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La Festa della Cucina Bianca torna a Mendatica, Piana: «Un patrimonio unico del Ponente ligure»

La manifestazione celebra i cinquant’anni dalla prima sagra degli «streppa e caccia là», piatto simbolo dell’Alta Valle Arroscia

Mendatica. È tornata dopo sette anni di pausa la Festa della Cucina Bianca, appuntamento dedicato alla tradizione gastronomica dell’Alta Valle Arroscia e inserito da Regione Liguria nel calendario degli «Eventi Autentici Liguri».

Alla serata ha partecipato anche l’assessore regionale all’Entroterra Alessandro Piana. L’edizione di quest’anno coincide con i cinquant’anni dalla prima sagra degli «streppa e caccia là», una delle specialità più rappresentative della Cucina Bianca.

«È particolarmente importante che dopo sette anni Mendatica sia riuscita a far ripartire un appuntamento così profondamente legato all’identità e alle tradizioni del Ponente ligure – ha dichiarato Piana –. La Cucina Bianca è qualcosa di davvero unico, nata dalla cultura e dalla vita delle comunità delle nostre montagne e tramandata nel tempo attraverso ricette, prodotti e saperi che appartengono a questo territorio».

«Manifestazioni come questa non conservano semplicemente una tradizione, ma la fanno vivere e conoscere alle nuove generazioni e ai tanti visitatori che scelgono il nostro entroterra. L’inserimento della Festa tra gli Eventi Autentici Liguri riconosce proprio questo valore e premia il lavoro della comunità di Mendatica, della Pro loco e di tutti coloro che si sono impegnati per renderne possibile il ritorno», ha aggiunto l’assessore.

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Graziano Floccia: «Il ritorno della Festa dopo sette anni è motivo di grande soddisfazione per tutta Mendatica ed è stato possibile grazie all’impegno dei volontari della Pro loco, che hanno saputo ricostruire un gruppo e riportare in vita uno degli appuntamenti più importanti della nostra tradizione. Quest’anno abbiamo inoltre concluso il percorso per il riconoscimento De.Co. degli “streppa e caccia là”, un piatto che identifica profondamente la nostra cucina e la storia della comunità».