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Famiglie con bambini, anziani e disabili al centro del vertice in Provincia

Imperia. Il rifacimento dell’acquedotto di Evigno sarà inserito nella programmazione triennale di Rivieracqua, mentre nell’immediato torneranno le chiusure notturne e saranno intensificati i rifornimenti con le autobotti. È quanto emerso questa mattina dal vertice in provincia sulla crisi idrica che da 35 anni affligge la frazione di Diano Arentino.

All’incontro hanno partecipato il sindaco di Diano Arentino Paolo Sciandino, il consigliere provinciale e sindaco di Diano Marina Cristiano Za Garibaldi, i vertici di Rivieracqua e la prefettura di Imperia, mentre circa 35 persone, in gran parte proprietari di seconde case, hanno atteso fuori dal palazzo. Evigno conta circa 70 abitanti in inverno, ma durante l’estate la popolazione si triplica e alcune famiglie sono rimaste senz’acqua per oltre 24 ore.

«È stato un incontro proficuo – afferma Sciandino –. Ringrazio Cristiano Za Garibaldi, la provincia e Rivieracqua. Speriamo di risolvere il problema che affligge la frazione di Evigno. Da parte di Rivieracqua c’è l’impegno a inserire nel piano triennale il rifacimento di tutto il tratto dell’acquedotto». In attesa dell’intervento strutturale, si cercherà di limitare i disagi fino alla fine di agosto. «Nel breve termine riprenderemo con le chiusure notturne e aumenteranno i rifornimenti attraverso le autobotti – spiega il sindaco –. Cercheremo così di sopperire alla situazione per quest’anno, con la speranza di risolvere definitivamente il problema nel prossimo futuro».

Tra le ragioni della protesta c’è anche l’assenza di comunicazioni precise sulle fasce orarie in cui l’acqua viene sospesa. «È un disagio che esiste da anni, non nasce in questi giorni –  dichiarano i proprietari di seconde case presenti fuori dal palazzo –. Alla crisi legata alla siccità si sommano impianti ormai vecchi. Per quest’anno cercheremo di affrontare l’emergenza, ma l’obiettivo resta una soluzione definitiva».

I cittadini chiedono però risposte dopo decenni di segnalazioni, petizioni e lettere inviate alla provincia, al prefetto, all’Asl e agli altri enti competenti. «Sono solo quarant’anni che combattiamo per avere a Evigno una quantità d’acqua decente, sufficiente per i servizi igienico-sanitari, per cucinare e per prendersi cura dei bambini – dichiara il loro portavoce –. Ci sono famiglie con bambini, anziani e disabili e ogni estate ci ritroviamo ad affrontare lo stesso identico problema. Non ne possiamo veramente più. Quest’anno la situazione si è ulteriormente aggravata. Con i fondi del Pnrr si sarebbe potuto finalmente fare molto, ma non ci risulta sia stato fatto nulla. Speriamo che questa volta venga davvero presa una decisione».