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Conclusa l’infrastruttura del progetto PNRR da 5,9 milioni: via alla fase finale dei test prima dell’avvio del servizio sperimentale

Imperia. Le prime persone saliranno a bordo all’inizio di settembre. È questa la data indicata dall’amministrazione comunale per l’avvio della fase sperimentale con passeggeri delle navette elettriche a guida autonoma che collegheranno Porto Maurizio e Oneglia, al termine dei collaudi che in queste settimane verranno effettuati senza utenti. «I finanziamenti del PNRR riguardano diversi settori: possono servire per realizzare un asilo nido, assumere personale o garantire servizi destinati ai minori. Come sapete, il PNRR, finanziato dall’Unione europea, è nato con l’obiettivo di favorire la crescita economica dell’Europa. Le risorse sono state suddivise in diversi capitoli, dedicati soprattutto all’innovazione e alla sostenibilità ambientale», ha spiegato il sindaco Claudio Scajola.

Per il primo cittadino, sarà il tempo a decretare il successo dell’iniziativa. «Quale sarà il reale impatto sul trasporto pubblico è ancora presto per dirlo. Saranno i cittadini a stabilire se il servizio verrà accolto positivamente, un po’ come è accaduto con la pista ciclabile. Se tornate indietro con la memoria di un paio d’anni, a Imperia si vedevano pochissime biciclette. Oggi, invece, sempre più persone scelgono di spostarsi in bicicletta. Conosco molti cittadini di Diano Marina che ogni giorno raggiungono Imperia in bicicletta per andare al lavoro. Anche quella, all’epoca, era una scommessa. E mi pare che stia funzionando». Scajola ha poi illustrato alcuni dati del progetto. «I mezzi sono progettati per durare molto a lungo: teoricamente si parla di una vita utile compresa tra gli 80 e i 100 anni. Si tratta naturalmente di stime elaborate dalla società costruttrice. Il servizio potrà trasportare fino a 480 passeggeri al giorno, sarà attivo tra le 40 e le 60 ore settimanali, con una copertura di circa 80 chilometri al giorno e un tempo di percorrenza compreso tra i 20 e i 25 minuti. Sarà garantito da due mezzi in funzione, con un terzo sempre pronto come riserva nel caso in cui uno dei due dovesse presentare un problema».

I dirigenti del settpre hanno spiegato anche perché il servizio non partirà subito con i passeggeri. «Per circa un mese e mezzo continueranno i test a vuoto, cioè senza persone a bordo. I mezzi potrebbero già trasportare utenti, ma ci sono ancora alcuni aspetti da perfezionare, come l’incrocio tra i veicoli e il passaggio in alcuni punti del percorso. Vogliamo far salire i cittadini soltanto quando tutte le prove avranno dato un esito pienamente soddisfacente». Infine, uno sguardo alle potenzialità del progetto. «Speriamo che questo sistema possa essere utile anche per il trasporto pubblico. Sicuramente avrà anche una forte valenza turistica. Riceviamo continuamente richieste da persone che vogliono sapere quando entrerà in funzione, spinte dalla curiosità di percorrere Imperia a bordo di questo mezzo, che rappresenterà anche una nuova attrazione turistica».

Il vicesindaco e assessore al Trasporto pubblico locale Giuseppe Fossati ha confermato che la parte infrastrutturale è ormai conclusa. «L’opera è terminata ed è perfettamente funzionante. Sono stati eseguiti i primi test e ora parte una fase di sperimentazione che abbiamo deciso di prolungare fino all’inizio di settembre, il tempo necessario per effettuare tutte le verifiche. A quel punto partirà il vero e proprio servizio, che rimarrà comunque in fase sperimentale, consentendo ai cittadini di salire a bordo e utilizzare questo nuovo sistema di trasporto». Fossati ha sottolineato il valore della sperimentazione. «Forse non siamo riusciti a far comprendere fino in fondo cosa significhi parlare di sperimentazione: non esiste nulla di analogo in Italia, fatta eccezione per Torino, dove è in corso un progetto simile, né esiste ancora una normativa specifica a livello europeo. Proprio attraverso questa esperienza la città di Imperia contribuirà a definire le future regole, le procedure e le specifiche tecniche per questo tipo di servizio. Dobbiamo esserne molto fieri come imperiesi».

