Nuovo ospedale di Taggia, il conto sfiora i 430 milioni. Corte dei conti: dubbi sui finanziamenti
Il dossier entra nella relazione sulla parifica della Regione. L’opera vale 371,8 milioni, ai quali si aggiungono circa 58 milioni per arredi e attrezzature. Disponibili 47 milioni di fondi pubblici. La magistratura contabile invita a monitorare la sostenibilità del project financing
Taggia. Il nuovo ospedale unico del Ponente ligure finisce sotto la lente della Corte dei conti, che nella corposa relazione allegata alla parificazione del rendiconto 2025 della Regione Liguria dedica all’opera di Taggia un capitolo specifico. E dalla ricostruzione della magistratura contabile emerge soprattutto un dato: tra costruzione, arredi e attrezzature, il fabbisogno economico dell’intervento arriva a raggiungere quota 430 milioni di euro, mentre la strada del finanziamento attraverso Inail non è ancora definitivamente chiusa e, parallelamente, Regione Liguria ha imboccato quella del partenariato pubblico-privato per far fronte al tema di come reperire tutti i finanziamenti necessari.
Il passaggio della Corte arriva proprio mentre il commissario nominato dalla giunta Bucci, Silvio Falco, ha lanciato l’avviso, pubblicato il 19 giugno, per raccogliere proposte di iniziativa privata finalizzate alla progettazione, costruzione e gestione dei servizi di hard facility management del futuro ospedale. Le offerte dovranno arrivare entro il primo settembre 2026. La proposta considerata migliore potrà poi diventare la base della successiva gara per l’affidamento dell’opera. La relazione della Sezione regionale di controllo ricostruisce anzitutto la lunga evoluzione economica del progetto. «Il progetto del nuovo ospedale di Taggia si inserisce nel più ampio piano di investimenti Inail per l’edilizia sanitaria ligure», scrivono i magistrati. Per rientrare nel budget complessivo e «dare priorità a interventi più avanzati sull’ospedale Galliera e il Santa Corona», Regione Liguria aveva proposto una rimodulazione finanziaria del progetto imperiese, portandone il costo a 356.844.278 euro. Una modifica motivata anche, sottolinea la Corte, «dalla necessità di un approfondimento tecnico-economico, legato allo sviluppo della procedura di variante urbanistica».
Da allora, però, i numeri sono ulteriormente cambiati. A dicembre 2024 Asl1 ha approvato il Documento di fattibilità delle alternative progettuali, mentre il Documento di indirizzo della progettazione è arrivato con la deliberazione dell’azienda sanitaria numero 396 del 23 giugno 2025. Ed è proprio su quest’ultimo documento che la Corte fotografa l’attuale costo: «L’intervento prevede un costo complessivo di 371,8 milioni, cui si aggiungono circa 58 milioni per arredi e attrezzature, comprensivi di Iva e oneri». Facendo la somma, il quadro economico complessivo arriva dunque a circa 429,8 milioni di euro. Un dato particolarmente significativo per quella che rappresenta la più importante infrastruttura sanitaria programmata nel Ponente ligure, destinata a concentrare in un unico presidio gran parte delle attività oggi svolte dagli ospedali di Sanremo e Imperia.
Sul fronte delle coperture, il quadro descritto dalla magistratura contabile è molto più articolato. «Attualmente risultano disponibili 47 milioni di risorse pubbliche derivanti dalla legge n. 145/2018, assegnate alla Liguria con dm Salute 16 luglio 2021», si legge nella relazione. Quelle somme saranno erogabili tra il 2027 e il 2033 «previa sottoscrizione di accordo con il Ministero». Accanto a questi 47 milioni resta in piedi il canale Inail. L’ospedale di Taggia figura infatti nel programma di investimenti dell’Istituto «per un importo di 356,8 milioni, subordinatamente alla stipula di una convenzione». Ma proprio qui emerge uno dei passaggi più rilevanti della relazione. La Corte scrive che nel corso del 2025 «la Regione ha avviato interlocuzioni preliminari con Inail, ai sensi dell’art. 15 della L. n. 241/1990, finalizzate alla definizione di un accordo». Quindi la precisazione: «Ad oggi, tuttavia, come già detto non è stata ancora condivisa una bozza di accordo». È uno dei nodi che spiegano la scelta della Regione di aprire contemporaneamente un secondo percorso. «Parallelamente – prosegue infatti la Corte – la Regione sta valutando la possibilità di ricorrere a forme di partenariato pubblico-privato per la realizzazione dell’intervento».
