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Evento nato dalla nuova convenzione tra Palazzo Bellevue e viale Mazzini. In tv il 29 agosto

Sanremo. La Rai è tornata a produrre televisione nell’estate sanremese. Non soltanto a utilizzare il nome della città o a montare uno spettacolo destinato al piccolo schermo, ma a riportare a Sanremo maestranze, telecamere, regia, orchestra e il ritmo serrato di una produzione nazionale. È questo il primo risultato da riconoscere a “La Notte dei Fiori”, registrata ieri sera sul palco di Pian di Nave e destinata alla prima serata di Rai 1 di sabato 29 agosto. Una data scelta per trasformare una serata di piena estate in un ideale saluto alla stagione, con conduttori e comici chiamati a recitare come se luglio fosse già finito e la Liguria si preparasse al rientro dalle vacanze. La messa in onda e la conduzione affidata a Nicola Savino ed Elenoire Casalegno sono state inserite ufficialmente nei palinsesti estivi della Rai.

Per Sanremo si è trattato di un ritorno a una tradizione abbandonata da oltre vent’anni. Il precedente più diretto è “Sanremo Estate”, la trasmissione che tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio portava in città una seconda vetrina televisiva musicale. Carlo Conti ne fu autore e conduttore già nel 1999, insieme a Giorgio Panariello e Manuela Arcuri, tornando poi alla guida delle edizioni del 2000 e del 2001, molti anni prima di assumere la direzione artistica del Festival della Canzone Italiana. “La Notte dei Fiori”, però, non nasce esclusivamente da un’intuizione editoriale della Rai. È il primo grande evento estivo previsto dal nuovo rapporto tra l’emittente pubblica e il Comune, costruito dopo la gara per l’assegnazione dello sfruttamento dei marchi “Festival di Sanremo” e “Festival della Canzone Italiana”, alla quale si presentò soltanto la televisione di Stato. La produzione estiva costituisce quindi uno degli effetti concreti degli impegni assunti per mantenere il Festival all’Ariston e rafforzare il collegamento tra Sanremo e la musica durante tutto l’anno.

Un ritorno, dunque, in qualche misura imposto dal percorso amministrativo e realizzato in tempi necessariamente compressi. Proprio per questo il primo giudizio non può essere negativo. Il debutto ha richiamato pubblico, curiosità e attenzione attorno a Pian di Nave, nonostante la platea davanti al palco fosse riservata agli invitati per le esigenze della registrazione televisiva, delle inquadrature e delle liberatorie. Per ampliare la possibilità di assistere allo spettacolo è stato installato anche un maxischermo nell’area esterna. Il risultato è stato una sorta di piccolo Festival in formato estivo. Sul palco Nicola Savino ha ricoperto il ruolo di frontman, affiancato da Elenoire Casalegno, mentre Federico Basso e Antonio Ornano hanno accompagnato la registrazione con gli interventi comici. Alla struttura musicale ha dato spessore anche la componente sanremese: la sezione d’archi era formata dai professori dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo, sotto la guida del maestro Valeriano Chiaravalle, arrangiatore, compositore e direttore d’orchestra da anni legato al Festival.

La qualità tecnica della Rai si è vista. Pur lavorando su un palco relativamente contenuto per una produzione destinata alla prima rete nazionale, la macchina televisiva ha restituito ritmo, luci, cambi di scena e una successione di esibizioni senza interruzioni significative. Pian di Nave non è l’Ariston e presenta limiti strutturali evidenti, ma proprio la presenza delle maestranze Rai ha consentito di trasformare per una sera il piazzale davanti a Santa Tecla in uno studio televisivo a cielo aperto. È sul cast che si concentra, invece, il principale margine di crescita. La scelta ha accostato giovani provenienti dalle ultime edizioni del Festival a interpreti dalla carriera consolidata come Fabio Concato, Fabrizio Moro, Marco Masini, Tosca, Anna Tatangelo, Sabrina Salerno e Cristina D’Avena. Una composizione trasversale, dignitosa e capace di parlare a generazioni differenti, ma più compatibile con le disponibilità lasciate aperte dai tour estivi che con le potenzialità di una grande prima serata di Rai 1. Sono mancati, per esempio, alcuni dei nomi liguri oggi più forti e riconoscibili della musica italiana, da Annalisa a Olly. Assenze probabilmente legate ad agende già definite e tournée programmate con largo anticipo, comprensibili per una produzione pilota nata in pochi mesi.

