Nuovo ospedale di Taggia, sui commissari la Corte dei conti si divide. Stallo sui fondi
Il procuratore generale contesta le nomine senza selezione e il rapporto giuridico con la Regione, ma la Sezione di controllo non accoglie la richiesta di bocciare il capitolo da 84mila euro
Taggia. Una diversità di vedute tra due organi della stessa magistratura contabile sulla legittimità delle figure commissariali istituite in Liguria per la realizzazione dei nuovi ospedali liguri. Da una parte la dura requisitoria della Procura regionale della Corte dei conti, che ha contestato il sistema delle nomine e chiesto di non parificare le relative spese. Dall’altra, secondo quanto chiarito ieri da Regione, la decisione della Sezione regionale di controllo, che non ha accolto la richiesta e ha parificato il capitolo riguardante i compensi dei commissari.
È il quadro che emerge dagli atti del giudizio sul rendiconto 2025 della Regione Liguria e dalla successiva verifica con gli uffici regionali, in particolare con lo staff dell’assessore al Bilancio, Organizzazione e Personale Claudia Morich. La precisazione è sostanziale: la posizione critica espressa dal procuratore regionale facente funzioni Silvio Ronci non coincide con la decisione finale assunta dal collegio della Sezione di controllo. Non si può quindi parlare di una bocciatura dell’incarico a Silvio Falco (e di quelli dei suoi omologhi assegnati dal presidente Bucci ai grandi progetti di edilizia sanitaria), già direttore generale dell’Asl1 Imperiese e dal gennaio 2025 commissario per il nuovo ospedale unico del Ponente ligure.
Il giudizio della Procura era stato comunque particolarmente severo. Nella requisitoria pronunciata il 22 luglio, Ronci parla di un «disinvolto ricorso, da parte della Regione, alla istituzione di figure commissariali». Il riferimento è alla legge regionale 31 luglio 2025, numero 14, che ha disciplinato il commissario per l’edilizia ospedaliera e quello per la realizzazione degli interventi infrastrutturali. Per i sei commissari dell’edilizia ospedaliera, nel 2025 la Regione ha liquidato complessivamente 84mila euro. Secondo il procuratore regionale, le nomine presentavano profili problematici perché effettuate «intuitu personae da parte della Giunta regionale senza alcuna procedura comparativa». Ronci ha inoltre rilevato come le funzioni assegnate non apparissero assimilabili a quelle straordinarie proprie dei commissari governativi previsti dalla legislazione statale. La requisitoria sottolinea anche una particolare configurazione giuridica dell’incarico. La legge regionale precisa infatti che dalla nomina non deriva un rapporto di lavoro con la Regione e che non si configura neppure un incarico professionale, di consulenza o un contratto per la fornitura di servizi.
Da qui la conclusione della Procura, secondo cui la Regione avrebbe «creato una figura nuova il cui rapporto giuridico con l’Amministrazione non trova alcun riscontro o riferimento in una tipologia prevista dalla normativa statale». Ronci aveva quindi prospettato un contrasto con la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile, chiedendo di dichiarare non parificabile il capitolo 5332, sul quale erano stati contabilizzati gli 84mila euro. Questa impostazione non è stata però condivisa, alla prova della decisione, dalla Sezione regionale di controllo. L’assessore Morich, su cui ricade la competenza in materia di personale, ha confermato che il collegio ha parificato le spese relative ai commissari, facendo emergere una distinzione tra la tesi sostenuta dal pubblico ministero contabile e la valutazione conclusiva dell’organo chiamato a certificare il rendiconto, andando ad archiviare la questione.
La stessa requisitoria chiarisce del resto che Procura e Sezione di controllo svolgono funzioni differenti. La prima formula osservazioni e richieste a tutela della legalità finanziaria. La seconda detiene i poteri istruttori nei confronti della Regione e conclude il giudizio decidendo quali poste parificare e quali, eventualmente, escludere. La relazione di sintesi della Sezione si limita a registrare che nel corso del 2025 sono stati confermati, sulla base di una specifica legge regionale, alcuni incarichi di commissario straordinario per l’edilizia sanitaria, senza riproporre nel documento le conclusioni più radicali formulate dalla Procura. Tra questi incarichi rientra quello affidato a Falco per il nuovo ospedale di Taggia. La Regione lo aveva nominato il 9 gennaio 2025, assegnandogli il compito di coordinare i soggetti coinvolti, tra cui Regione, Asl1, Inail e Comune di Taggia. Al commissario spettano inoltre le fasi propedeutiche all’intervento, le procedure relative alla progettazione, gli espropri, il coordinamento dell’esecuzione e il monitoraggio dell’avanzamento dell’opera.
Falco era uscito dalla direzione generale dell’Asl1 Imperiese dopo lo scontro maturato con l’allora presidente della Regione Giovanni Toti sulla firma del contratto per l’affidamento ai privati della gestione dell’ospedale Saint Charles di Bordighera. Il suo ritorno nel sistema sanitario locale è avvenuto proprio attraverso l’incarico commissariale relativo all’infrastruttura più importante prevista nella provincia di Imperia. Dopo anni di attesa, l’iter del nuovo ospedale è entrato ora in una fase operativa. Ats Liguria ha pubblicato il 19 giugno l’avviso per acquisire proposte private finalizzate alla progettazione, costruzione e gestione dei servizi di hard facility management. Non si tratta ancora della gara definitiva: la proposta ritenuta più idonea potrà essere dichiarata di pubblico interesse e diventare la base della successiva procedura competitiva.
La scadenza è fissata al primo settembre 2026. Il termine di 74 giorni è stato contestato dal gruppo regionale del Partito democratico, che teme una limitazione della partecipazione per un’operazione da oltre 370 milioni di euro e con circa 600 posti letto. Il quadro delineato dalla Corte dei conti resta comunque prudente sugli investimenti sanitari. La Sezione di controllo parla, in termini generali, di una «sostanziale stasi», con fondi Inail ancora in fase di attivazione, ritardi nelle progettazioni e contenziosi che impongono accantonamenti e ridefinizioni strategiche. Quanto ai partenariati pubblico-privati, la relazione avverte che, pur potendo consentire l’avvio delle opere, devono essere attentamente monitorati sotto il profilo della sostenibilità economica. Il passaggio non cita direttamente Taggia. Può tuttavia essere letto anche alla luce del modello finanziario scelto per il nuovo ospedale del Ponente, la cui realizzazione viene ora perseguita attraverso la sollecitazione di proposte di partenariato pubblico-privato. Il caso dei commissari si chiude quindi, almeno nel giudizio di parificazione del rendiconto 2025, senza conseguenze sulla nomina di Falco e senza la bocciatura delle relative spese. Resta agli atti la censura della Procura regionale, ma la decisione finale della Sezione di controllo è stata di segno diverso.
(In copertina l’ex dg Asl1 Silvio Falco, attuale commissario regionale per la realizzazione del nuovo ospedale di Taggia)




