Logo
Discarica abusiva a Peglia, la difesa degli imprenditori: «Materiali stoccati solo temporaneamente, stiamo verificando gli atti»

L’avvocato Marco Bosio, che difende Roberto e Marco D’Andrea, ha incaricato un tecnico di visionare e valutare il materiale presente nell’area sotto sequestro

Ventimiglia. «Il materiale veniva stoccato temporaneamente per poi essere conferito in discarica. Stiamo verificando attentamente tutti gli atti». È questa la posizione della difesa di Roberto e Marco D’Andrea, affidata all’avvocato Marco Bosio, nominato difensore di fiducia dei due imprenditori finiti al centro dell’inchiesta della Guardia di Finanza sulla presunta discarica abusiva scoperta in località Peglia, a Ventimiglia.

«Stiamo facendo le opportune verifiche – dichiara il legale –. Abbiamo affidato a un tecnico l’incarico di valutare con precisione il materiale presente nell’area sequestrata. Non si tratta di rifiuti pericolosi e la quantità di amianto rinvenuta è molto piccola. Il materiale veniva stoccato momentaneamente nel terreno per poi essere portato in discarica per il regolare smaltimento».

L’avvocato Bosio sta inoltre esaminando la documentazione dell’inchiesta, comprese le relazioni tecniche di Arpal, per verificare le contestazioni mosse dalla Procura della Repubblica di Imperia.

Secondo quanto riferito dai due imprenditori al proprio difensore, l’area di Peglia sarebbe stata utilizzata come deposito provvisorio dei materiali derivanti dalle attività edilizie, in attesa del successivo conferimento presso impianti autorizzati allo smaltimento.

Una ricostruzione che si contrappone a quella degli investigatori. Secondo le risultanze dell’indagine della Guardia di Finanza, infatti, parte dei rifiuti (500 metri cubi quelli trovati nell’area) sarebbe stata smaltita illecitamente mediante combustione oppure conferita nei cassonetti dei rifiuti urbani presenti a Ventimiglia, anziché essere trasportata in impianti autorizzati. Proprio su questi aspetti, però, la difesa mantiene il massimo riserbo. «Sono tutti elementi che devono ancora essere verificati», precisa Bosio, spiegando che solo dopo un’approfondita analisi degli atti d’indagine, delle prove raccolte e degli accertamenti tecnici sarà possibile formulare una valutazione completa delle contestazioni mosse ai suoi assistiti.

L’ex consigliere comunale di Ventimiglia Roberto D’Andrea e il figlio Marco, titolari rispettivamente della ditta individuale Costruzioni Generali e della società di diritto monegasco SAM D’Andrea, sono indagati in concorso con altre cinque persone con l’accusa, a vario titolo, di abbandono e gestione illecita di rifiuti, combustione illecita di rifiuti, spedizione transfrontaliera illecita di rifiuti, violazioni della normativa sulla movimentazione transfrontaliera dei rifiuti e attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti.