Guardia di finanza al Casinò, verifiche sulle procedure antiriciclaggio: «Piena collaborazione»
Lo confermano i vertici aziendali
Sanremo. Accesso della guardia di finanza al Casinò di Sanremo per verificare le procedure adottate dalla casa da gioco in materia di antiriciclaggio. L’attività è stata effettuata il 21 luglio dal nucleo speciale di polizia valutaria delle fiamme gialle, nell’ambito di un controllo finalizzato all’acquisizione e alla verifica della documentazione interna. A darne notizia sono i vertici aziendali.
Dalla Casinò Spa filtra una linea di massima tranquillità. L’attività, viene spiegato, si è svolta secondo le consuete modalità istituzionali, con piena collaborazione da parte della casa da gioco, che ha messo immediatamente a disposizione quanto richiesto dai militari. Non si tratterebbe, dunque, di un “blitz” legato a contestazioni specifiche già formalizzate, ma di un accesso ispettivo sulle procedure, in un settore strutturalmente sottoposto alla normativa antiriciclaggio. Il controllo avrebbe riguardato, in particolare, i presidi adottati negli ultimi anni per la gestione delle operazioni di gioco, l’identificazione della clientela, la tracciabilità dei movimenti e le modalità di pagamento oltre determinate soglie. In concreto, si tratta di quelle procedure che impongono alla casa da gioco di monitorare le operazioni sensibili e, in determinati casi, di evitare pagamenti in contanti, ricorrendo a strumenti tracciabili.
L’accesso cade in una fase di attenzione nazionale sul comparto dei casinò, dopo la vicenda giudiziaria che ha investito il Casinò de la Vallée di Saint-Vincent. Nel caso valdostano, il Tribunale di Torino ha confermato l’amministrazione giudiziaria della casa da gioco, disposta a seguito di un’inchiesta della procura di Aosta su ipotesi di riciclaggio e corruzione, con 33 indagati e il coinvolgimento, secondo gli inquirenti, anche di due funzionari della struttura. Proprio il precedente di Saint-Vincent aveva inevitabilmente portato a un irrigidimento dei controlli sui tempi dell’azzardo statali. Al momento, però, non emergono collegamenti diretti tra l’accesso della polizia valutaria nella casa da gioco matuziana e l’inchiesta valdostana.
Il Casinò di Sanremo, del resto, è uno dei soggetti obbligati al rispetto della normativa in materia di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Per una casa da gioco, il presidio antiriciclaggio non è un adempimento marginale, ma una delle aree più sensibili della gestione: riguarda l’ingresso e l’uscita del denaro, la registrazione delle operazioni rilevanti, i controlli sui clienti e l’eventuale segnalazione di anomalie. La visita del nucleo speciale di polizia valutaria arriva peraltro in un momento di forte esposizione pubblica del Casinò sanremese. La società ha appena chiuso un bilancio 2025 con 58,7 milioni di euro di introiti, un utile d’esercizio da 7,8 milioni e oltre 13 milioni riversati nelle casse del Comune, socio unico della Casinò Spa. Numeri che il Cda guidato da Giuseppe Di Meco ha rivendicato nelle scorse settimane come prova della solidità della gestione e del ritorno della casa da gioco ai livelli più alti degli ultimi anni.



