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Funivia sul mare tra Oneglia e Porto Maurizio, Scajola apre il dossier con l’advisor della Sanremo-San Romolo

Tre stazioni e 3,1 chilometri di linea sopra il waterfront. Il Comune ha giudicato lo studio «apprezzabile e di interesse concreto», ma attende il piano finanziario. A settembre nuovo confronto con i promotori: «Serve una regia nazionale»

Imperia. Sanremo, Imperia e Rapallo, con lo sguardo rivolto fino al Gran Sasso. Quattro progetti profondamente diversi, uniti dalla prospettiva di riportare gli impianti a fune al centro delle politiche nazionali per il trasporto pubblico, il turismo e la rigenerazione urbana.

Il nuovo tassello riguarda il capoluogo di provincia, dove Riviera24.it ha scoperto esserci in ballo lo studio di una “Funivia del Mare” capace di collegare Porto Maurizio e Oneglia. Uno studio preliminare sul quale l’amministrazione comunale imperiese ha già espresso formalmente un giudizio di interesse, chiedendo tuttavia ai promotori di completare la proposta sotto il profilo finanziario e di risolvere alcune importanti interferenze urbanistiche. A seguire il dossier sono l’architetto Carlo Cillara Rossi, progettista della Skyway Monte Bianco ed esperto di impianti a fune, e l’avvocato genovese Alessandro Comola, advisor con un’esperienza pluridecennale nelle infrastrutture, nei sistemi di trasporto pubblico e nella gestione economico-finanziaria delle società funiviarie. I due professionisti, con il supporto dell’ingegner Gianni Rolando di Sanremo, sono già all’opera per far rinascere la storica Sanremo-Monte Bignone.

Il sindaco Claudio Scajola ha mostrato interesse per l’idea che riguarda la propria città, ma ha chiesto ai professionisti di presentare una proposta concreta, tecnicamente sostenibile e soprattutto accompagnata da una credibile copertura finanziaria. Lo stesso modello adottato a Sanremo dal sindaco Alessandro Mager e dall’assessore Massimo Donzella: il Comune è disponibile a esaminare il recupero della funivia fino a San Romolo, ma attende che i promotori costruiscano un vero project financing.

A confermare lo stato del dossier imperiese è una lettera del 27 ottobre 2025, inviata agli studi di Cillara Rossi e Comola e firmata dall’ex assessore allo Sviluppo economico Gianmarco Oneglio. Nel documento, il Comune ricorda che l’interlocuzione con i professionisti era iniziata già nell’aprile dello stesso anno. Al centro degli incontri non vi era soltanto il collegamento funiviario tra Porto Maurizio e Oneglia, ma un sistema più articolato comprendente la riqualificazione dell’ex area industriale Agnesi, il completamento della struttura alberghiera a cinque stelle rimasta al grezzo nel nuovo porto turistico e la valorizzazione dell’ex stazione ferroviaria. Dopo avere esaminato lo studio preliminare con i propri uffici, l’amministrazione definisce l’ipotesi «apprezzabile e di interesse concreto». Un riconoscimento politico e amministrativo importante, che non equivale tuttavia all’approvazione del progetto né all’affidamento di un incarico.

Funivia sul mare tra Oneglia e Porto Maurizio

Il Comune chiede infatti che la proposta venga integrata con «un esaustivo piano di copertura finanziaria» e con concrete soluzioni operative. Il nodo non è soltanto economico. L’amministrazione segnala la necessità di coordinare la funivia con altri interventi previsti nella stessa zona, indicando espressamente l’eli-superficie, il Parco dell’Energia, il nuovo porto turistico e le relative opere a scomputo. Proprio l’eli-superficie nell’area antistante il municipio rappresenterebbe, allo stato attuale, è una delle interferenze più delicate. La posizione dell’infrastruttura potrebbe entrare in conflitto con il tracciato o con gli spazi necessari alla stazione di partenza e al passaggio delle cabine. Saranno quindi necessari nuovi approfondimenti per capire se i due progetti possano convivere o se debbano essere modificati.

