Divieto di balneazione, Progetto comune: «Istituire un tavolo di lavoro con gli altri Comuni della provincia e della regione»
«Vorremmo che a quel tavolo sedessero Arpal, il gestore del servizio idrico, università, biologi marini, ecologi ed esperti di gestione delle acque per mettere insieme dati, competenze e soluzioni»
Taggia. «In questi giorni la nostra città si trova nuovamente a fare i conti con un divieto di balneazione, il secondo dall’inizio di giugno. Non sappiamo ancora con certezza quale sia stata la causa di questo nuovo episodio. Proprio per questo crediamo che sia il momento di fermarci a riflettere, senza cercare colpevoli ma cercando risposte.
Si parla molto di turismo, commercio, balneabilità e Bandiera Blu. Sono temi importanti per il nostro territorio. Ma c’è una domanda che, secondo noi, viene prima di tutte: come sta davvero il nostro mare? Per noi il mare non è solo una risorsa economica. È parte della nostra identità. È il paesaggio in cui siamo cresciuti, il luogo dove viviamo e che lasceremo a chi verrà dopo di noi. Prima ancora che una meta turistica, è un ecosistema straordinario che rende possibile la vita lungo la nostra costa.
La scienza ci dice che il mare possiede una grande capacità di rigenerarsi, ma non è infinita. Ogni giorno riceve scarichi, nutrienti in eccesso, plastiche, e altre sostanze che possono alterarne gli equilibri. Pensare che “tanto il mare è grande” è un errore: anche gli ecosistemi marini hanno un limite oltre il quale la loro capacità di recupero diminuisce. Le praterie di Posidonia oceanica, simbolo del Mediterraneo, producono ossigeno, assorbono anidride carbonica, proteggono le nostre spiagge dall’erosione e rappresentano un habitat fondamentale per centinaia di specie. Quando il mare si ammala, non perdiamo soltanto la possibilità di fare il bagno: perdiamo biodiversità, equilibrio naturale e una parte della ricchezza del nostro territorio.
Anche la normativa europea ci indica con chiarezza quale dovrebbe essere la strada. La Direttiva 2006/7/CE sulla qualità delle acque di balneazione non prevede soltanto di effettuare controlli su Escherichia coli ed enterococchi intestinali per tutelare la salute pubblica. Chiede soprattutto di individuare le cause dell’inquinamento, prevenirne il ripetersi e informare i cittadini con trasparenza. È un principio molto semplice: non basta gestire l’emergenza, bisogna evitare che si ripeta.
Ed è proprio questo il punto. A noi non interessa soltanto sapere quando verrà revocato il divieto di balneazione. Ci interessa capire perché è successo, se poteva essere evitato e che cosa possiamo fare perché non accada di nuovo. Bisogna esaminare con attenzione il nostro territorio, quel che produce, dove e quanto scarica. Perché non ci sono solo gli scarichi fognari, ma scarichi di origine agricola contenenti sostanze chimiche – lo vediamo facilmente percorrendo la pista ciclabile – acque piovane che possono raccogliere, ad esempio, olii e idrocarburi o metalli pesanti o microplastiche (e molto altro).
Per questo condividiamo l’idea, suggerita anche dal sindaco durante il consiglio comunale, di istituire un tavolo di lavoro con gli altri Comuni della provincia e della regione. Le correnti marine e i corsi d’acqua non conoscono i confini amministrativi: ciò che accade a monte o nei territori vicini può avere conseguenze anche sulle nostre coste.
Vorremmo che a quel tavolo sedessero Arpal, il gestore del servizio idrico, università, biologi marini, ecologi ed esperti di gestione delle acque. Non per fare una passerella istituzionale, ma per mettere insieme dati, competenze e soluzioni. Per capire quali siano le reali fonti di pressione sul nostro mare e programmare interventi efficaci, sia nell’immediato sia nel lungo periodo.
È questa la proposta che, come Progetto Comune Taggia, vogliamo avanzare. Non è una battaglia politica e non riguarda la maggioranza o la minoranza. Riguarda un bene comune che appartiene a tutti. La Bandiera Blu è importante. Il turismo è importante. L’economia del nostro territorio è importante. Ma tutto questo può durare solo se il mare è in salute. Per questo, prima della Bandiera Blu, prima del turismo e prima di qualsiasi interesse economico, viene il mare.»
Così Fulvia Alberti, consigliera comunale di Taggia del gruppo “Progetto comune” inerente al divieto di balneazione attualmente in vigore.