Anche l’assessore ai Lavori pubblici Gianfranco Gaggero si è detto fiducioso. «Siamo convinti che funzionerà bene. Si tratta di un appalto pubblico di rilevante importo, quasi 6 milioni di euro, nel quale la parte predominante è quella tecnologica. È un progetto innovativo per tutti, anche per noi. C’è certamente una componente edilizia importante, ma il vero cuore dell’intervento è rappresentato dalla tecnologia di questi mezzi». «È una scelta fortemente voluta dal sindaco alcuni anni fa e ci pone all’avanguardia. Oltre a Torino non ci sono altri esempi di questo tipo e, come accade per tutte le innovazioni, ci sono molti aspetti da mettere a punto. È proprio quello che i tecnici stanno facendo in questa fase. A settembre la sperimentazione sarà conclusa e i cittadini potranno utilizzare questo nuovo mezzo, che abbiamo già capito suscitare grande interesse».

Per Gaggero il sistema avrà un ruolo strategico nella mobilità cittadina. «Sarà molto utile per gli spostamenti tra Porto Maurizio e Oneglia. Anche se il percorso può sembrare breve, attraversa un’arteria centrale della città e rappresenterà un collegamento importante tra i due centri urbani. Insieme alla pista ciclabile, che si è rivelata un grande successo, e alla crescente diffusione dell’uso della bicicletta, questi pulmini elettrici ci consentono di affermare che Imperia è oggi una città all’avanguardia nella mobilità sostenibile delle persone».

L’ingegnere (e già sindaco di Imperia) Carlo Capacci, direttore dei lavori ed ex sindaco di Imperia, ha evidenziato il valore scientifico del progetto. «È stata un’idea dell’amministrazione comunale, che mi ha affidato la direzione dei lavori. Si tratta di un progetto futuristico. Credo che chi non investe nel futuro, nella ricerca e nello sviluppo, rischi inevitabilmente di rimanere indietro. Per questo l’amministrazione ha deciso di puntare su questa tecnologia». «Ho accettato l’incarico con entusiasmo perché rappresenta un tema di grande interesse personale, ma anche un passo avanti dal punto di vista del progresso scientifico. Questo progetto non va visto soltanto come un’opera realizzata per la città di Imperia: è una sperimentazione destinata a contribuire alla futura definizione delle normative italiane ed europee che disciplineranno la circolazione dei mezzi a guida autonoma».

Capacci ha quindi sottolineato il significato dell’autorizzazione ottenuta. «Non si tratta soltanto di poter testare questo sistema di trasporto a Imperia, ma anche di contribuire, attraverso la raccolta dei dati, alla definizione delle future normative che avranno ricadute a livello nazionale ed europeo. Questo è il vero obiettivo di una sperimentazione: costruire qualcosa che oggi ancora non esiste, partendo da esempi concreti e dall’esperienza sul campo. Oggi, infatti, in Italia una regolamentazione specifica ancora non esiste. Negli Stati Uniti questi veicoli possono già circolare con maggiore autonomia grazie a norme meno restrittive, mentre in Europa si è scelto di procedere attraverso sperimentazioni controllate come quella di Imperia».

L’intervento, realizzato con un investimento di 5.900.500 euro, ha permesso di riqualificare 24.950 metri quadrati di infrastrutture lungo un tracciato di 2.025 metri. Il sistema di trasporto è completamente elettrico, autonomo e inclusivo. Secondo le stime progettuali consentirà di risparmiare fino a 42,4 chilogrammi di CO2 al giorno, produrre 19 MWh di energia rinnovabile grazie all’impianto fotovoltaico, evitare emissioni equivalenti alla piantumazione di 130 alberi e garantire un risparmio di oltre 4 mila euro all’anno grazie all’autosufficienza energetica. Il capolinea di Porto Maurizio ospita inoltre un hub per la mobilità con area di ricarica delle navette, impianto fotovoltaico, servizi pubblici e spazi polifunzionali, mentre le cinque fermate saranno dotate di pensiline accessibili e totem informativi digitali.