La linea immaginata avrebbe una lunghezza di circa 3.150 metri e collegherebbe Porto Maurizio con la zona della Rabina. Tra i due estremi sorgerebbe una stazione motrice intermedia nell’area del parco urbano, dotata del sistema necessario a modificare l’angolazione della linea e del magazzino per le cabine. La tecnologia individuata è quella di una cabinovia trifune, comunemente indicata come sistema 3S: due funi portanti fisse sostengono i veicoli, mentre una terza fune ne assicura il movimento. Le cabine verrebbero agganciate e sganciate automaticamente nelle stazioni, consentendo un’elevata portata e una buona stabilità anche in presenza di vento. La partenza è rappresentata sul fronte portuale di Porto Maurizio. Il rendering mostra una struttura leggera, contemporanea, inserita tra la banchina e il tessuto urbano storico. Da qui la linea si dirigerebbe verso il parco urbano marittimo, dove sorgerebbe la stazione intermedia, per poi proseguire verso la Rabina e Oneglia.

Le tavole non individuano ancora un unico tracciato definitivo. La presentazione contiene infatti più linee alternative, segno che l’attraversamento del waterfront deve ancora essere definito sulla base dei vincoli esistenti, delle altezze di sorvolo, delle aree demaniali e degli altri progetti programmati lungo la costa. L’altezza massima indicata per il sorvolo è di circa 70 metri. La velocità prevista raggiungerebbe i 30 chilometri orari, con un tempo di percorrenza complessivo stimato nell’ordine dei dieci minuti. Il progetto non pensa alle cabine come a semplici mezzi per trasportare passeggeri. Il concept prevede sedici posti a sedere, accessibilità per le persone con disabilità, climatizzazione, connessione Wi-Fi, videosorveglianza, monitor informativi e un sistema di comunicazione diretta con il personale. Le vetture potrebbero inoltre trasportare biciclette, piccole merci e viveri. Tra le opzioni progettuali figura persino la possibilità di realizzare cabine con una parte del pavimento vetrata, trasformando il viaggio sopra il litorale in un’esperienza turistica autonoma. L’idea è quella di un’infrastruttura capace di lavorare durante tutto l’anno, non soltanto nella stagione estiva, servendo contemporaneamente residenti, visitatori, cicloturisti e utenti del trasporto pubblico locale.

Funivia sul mare tra Oneglia e Porto Maurizio

La cabinovia dovrebbe integrarsi con la pista ciclabile, i porti, i parcheggi e il sistema di mobilità elettrica sviluppato lungo il vecchio sedime ferroviario. Il progetto recupera così, in chiave contemporanea, la funzione unificatrice che nel Novecento era stata svolta dalla tramvia elettrica tra Oneglia e Porto Maurizio. La scheda tecnica più recente quantifica l’investimento in 95 milioni e 884 mila euro. Una cifra che comprende l’impianto funiviario, le stazioni e le opere principali, ma che dovrà essere sottoposta a una verifica analitica. Tra gli interventi complementari vengono indicati un parcheggio pubblico da circa 300 posti ai margini del parco urbano e una possibile valorizzazione alberghiera e commerciale dell’ex area Agnesi. Gli elaborati attribuiscono alla cabinovia una portata teorica fino a 4 mila passeggeri all’ora, pari a 36 mila utenti al giorno e circa 6,6 milioni di passaggi all’anno. La previsione sommaria di incasso arriva a 66 milioni di euro annui. Sono numeri molto elevati, che gli stessi promotori considerano ancora da approfondire. Una precedente versione della presentazione indicava infatti una capacità di 2.500 passeggeri all’ora e circa 6 milioni di utenti annui. La differenza tra le due ipotesi dimostra che il progetto è ancora in una fase evolutiva e che portata, flussi e ricavi non possono essere considerati dati consolidati. Per trasformare i rendering in una proposta credibile servirà uno studio rigoroso della domanda: residenti potenzialmente interessati, presenze turistiche, collegamenti con Diano Marina e con il resto della provincia, tariffe, stagionalità, costi energetici, personale, manutenzioni e durata della concessione. «L’impostazione giuridica e finanziaria è determinante quanto quella tecnica – osserva Alessandro Comola –. In un’opera di questo genere non basta disegnare il tracciato. Bisogna costruire un modello sostenibile, individuare le fonti di finanziamento, affrontare le autorizzazioni e distribuire correttamente i rischi».

