Imperia, la piscina Felice Cascione diventerà il primo centro federale di alta specializzazione della Liguria
Via libera del consiglio comunale all’accordo di 9 anni con la Fin. Assessore Roggero: «Una grande opportunità per la città e per lo sport»
Imperia. Il consiglio comunale ha approvato lo schema dell’accordo di valorizzazione tra il comune e la Federazione Italiana Nuoto, destinato a trasformare l’impianto natatorio Felice Cascione in un punto di riferimento regionale e nazionale. A illustrare la pratica è stato l’assessore allo sport Marcella Roggero. «È una grande opportunità per Imperia e per lo sport – ha dichiarato –. Da alcune settimane, però, assistiamo al tentativo di alcuni di trasformarla in una questione politica. Questa delibera non nasce da scorciatoie, ma da un percorso iniziato nel 2018, quando l’amministrazione ha deciso che lo sport non dovesse essere considerato una spesa, bensì un investimento».
«Abbiamo lavorato come una squadra, insieme al sindaco, agli uffici e alle associazioni sportive – ha proseguito Roggero –. Abbiamo investito 8 milioni di euro nello sport cittadino, restituendo dignità a molte palestre e impianti. A breve saranno realizzate anche due nuove palestre all’interno della Sairo. Stiamo costruendo una città che può ambire a qualcosa di più». L’assessore ha quindi risposto alle critiche sollevate dalla mimoranza sull’intesa con la Federazione Italiana Nuoto. «Una federazione sportiva sceglie una città perché qualcuno sceglie qualcun altro oppure perché trova strutture adeguate e un’amministrazione seria? In Italia esistono 12 centri federali: Imperia sarà il primo in Liguria e dovremmo esserne orgogliosi».
L’accordo avrà una durata di 9 anni. Il comune manterrà la proprietà dell’impianto e la definizione degli indirizzi strategici, mentre la Federazione Italiana Nuoto metterà a disposizione competenze, capacità organizzative ed eventi federali di livello nazionale. «Non stiamo acquistando un servizio – ha precisato Roggero – ma creando una collaborazione tra il comune di Imperia e la Federazione Italiana Nuoto, una federazione nazionale riconosciuta dal Coni e in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge. Non è una cessione né una privatizzazione, ma una collaborazione istituzionale. I lavoratori saranno tutelati nel pieno rispetto dei contratti. Non abbiamo lasciato indietro nessuno: tuteliamo la piscina e chi vi lavora. Il bar non verrà gestito dalla Fin e valuteremo la migliore forma di gestione. Resteranno garantiti il nuoto libero e gli spazi destinati alle associazioni sportive che vorranno aderire al progetto. L’accordo ci aiuta a garantire ciò che il mercato, da solo, non riuscirebbe ad assicurare. Il comune si impegna con un contributo importante perché lo sport genera effetti positivi, educazione e salute. Crediamo in un servizio migliore e, come amministrazione, ci piace raccogliere le sfide e trasformarle in opportunità».
Il consigliere di opposizione Edoardo Verda ha espresso alcune perplessità sulla delibera, pur condividendo l’obiettivo di valorizzare l’impianto natatorio. «Una delle criticità che condivido con i colleghi di opposizione intervenuti prima di me – ha dichiarato Verda – riguarda la modalità con cui si intende affidare la gestione di questo importante impianto pubblico attraverso un accordo di cooperazione. Risulta difficile comprendere come si possa definire la Fin, che è un soggetto di diritto privato, un soggetto pubblico senza scopo di lucro al quale affidare, senza bando e senza gara, la gestione della piscina». Il consigliere ha comunque riconosciuto il valore dell’accordo con la Federazione Italiana Nuoto: «Ben venga la Fin se porterà nuovi eventi, specializzazione, competenze e un nuovo impulso alla nostra piscina comunale. Permangono dubbi sull’aspetto economico della gestione della piscina e sulla sua accessibilità, che rappresenta una delle funzioni fondamentali dell’impianto».
Secondo il consigliere Sardi, nel percorso che ha portato alla delibera «non sono state rispettate alcune situazioni». Per il consigliere, la piscina comunale «deve rimanere un bene pubblico che garantisce un servizio alla città. Può essere anche tante altre cose, ma questo deve avvenire con modalità e condizioni diverse». Il consigliere Ivan Bracco ha invece riferito di aver raccolto «molta preoccupazione da parte degli esponenti della Rari Nantes, che non sanno quale sarà il loro futuro». Secondo Bracco, «una società che per tanti anni ha dato prestigio alla città rischia, con questo accordo, di essere messa da parte insieme ai suoi atleti».
A chiudere il dibattito è stato il sindaco Claudio Scajola, che ha difeso con decisione la scelta dell’amministrazione di trasformare la piscina Felice Cascione nel primo centro federale di alta specializzazione della Liguria, rispondendo alle critiche dell’opposizione. «Quando portai quella pratica in consiglio comunale la sinistra si oppose, facendo addirittura le barricate», ha affermato, sostenendo che allora la città disponeva soltanto di «un pallone gonfiato ad aria che copriva una pozza» priva delle misure regolamentari e dei requisiti di sicurezza. Scajola ha quindi attaccato duramente gli interventi dell’opposizione: «Ho ascoltato il trio che potrei definire marxista, antagonista, giustizialista e destra sociale confusa, che mi ha fatto tornare in mente come, ahimè, non sia cambiato nulla nella visione del futuro. Una piccola città come Imperia può diventare uno dei dodici centri federali del nuoto italiano. Confondere la FIN con una marca di pinne per andare sott’acqua vuol dire vivere su un altro pianeta. Dobbiamo mettere questa piccola città nelle condizioni di essere attrattiva per qualunque investitore».