Nel frattempo quella che nella parte della relazione riferita al 2025 veniva ancora descritta come una valutazione è diventata una precisa scelta politica e amministrativa. La stessa Corte ricorda infatti la delibera di Giunta regionale numero 182 del 21 maggio 2026, con cui la Regione ha individuato «la concessione tramite finanza di progetto» come modalità da perseguire per finanziare e realizzare tre grandi ospedali: Arma di Taggia, Erzelli e Galliera. Gli enti competenti, con il supporto di Liguria Salute, dovranno valutare le proposte dei privati verificandone, scrive la Corte, «la sostenibilità economica e finanziaria per il sistema sanitario regionale». È esattamente il percorso che per Taggia ha portato alla pubblicazione dell’avviso di giugno e alla scadenza fissata al prossimo primo settembre.
La delibera regionale individua inoltre «in via preliminare e non definitiva» proprio i 47 milioni come quota pubblica potenzialmente destinabile al nuovo ospedale del Ponente. Ma anche in questo caso la Corte evidenzia una condizione: «L’effettivo utilizzo delle risorse pubbliche nell’ambito del partenariato pubblico privato resta subordinato alle verifiche e valutazioni dei Ministeri competenti in relazione alle caratteristiche della procedura proposta». In sostanza, mentre il mercato è stato chiamato a presentare una proposta di partenariato per un intervento da centinaia di milioni, il nodo tra finanziamento Inail, contributo pubblico e capitale privato deve ancora sciogliersi. Il passaggio assume ancora maggiore peso alla luce delle considerazioni finali della Corte sull’intero programma di edilizia sanitaria regionale. Qui i magistrati usano parole nette, pur riferendosi al quadro generale ligure e non esclusivamente all’ospedale di Taggia.
«L’analisi degli investimenti sanitari previsti per il 2025 restituisce un quadro di sostanziale stasi», scrive la Sezione regionale di controllo. Tra le ragioni vengono indicati i «fondi Inail ancora in fase di attivazione», insieme a «ritardi nelle progettazioni e contenziosi legali che impongono accantonamenti economici e ridefinizioni strategiche». Il monito riguarda poi direttamente il modello sul quale oggi si sta tentando di far partire Taggia: «In parallelo, l’adozione di strumenti di partenariato pubblico-privato, pur consentendo l’avvio di alcune opere, va attentamente monitorata al fine della sostenibilità economica». Non è una bocciatura del progetto del Ponente né dell’avviso appena pubblicato. È però un richiamo significativo sul modo in cui l’investimento dovrà essere costruito finanziariamente, soprattutto considerando la dimensione dell’operazione e gli effetti di lungo periodo che un project financing può produrre sui conti del servizio sanitario regionale.
La Regione, intanto, prova ad accelerare dopo anni nei quali il nuovo ospedale è rimasto soprattutto sulla carta. L’obiettivo dichiarato è arrivare all’apertura del cantiere nel 2028. L’intervento previsto dall’attuale Documento di indirizzo della progettazione vale 371,8 milioni, oltre a circa 58 milioni per arredi e apparecchiature. Sul tavolo ci sono 47 milioni di fondi pubblici, un investimento Inail teoricamente disponibile fino a 356,8 milioni ma ancora subordinato alla convenzione, e ora la strada del capitale privato. Tre gambe finanziarie che dovranno essere ricomposte in un quadro sostenibile. Ed è proprio su quest’ultimo punto che, nel momento in cui il futuro ospedale di Taggia prova finalmente a imboccare la strada verso il passaggio preliminare della progettazione, arriva il richiamo della Corte dei conti.
(In copertina il commissario regionale Silvio Falco)





