaie Energia è diventata al tempo stesso gestore dell’infrastruttura e proprietaria di una parte rilevante del compendio, mentre altri tratti e aree rimangono nella disponibilità degli enti locali attraversati.
Il modello economico resta particolare. Pedalare o passeggiare sulla ciclabile è gratuito e l’enorme flusso di utenti non genera direttamente ricavi. Le entrate propriamente connesse all’asset arrivano quindi dalla valorizzazione delle attività collaterali, comprese le concessioni per i noleggi di biciclette e per i locali distribuiti lungo il vecchio sedime ferroviario. A queste si aggiungono parcheggi, spiagge, servizi di manutenzione e contributi degli enti pubblici. Nel 2025, secondo la tabella acquisita dalla Corte dei conti, i ricavi complessivi del Parco costiero sono stati pari a 1.181.119 euro. La voce «ricavi pista ciclabile» vale 318.964 euro, i parcheggi ne producono 283.792, le spiagge 276.680. Figurano inoltre 155mila euro di contributi degli enti pubblici, 25.450 euro di corrispettivi pubblici e 119.475 euro relativi alla manutenzione del verde.
Proprio sul fronte dei parcheggi la Corte registra un miglioramento: gli introiti sono passati dai 271.715 euro dell’anno precedente a 283.792 euro nel 2025. E ulteriori margini potrebbero arrivare dall’attivazione delle aree destinate ai camper di Bussana Mare e Taggia Darsena, che la stessa società considera capaci di produrre «un potenziale significativo incremento dei ricavi da gestione dei parcheggi», con effetti positivi sull’equilibrio economico del Parco costiero nel medio periodo. Ma il risultato del 2025 nasce soprattutto dall’altro lato del conto economico.
I costi complessivi sono stati contenuti in 707.144 euro, dei quali 631.779 riferibili direttamente alla pista ciclabile e 75.365 alle spiagge. Le manutenzioni rappresentano 218.633 euro, il personale amministrativo e tecnico 180.780 euro, le utenze energetiche 93.343 euro. Seguono prestazioni di servizi, assicurazioni, pulizie, imposte, canoni e spese generali. Il margine operativo lordo raggiunge così 473.975 euro. Dopo ammortamenti, costi di struttura e imposte, rimangono i 63.346 euro di utile netto che segnano il primo esercizio positivo. È soprattutto la spiegazione fornita da Amaie Energia e riportata integralmente dalla Corte a descrivere la filosofia adottata in questa fase. Secondo la società, l’equilibrio deriva, da una parte, dalla «continua progressiva riduzione degli ammortamenti» e, dall’altra, da «una revisione strutturale dei costi di manutenzione, frutto di un’attenta azione di razionalizzazione e controllo della spesa, che ha contribuito in modo determinante al risultato d’esercizio positivo».
E ancora: «L’attività gestionale è stata improntata a un monitoraggio sistematico dei costi, con un presidio puntuale di ogni voce di spesa e un approccio orientato all’efficienza operativa». Parallelamente, prosegue la relazione, «è stata rafforzata la valorizzazione dell’asset sotto il profilo turistico e promozionale, anche attraverso una significativa sinergia con Regione Liguria». È qui che si riconosce maggiormente l’impronta impressa dalla gestione Tommasini. La cura dei conti si è concentrata in particolare sulla manutenzione, compreso il verde, uno dei capitoli più onerosi e al tempo stesso più visibili per gli utenti del Parco. Il risultato, inoltre, non dovrebbe essere episodico. Il budget 2026 prevede ancora un risultato netto positivo per 52.472 euro, con ricavi complessivi stimati in 1,13 milioni e costi per 732.191 euro. La Corte parla infatti di un previsto «consolidamento del risultato positivo». Le manutenzioni sono preventivate complessivamente in 202.200 euro, contro i 218.633 sostenuti nel 2025.
Restano poi gli investimenti sull’infrastruttura. Nel 2025, ricorda la Corte, sul tratto San Lorenzo-confine di Imperia risultano interventi per poco più di un milione di euro, gestiti direttamente dal Comune di San Lorenzo, mentre sul segmento San Lorenzo-Taggia i lavori ammontano a oltre 1,5 milioni, con contributi ricevuti per 946mila euro nel marzo scorso. Per Tommasini si tratta però degli ultimi mesi al vertice della società. Il suo mandato alla presidenza di Amaie Energia e Servizi è prossimo alla scadenza e non proseguirà, anche alla luce del nuovo incarico regionale nell’Arlir (l’agenzia regionale per i rifiuti) assunto dal manager, che ha accolto l’invito rivoltogli dal presidente Marco Bucci. Il Comune di Sanremo, socio di riferimento della partecipata, ha già avviato su impulso del sindaco Alessandro Mager la procedura per raccogliere le candidature e individuare il prossimo presidente.
Al successore resterà in eredità una società con molte partite aperte, ma anche un Parco costiero che, almeno dal punto di vista economico, arriva al cambio della guardia in una condizione mai raggiunta in precedenza, grazie anche all’impegno di tutto il consiglio di amministrazione e in particolare della consigliera delegata Tiziana Ramoino.



