Logo
Ospedaletti, il Consiglio deraglia: interpellanza sul porto non illustrata, urla e resa dei conti

Assestamento di bilancio e Tari finiscono in secondo piano

Ospedaletti. Doveva essere un consiglio comunale sostanzialmente di routine a Ospedaletti. Un assestamento di bilancio senza scelte amministrative particolarmente rilevanti, il Piano economico finanziario della Tari senza variazioni sostanziali rispetto agli anni precedenti e alcune modifiche al regolamento del consiglio e delle commissioni.

Eppure anche la seduta di questa sera è riuscita a trasformarsi nell’ennesimo scontro aperto tra maggioranza e opposizione, con urla, accuse reciproche e un confronto ormai arrivato a livelli di tensione difficilmente compatibili con una così piccola comunità cittadina. Le poche novità contenute nella manovra finanziaria sono passate quasi inosservate. Tra queste, la presa d’atto definitiva dell’annullamento della Rievocazione storica motociclistica del circuito di Ospedaletti. La mancata realizzazione dell’evento libera circa 50mila euro precedentemente stanziati, che tornano così disponibili nel bilancio comunale. Restano invece ferme alcune opere pubbliche per le quali il Comune attendeva finanziamenti statali che non sono arrivati. Interventi che dovranno quindi essere rinviati, in attesa di nuove risorse o di futuri bandi. Nessun particolare scossone nemmeno sul fronte della Tari, il cui quadro economico resta sostanzialmente in linea con quello degli anni precedenti.

A incendiare la serata è stato però il primo punto all’ordine del giorno: l’interpellanza presentata dal gruppo Ospedaletti Insieme sulla rinuncia del Comune a oltre 52mila euro di penali precedentemente contestate alla Cem Spa per i ritardi nei lavori di difesa della costa. La minoranza aveva chiesto chiarimenti anche sulla mancata comunicazione della vicenda al consiglio comunale prima del voto del 26 marzo sul pubblico interesse del nuovo progetto del porto turistico, nel quale la stessa società riveste un ruolo rilevante. Il regolamento prevede che i consiglieri proponenti possano illustrare l’interpellanza. Segue la risposta dell’amministrazione e, infine, una controreplica con la quale la minoranza può dichiararsi soddisfatta o meno dei chiarimenti ricevuti. Una procedura ordinaria nei consigli comunali, ricordata nel corso della stessa seduta anche dal segretario generale Marcello Prata. A Ospedaletti, però, questa sequenza non si è vista.

Il sindaco Daniele Cimiotti, nella sua funzione di presidente del consiglio comunale, ha messo subito le mani avanti, sostenendo che l’interpellanza non sarebbe stata discussa secondo le modalità richieste dall’opposizione. Ha quindi letto la risposta tecnica predisposta dagli uffici, contestando i presupposti, la ricostruzione e la stessa formulazione dell’atto presentato da Ospedaletti Insieme. Alla capogruppo Valentina Lugarà non è stato così consentito di illustrare preliminarmente il documento. Da quel momento il confronto è uscito dai binari regolamentari ed è rapidamente degenerato in un dibattito disordinato, accompagnato da toni molto alti e continue interruzioni. Nel corso del botta e risposta, Cimiotti ha ripetuto più volte alla minoranza l’espressione «avete preso una cantonata», sostenendo che l’interpellanza riguardasse questioni non rientranti nelle competenze del consiglio comunale. Da qui, secondo il sindaco, la decisione di non consentirne l’illustrazione, nonostante l’atto fosse stato regolarmente inserito all’ordine del giorno. Una posizione apparsa contraddittoria agli occhi dell’opposizione, dal momento che l’amministrazione ha comunque fornito una risposta tecnica e politica sui contenuti dell’interpellanza.

