Fondi europei per i pescatori, Bordighera rischia di restituire 138 mila euro
Spunta anche l’ombra di un possibile danno ai finanziamenti Ue
Bordighera. Non c’è soltanto il rischio di perdere il finanziamento europeo e di dover restituire oltre 138 mila euro. La vicenda del porto di Bordighera apre anche un interrogativo ben più delicato: cosa accade quando un contributo dell’Unione Europea viene utilizzato per un progetto che, secondo l’ente finanziatore, non rispetta più le finalità per le quali era stato concesso? Se le irregolarità fossero state accertate in modo diverso o avessero assunto contorni più gravi, il Comune avrebbe potuto esporsi anche a contestazioni ben più pesanti, fino all’ipotesi di un indebito utilizzo di risorse comunitarie. Uno scenario che, allo stato, non viene contestato dalla Regione Liguria, ma che evidenzia la delicatezza della vicenda.
Il caso emerge dalla delibera approvata nei giorni scorsi dalla giunta del sindaco Marzia Baldassarre, con la quale Palazzo Garnier prende formalmente atto dell’avvio del procedimento di revoca del contributo FEAMP concesso nel 2018, durante l’amministrazione dell’allora sindaco Vittorio Ingenito, per la riqualificazione dell’area destinata alla pesca professionale del porto.
La Regione Liguria contesta il mancato rispetto delle condizioni che avevano consentito l’accesso al finanziamento europeo. In altre parole, l’opera realizzata non corrisponderebbe più, almeno secondo gli accertamenti regionali, al progetto sulla base del quale Bruxelles aveva messo a disposizione le risorse. La relazione degli uffici regionali ricostruisce l’intero iter amministrativo e individua una serie di presunte difformità ritenute incompatibili con il mantenimento del contributo.
Il nodo principale riguarda proprio la destinazione degli spazi. Il progetto finanziato prevedeva un’area di circa duemila metri quadrati riservata alla pesca professionale. Durante il sopralluogo effettuato nel giugno scorso, invece, la superficie effettivamente destinata ai pescatori sarebbe risultata pari a soli 676,11 metri quadrati, ben al di sotto sia di quanto finanziato sia dei requisiti minimi fissati dalla Regione.
Ma non è tutto.
Secondo gli uffici regionali, alcune porzioni dell’area finanziata con fondi europei sarebbero oggi utilizzate come parcheggi, viabilità portuale e posti a terra per le imbarcazioni, destinazioni considerate incompatibili con il vincolo imposto dal bando FEAMP. Proprio queste modifiche avrebbero fatto venir meno i presupposti che avevano consentito la concessione del finanziamento.
Una contestazione tutt’altro che marginale. I fondi europei vengono infatti concessi sulla base di precisi progetti e di specifici obiettivi. Se le opere vengono successivamente destinate ad altri utilizzi, l’ente finanziatore può chiedere la restituzione delle somme e contestare l’inosservanza degli obblighi assunti dal beneficiario. Nei casi più gravi, quando emergessero false rappresentazioni o utilizzi consapevolmente difformi rispetto al progetto finanziato, potrebbero persino aprirsi scenari di rilievo penale per fatti in danno del bilancio dell’Unione Europea. Circostanze che, è bene precisarlo, non vengono contestate nel procedimento avviato dalla Regione Liguria e che allo stato non risultano oggetto di alcuna indagine.
Le contestazioni regionali riguardano scelte maturate durante la precedente amministrazione. Dagli atti emerge infatti che il progetto sarebbe stato progressivamente modificato e che parte delle superfici inizialmente destinate ai pescatori professionisti sarebbe stata assegnata ad altre funzioni. A ciò si aggiunge, secondo la Regione, il mancato perfezionamento dell’affidamento in gestione delle aree agli stessi pescatori, altro requisito ritenuto indispensabile per conservare il contributo.
È su questi presupposti che interviene la giunta Baldassarre. Con la delibera approvata nelle scorse ore, l’amministrazione riconosce la necessità di agire immediatamente per evitare un danno economico alle casse comunali e incarica gli uffici di rivedere il regolamento del porto, il piano degli ormeggi e l’organizzazione complessiva delle aree dedicate alla pesca professionale, riportandole in linea con le prescrizioni regionali.
L’obiettivo è uno solo: evitare la revoca definitiva del finanziamento e la restituzione dei 138.611,64 euro già liquidati dalla Regione.
La partita, tuttavia, è ancora aperta. Il Comune ha trenta giorni di tempo per presentare memorie difensive, osservazioni e documentazione integrativa, oltre alla possibilità di chiedere un confronto istruttorio con il responsabile del procedimento.
L’esito della procedura dirà se le modifiche che il Comune si appresta a introdurre saranno sufficienti a salvare il contributo europeo oppure se Bordighera sarà costretta a restituire il finanziamento. Ma sul piano politico la vicenda produce già i primi effetti: la delibera della giunta Baldassarre rappresenta infatti una netta presa di distanza dalla gestione della precedente amministrazione, chiamata ora a fare i conti con contestazioni che mettono in discussione il rispetto degli impegni assunti nei confronti dell’Unione Europea.