A sostenere l’intera serata è stata soprattutto l’idea musicale. L’omaggio alla Liguria, alla scuola genovese e ai grandi cantautori costituisce già di per sé una ragione sufficiente per giustificare l’evento. Le canzoni e le voci di Fabrizio De André, Gino Paoli, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi e Ivano Fossati rappresentano un patrimonio che supera il peso dei singoli interpreti chiamati a riproporle. Accanto a queste sono tornati alcuni dei successi più popolari del Festival, creando un ponte coerente tra il territorio e l’Ariston. Lo spettacolo ha raccontato anche una Liguria meno patinata. Poiché la trasmissione sarà proposta il 29 agosto, le battute sono state costruite fingendo di trovarsi già alla fine dell’estate. Inevitabili i riferimenti al traffico, alle code e alle autostrade: temi affrontati con ironia, ma ben conosciuti da residenti e turisti. Una cartolina non soltanto celebrativa, dunque, nella quale alle bellezze della Riviera si sono affiancati alcuni dei suoi problemi più ricorrenti.

Il vero fuori programma era però scritto nel cielo. Dietro il palco si addensavano nuvoloni attraversati a tratti da lampi e tuoni, mentre sulla Liguria incombeva il peggioramento che avrebbe portato all’allerta gialla. Il meteo ha tenuto tutti con il fiato sospeso, pubblico e produzione. Savino, osservando il cielo, ha invitato la propria spalla comica a non scherzare troppo sull’argomento, quasi per non sfidare la sorte. La pioggia, alla fine, ha risparmiato la registrazione, permettendo alla scaletta di procedere senza sostanziali interruzioni. Come se le nuvole non fossero bastate, proprio all’inizio dello spettacolo uno yacht di circa 16 metri ha preso fuoco a Portosole. L’alta colonna di fumo nero si è sollevata alle spalle di Pian di Nave, entrando inevitabilmente nello scenario della serata e trasformando per alcuni minuti il set musicale in quello di un film d’azione. L’imbarcazione, vuota e sottoposta a sequestro, è stata distrutta dalle fiamme senza provocare feriti. Perché a Sanremo, anche quando tutto è scritto in un copione televisivo, l’imprevisto trova sempre il modo di entrare in scena.

A tradire il titolo della manifestazione è stata semmai l’aria respirata dal pubblico. A Pian di Nave, più che il profumo dei fiori, è tornato a farsi sentire il persistente problema degli odori nell’area retrostante Santa Tecla, dove si trova la stazione di sollevamento del sistema di depurazione. Un accompagnamento poco gradevole ormai ben noto a chi frequenta gli spettacoli organizzati sul piazzale e sul quale sarà necessario intervenire, soprattutto se l’ambizione è trasformare questa zona in uno dei principali palcoscenici estivi della città. Al netto degli imprevisti, “La Notte dei Fiori” è filata via liscia e ha raggiunto il suo primo obiettivo: riportare una produzione Rai nell’estate di Sanremo. In prima fila erano presenti il sindaco Alessandro Mager e l’assessore al Turismo Alessandro Sindoni, protagonisti delle trattative con l’emittente pubblica per il rinnovo dell’accordo, insieme ad altri rappresentanti dell’Amministrazione comunale. Ora arriverà la prova decisiva. Il 29 agosto non conteranno più soltanto il colpo d’occhio di Pian di Nave e gli applausi del pubblico presente, ma il dato nazionale degli ascolti. La Rai è chiamata a puntare su questo appuntamento anche per gli obblighi assunti con il Comune. Sanremo, dal canto suo, ha interesse a farlo crescere. La prima edizione non ha ancora restituito un secondo Festival né probabilmente pretendeva di farlo. Ha però dimostrato che una produzione estiva nazionale può tornare a vivere nella Città dei fiori. Il repertorio ligure ha fornito una base solida, la Rai ha garantito la propria qualità tecnica e il pubblico ha risposto. Per una manifestazione nata quasi da zero non è poco.