Proprio il ripetuto riferimento alla «cantonata» ha provocato la reazione del consigliere di minoranza Maurizio Taggiasco, che ha deciso di abbandonare l’aula in segno di protesta. «Qualunque sia la cantonata, o anche se si è nel giusto, è fondamentale rispettare le leggi», ha dichiarato. «Ognuno è libero di esprimere il proprio parere, ma sempre nel rispetto delle persone. Io non accetto questo atteggiamento». Per Taggiasco, impedire alla minoranza di esporre un’interpellanza iscritta all’ordine del giorno rappresenta una violazione delle prerogative dei consiglieri e una lesione delle regole democratiche interne all’assemblea.

A segnare politicamente la seduta è stato soprattutto il lungo intervento della vicesindaca Daniela Gozzi. L’avvocato ha letto un documento fortemente critico nei confronti dell’opposizione e, in particolare, del gruppo Ospedaletti Insieme guidato dall’ex candidata sindaco Lugarà. «L’accordo bonario con la Cem non è stato né un favore né una resa», ha esordito Gozzi. «È stato invece presentato all’opinione pubblica come un atto poco trasparente, ma non è così. È particolarmente grave che la minoranza preferisca ridurre questioni complesse a narrazioni semplicistiche, fondate su insinuazioni e allusioni». La vicesindaca ha quindi collegato politicamente l’iniziativa della minoranza al nuovo contenzioso amministrativo aperto sul porto di Baia Verde.

«Sull’ultimo progetto di finanza del porto pende un ricorso davanti al Tar Liguria presentato dal fallimento Fin.Im. È un dato di fatto che l’interpellanza della minoranza e il ricorso della curatela finiscano per convergere verso lo stesso obiettivo: delegittimare l’operato del sindaco e del Comune». Gozzi non ha indicato l’esistenza di rapporti o coordinamenti tra i due soggetti, ma ha sostenuto una convergenza negli effetti delle rispettive iniziative. «Il vostro modo di fare opposizione non può che essere giudicato con estrema gravità», ha proseguito la vicesindaca rivolgendosi ai consiglieri di Ospedaletti Insieme. «Avete un atteggiamento aggressivo e poco costruttivo. Nell’interpellanza si sostiene che non vi sia trasparenza. Noi, invece, la trasparenza la rivendichiamo e la pratichiamo».

Un intervento dal contenuto prettamente politico, in netto contrasto con il carattere prevalentemente tecnico e formale delle pratiche inserite all’ordine del giorno. Proprio per questo le parole di Gozzi non sono passate inosservate. In un paese nel quale si comincia già a ragionare sul futuro del gruppo Rilancio e Sviluppo al giro di boa del secondo mandato di Daniele Cimiotti, l’esposizione in prima persona della vicesindaca può essere letta anche come un primo avanzamento. Da tempo, infatti, negli ambienti amministrativi cittadini circola il suo nome tra quelli potenzialmente destinati a raccogliere il testimone del sindaco alle prossime elezioni comunali.

La conclusione della seduta non ha sciolto il nodo regolamentare. Lugarà ha chiesto direttamente al segretario comunale Prata di chiarire quale fosse la procedura corretta per la trattazione di un’interpellanza. La risposta del segretario ha sostanzialmente confermato il meccanismo previsto dal regolamento: esposizione da parte del proponente, risposta dell’amministrazione e successiva controreplica. Esattamente ciò che, nel caso dell’interpellanza sulle penali Cem, non è avvenuto. La capogruppo di Ospedaletti Insieme si è quindi riservata di rendere pubbliche le proprie valutazioni sulla mancata possibilità di illustrare un atto regolarmente presentato e inserito al primo punto dell’ordine del giorno.

L’assestamento di bilancio e la Tari, che avrebbero dovuto rappresentare il cuore della seduta, sono così diventati quasi un dettaglio. A occupare nuovamente la scena è stato lo scontro permanente tra maggioranza e opposizione, che da mesi accompagna ogni riunione del consiglio comunale e che questa sera ha superato un’ulteriore soglia. A Ospedaletti, ormai, persino una seduta di ordinaria amministrazione può trasformarsi in una resa dei conti.