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Droga e cellulari nel carcere di Valle Armea, scatta il sequestro

La Uil Fp: «Sovraffollamento e carenza di risorse rischiano di compromettere tutto»

Sanremo. Un microtelefono cellulare con SIM, nove cavi USB, due batterie, circa 110 grammi di hashish e un’ulteriore sostanza, attualmente sottoposta agli accertamenti di rito, sono stati rinvenuti dalla polizia penitenziaria all’interno di una sezione detentiva della casa circondariale di Valle Armea. L’operazione è scaturita dal collocamento in isolamento di un detenuto.

Un intervento che conferma, ancora una volta, l’elevatissima professionalità degli operatori e la capacità del Corpo di contrastare con efficacia l’ingresso e la circolazione di materiale illecito all’interno dell’istituto.

«Questo risultato dimostra una verità incontestabile: a Valle Armea lo Stato c’è e continua a far sentire la propria presenza grazie agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria. Dopo i gravissimi fatti dello scorso anno, il carcere è tornato ad essere un istituto governato con autorevolezza, legalità e sicurezza. È il personale ad aver restituito credibilità allo Stato all’interno delle mura dell’istituto e a loro va il nostro più sentito ringraziamento», dichiara Fabio Pagani, segretario regionale della Uil-Pa Penitenziari Liguria.

«I risultati non arrivano per caso. Sono il frutto di una gestione della sicurezza profondamente rinnovata, di scelte coraggiose e della determinazione di donne e uomini che, ogni giorno, operano con professionalità, competenza e spirito di sacrificio. Chi aveva dato per perso questo istituto è stato smentito dai fatti».

La Uil Fp richiama però l’attenzione sulle condizioni nelle quali il personale è costretto a operare. «Non possiamo permettere che questi successi facciano dimenticare le gravi criticità strutturali che continuano a gravare sul carcere di Sanremo. Oggi l’istituto ospita 280 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 223 posti. Inoltre, la cronica mancanza di risorse economiche ha reso indisponibili quattro camere detentive, aggravando ulteriormente il fenomeno del sovraffollamento».

«È inaccettabile continuare a chiedere alla Polizia Penitenziaria di sopperire, con sacrificio e senso dello Stato, alle carenze dell’Amministrazione. Il personale garantisce sicurezza ben oltre i limiti delle risorse disponibili, ma non si può pensare che professionalità e abnegazione possano sostituire investimenti, organici adeguati e strutture efficienti. I risultati ottenuti sono esclusivamente merito della Polizia Penitenziaria, non di un sistema che continua a presentare criticità evidenti».

La Uil Fp Polizia Penitenziaria rinnova il proprio plauso al personale di Valle Armea per l’ennesima brillante operazione e ribadisce che continuerà a vigilare affinché non vengano ripetuti gli errori del passato. Servono investimenti, il recupero della piena funzionalità dell’istituto e interventi concreti contro il sovraffollamento. La sicurezza delle carceri italiane passa attraverso il riconoscimento del lavoro della Polizia Penitenziaria e il rafforzamento degli strumenti a sua disposizione, non attraverso annunci o soluzioni di facciata.