Carcere Sanremo, 50 detenuti oltre la capienza e organici carenti. Il Sappe: «Sicurezza migliorata, restano problemi strutturali»
Sopralluogo di Forza Italia con il sindacato della Polizia penitenziaria. Scajola: «Un lavoro delicatissimo, servono condizioni migliori anche per chi arriva da fuori regione». Il Sappe chiede il ritorno del Provveditorato regionale in Liguria
Sanremo. Cinquanta detenuti oltre la capienza regolamentare, una carenza di organico della polizia penitenziaria che il Sappe quantifica intorno al 15% e la necessità di intervenire sul sovraffollamento, nonostante una situazione sul fronte della sicurezza interna che negli ultimi tempi sarebbe sensibilmente migliorata.
È il quadro emerso questa mattina dalla visita alla casa circondariale di Valle Armea organizzata dal Sindacato autonomo Polizia penitenziaria e alla quale ha partecipato una nutrita delegazione di Forza Italia, con rappresentanti nazionali, regionali e locali del partito.
Il sopralluogo ha consentito agli esponenti politici di entrare direttamente nella struttura, confrontarsi con chi vi opera quotidianamente e approfondire le criticità di un carcere che negli ultimi anni è finito ripetutamente al centro delle cronache per aggressioni, problemi di organico e difficoltà nella gestione della popolazione detenuta. A tracciare il bilancio più dettagliato al termine della visita è stato il segretario nazionale del Sappe Vincenzo Tristaino. «La situazione del carcere di Valle Armea è molto migliorata sotto l’aspetto della sicurezza – ha spiegato –. Rimangono però da risolvere il problema del sovraffollamento e quello della carenza di organico della Polizia penitenziaria, che si attesta intorno al 15%. Abbiamo inoltre circa 50 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare».
Un dato che fotografa una pressione ancora considerevole sulla struttura sanremese e che, secondo il sindacato, deve essere inserito in un problema molto più ampio che riguarda l’intero sistema penitenziario italiano. «Sul territorio nazionale abbiamo circa 65mila detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 52mila posti», ha ricordato Tristaino, esprimendo apprezzamento per i provvedimenti allo studio del Governo finalizzati a ridurre la popolazione carceraria, in particolare per quanto riguarda i detenuti tossicodipendenti.
Il Sappe ha inoltre rilanciato una richiesta avanzata da tempo: il ripristino del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria in Liguria, soppresso nel 2017. Una struttura che, secondo il sindacato, consentirebbe una maggiore autonomia nella gestione delle problematiche riguardanti sia i detenuti sia il personale della Polizia penitenziaria. «Ringraziamo molto la delegazione di Forza Italia presente oggi a Sanremo – ha aggiunto Tristaino –. È un segnale di vicinanza da parte della politica. Abbiamo potuto esporre i problemi non soltanto del carcere di Sanremo, ma dell’intero sistema penitenziario ligure».
Alla visita hanno partecipato l’onorevole Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati e particolarmente impegnato sui temi della giustizia (è stato trai i più strenui sostenitori dell’ultimo referendum), e l’onorevole Roberto Bagnasco. Con loro gli assessori regionali Marco Scajola e Claudia Morich, il capogruppo azzurro in consiglio regionale Angelo Vaccarezza, il consigliere regionale e segretario ligure di Forza Italia Carlo Bagnasco e la consigliera regionale Chiara Cerri. Per il Sappe, insieme a Tristaino, hanno partecipato Ciriaco Pannese, Giuseppe Giangrande, Gennaro Pruto, Mauro Felicelli e Daniele Ceccucci.
«Innanzitutto ringraziamo il Sappe, ma soprattutto tutte le forze della Polizia penitenziaria, perché fanno un lavoro straordinario non soltanto qui a Sanremo, ma in tutta la Liguria e in tutta Italia», ha dichiarato al termine del sopralluogo l’assessore regionale Marco Scajola. «Abbiamo voluto raccogliere l’invito del sindacato e ascoltare direttamente quelle che sono le problematiche del carcere di Sanremo, anche con una rappresentanza parlamentare guidata dall’onorevole Enrico Costa, che segue il tema della giustizia a livello nazionale. Indubbiamente la carenza di personale è un problema, così come lo è il sovraffollamento delle carceri».
Per Scajola il tema dovrà essere affrontato anche attraverso gli interventi legislativi attualmente allo studio. «Il Governo deve tenere queste problematiche al centro della propria attenzione. I parlamentari presenti oggi hanno parlato di riforme che potranno arrivare nei prossimi mesi. Forza Italia sta ponendo il tema della giustizia al centro delle politiche nazionali e ora vedremo quali saranno le valutazioni che emergeranno a livello parlamentare».
L’assessore regionale ha però richiamato anche un’altra difficoltà, meno evidente all’esterno delle mura del carcere: quella vissuta dai giovani agenti assegnati in Liguria e provenienti spesso da regioni lontane. «Come amministrazione regionale siamo attenti a quello che accade sul nostro territorio. Le carceri sono strutture fondamentali e dobbiamo garantire ai lavoratori le migliori condizioni per poter operare. Molti sono giovani uomini e donne che arrivano da altre regioni: dobbiamo aiutarli anche a trovare un alloggio e condizioni di vita e di accoglienza adeguate sul nostro territorio».
Una problematica particolarmente rilevante in una realtà come quella del Ponente ligure, dove il costo e la disponibilità degli alloggi possono rappresentare un ulteriore ostacolo per il personale trasferito. «Quello della polizia penitenziaria è un lavoro delicatissimo, che forse pochi conoscono realmente – ha concluso Scajola – e che oggi abbiamo voluto toccare con mano».