Il ruolo di Alessandro Comola va oltre quello di un consulente legale tradizionale. L’avvocato genovese sta lavorando all’impostazione economico-finanziaria, societaria e istituzionale delle operazioni funiviarie che coinvolgono Imperia e Sanremo. Comola è stato presidente del Centro Turistico del Gran Sasso, società pubblica proprietaria della funivia bifune di Campo Imperatore, degli impianti sciistici e delle strutture ricettive del comprensorio. Durante il suo mandato si occupò del riordino di una società che registrava perdite strutturali da oltre trent’anni, riportandola in equilibrio. È stato inoltre advisor per grandi gruppi industriali e società pubbliche, ha seguito il progetto Citypass per il trasporto urbano genovese ed è stato il legale dei familiari delle vittime altoatesine della tragedia del Cermis. Nel settore funiviario sta seguendo anche il rilancio della Rapallo-Montallegro. Quello di Rapallo è, tra i dossier citati, l’unico accompagnato da un incarico professionale ufficiale conferito da un’amministrazione comunale.

Funivia sul mare tra Oneglia e Porto Maurizio

A Imperia e Sanremo, invece, Comola e Cillara Rossi operano come promotori privati. Devono costruire le condizioni per una futura proposta di partenariato pubblico-privato e individuare investitori disposti a sostenere una parte rilevante dei costi. «Occorre essere ottimisti, ma con realismo – avverte Comola –. Le stime dei passeggeri dovranno essere analizzate in modo più stringente dagli investitori. Anche Comuni, Regione e Governo hanno bisogno di dati verificabili». Carlo Cillara Rossi porta nel progetto la propria esperienza tecnica e architettonica, maturata anche con la realizzazione della Skyway Monte Bianco. Ma proprio Comola invita a non utilizzare l’impianto valdostano come paragone automatico. La Skyway è nata in un contesto eccezionale, ai piedi del Monte Bianco, con una capacità di attrazione internazionale difficilmente replicabile e con un investimento garantito dalla Regione autonoma Valle d’Aosta. Imperia si trova davanti a una situazione differente. Il progetto deve dimostrare di poter produrre utilità come trasporto locale e, allo stesso tempo, attrarre un numero sufficiente di visitatori. Deve inoltre trovare una combinazione sostenibile tra fondi pubblici, capitale privato, ricavi da biglietti e attività collegate. È per questa ragione che la struttura finanziaria diventa persino più importante dei rendering. La “Funivia del Mare” si inserisce in un quadro provinciale nel quale anche Sanremo sta cercando di riportare in funzione il proprio storico collegamento a fune. A giugno il sindaco Alessandro Mager e l’assessore Massimo Donzella hanno espresso formalmente l’interesse dell’amministrazione per una nuova funivia tra il centro cittadino, San Giacomo, il Golf degli Ulivi e San Romolo.

La proposta sanremese prevede due tronchi, tre stazioni, una lunghezza complessiva di circa 5.700 metri e un investimento preliminare superiore a 77 milioni di euro. Tra le opere collegate compare un albergo a cinque stelle nell’area del Golf. Anche in questo caso le previsioni di traffico e di incasso sono ancora puramente indicative. Il Comune ha chiesto un piano di copertura finanziaria e la ricerca di investitori, senza assumere impegni economici diretti. Comola ritiene che proprio Sanremo e Imperia non debbano rimanere due dossier isolati. Il Ponente potrebbe presentarsi a Regione e Governo con una strategia comune dedicata agli impianti a fune come strumenti di mobilità, turismo e rigenerazione. Il progetto di Rapallo resta in campo e rappresenta il caso più avanzato sotto il profilo formale. L’impianto di Montallegro risale agli anni Trenta e necessita di interventi rilevanti. Nel confronto con l’amministrazione, Comola ha sottolineato l’ipotesi di destinare circa 5 milioni di euro a una revisione complessiva di una funivia ormai molto anziana e con una portata limitata. La prospettiva emersa successivamente sarebbe quella di eseguire soltanto gli interventi indispensabili, rinviando a una fase successiva la sostituzione integrale dell’impianto. Il quarto fronte è il Gran Sasso, dove sono già disponibili oltre 19 milioni di euro per una nuova cabinovia tra Monte Cristo e la parte alta del comprensorio, oltre ad altre risorse per rifugi, parcheggi e collegamenti. L’interlocutore di Comola all’Aquila è Luigi Faccia, delegato comunale alle politiche della montagna e referente del sindaco Pierluigi Biondi per il Gran Sasso. Anche qui il problema è costruire un sistema complessivo. L’albergo di Campo Imperatore, luogo storico della prigionia di Benito Mussolini nel 1943, è inagibile e necessita di una ristrutturazione che da anni non trova copertura sufficiente.

Il tentativo di accumunare Imperia, Sanremo e Rapallo non nasce soltanto dall’esigenza di reperire finanziamenti per favorire gli interventi e per bilanciarne i vantaggi economici anche a favore delle pubbliche amministrazioni. Comola individua nella sicurezza e nell’ammodernamento il terreno sul quale il Governo dovrebbe aprire una riflessione nazionale. Gli impianti a fune sono statisticamente tra i mezzi di trasporto più sicuri, ma l’Italia è stata segnata dalle tragedie del Cermis, del Mottarone e del Monte Faito. «Siamo capaci di costruire opere straordinarie e poi consentiamo che invecchino senza un sistema di manutenzione e controllo adeguato – afferma Comola –. Per un genovese il pensiero corre inevitabilmente anche al ponte Morandi». Dopo l’incidente del Mottarone, Comola contattò il sindaco di Rapallo per l’impianto di Montallegro. Poco dopo arrivò anche una comunicazione ministeriale. I due sistemi presentavano elementi comuni per direzione di esercizio e manutenzione. «Questo dimostra che un tema tanto delicato non può essere lasciato esclusivamente ai gestori o a Comuni spesso molto piccoli», osserva.

Funivia sul mare tra Oneglia e Porto Maurizio

La proposta è utilizzare i nuovi progetti come laboratori di ricerca e sviluppo. Sensoristica avanzata, monitoraggio continuo delle funi, manutenzione predittiva, intelligenza artificiale e sistemi digitali potrebbero aumentare la sicurezza e ridurre i costi di gestione. Il problema non riguarda soltanto la revisione degli impianti esistenti, ma la progressiva sostituzione di quelli che hanno ormai superato i cinquanta o sessant’anni di vita. Per Comola, la prossima programmazione europea dovrà essere utilizzata per finanziare ricerca, digitalizzazione e sicurezza delle infrastrutture. Ma prima ancora serve una scelta politica nazionale. Il viceministro ligure alle Infrastrutture Edoardo Rixi aveva già manifestato attenzione per il recupero della funivia di Sanremo durante la presentazione del precedente studio di Ance Imperia. Quell’interesse non si è però tradotto finora in uno strumento finanziario dedicato. La richiesta è ora quella di aprire un tavolo nazionale con ministero delle Infrastrutture, presidenza del Consiglio, Regioni, Comuni, Ansfisa, gestori, produttori e potenziali investitori. Imperia potrebbe portare al tavolo un progetto completamente nuovo: una cabinovia urbana e marittima capace di collegare due parti della stessa città. Sanremo, il recupero di un’infrastruttura storica. Rapallo, il problema della sostituzione di un impianto quasi novantenne e in perdita strutturale. Il Gran Sasso, la necessità di completare un sistema montano già parzialmente finanziato.

La “Funivia del Mare” resta oggi un’ipotesi. Non ha coperture, non dispone di un piano finanziario asseverato e deve ancora superare interferenze pesanti, a partire dall’eli-superficie. Ma il Comune di Imperia l’ha giudicata meritevole di approfondimento e tornerà ad analizzarne costi e benefici a settembre, quand’è in programma un nuovo punto con i progettisti e consulenti. I rendering esistono, il tracciato è stato studiato e le criticità sono state messe nero su bianco. Il prossimo passaggio dovrà stabilire se quel filo sospeso tra Porto Maurizio e la Rabina possa diventare un vero progetto oppure restare una suggestione.