Logo
Corso Garibaldi a una corsia, CNA apre al progetto ma detta le condizioni: «Prima le alternative, poi le limitazioni»

Proposta una sosta gratuita di 15 minuti per sostenere i negozi. Fratelli d’Italia porta il caso in consiglio comunale e chiede chiarimenti alla giunta Mager

Sanremo. Nessuna opposizione pregiudiziale alla trasformazione di corso Garibaldi e neppure all’ipotesi di ridurre la carreggiata a una sola corsia di marcia. Prima di intervenire, però, il Comune dovrà analizzare nel dettaglio le funzioni della strada, garantire l’accessibilità alle circa cinquanta attività presenti e predisporre soluzioni adeguate per il carico e scarico, le soste brevi, i motocicli e le biciclette.

È la posizione assunta da CNA Imperia nel dibattito aperto sul possibile riassetto di una delle principali porte di ingresso al centro cittadino. Una questione che approda anche sul piano politico: i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Antonino Consiglio ed Elisa Balestra hanno depositato un’interpellanza a risposta verbale, chiedendo alla giunta Mager di chiarire se esista già un progetto, quali soluzioni siano allo studio e se l’amministrazione intenda convocare preventivamente commercianti e associazioni di categoria. CNA sceglie una linea costruttiva. L’associazione considera la riqualificazione un’opportunità per migliorare l’immagine, la vivibilità e l’attrattività commerciale della zona, ma avverte che non sarà sufficiente eliminare una corsia e sostituirla indistintamente con una fila di parcheggi.

«CNA non intende opporsi al cambiamento né limitarsi a difendere l’esistente – dichiara il segretario territoriale Luciano Vazzano –. Corso Garibaldi ha bisogno di una visione nuova e può diventare più bello, sicuro, accessibile e coerente con il nome e il prestigio turistico di Sanremo. Marciapiedi più ampi, una nuova illuminazione, alberature, aiuole, arredi urbani di qualità e spazi più accoglienti per i pedoni sono obiettivi che condividiamo pienamente». Anche la corsia unica, dunque, potrà essere valutata. La condizione posta da CNA è che l’eventuale modifica venga inserita in un progetto complessivo, fondato su analisi tecniche dei flussi di traffico e costruito attraverso un confronto reale con operatori economici, residenti e categorie. Il primo elemento da considerare è la particolare conformazione della strada. Lungo entrambi i lati di corso Garibaldi si susseguono intersezioni, ingressi condominiali, passi carrabili, accessi agli edifici e negozi che devono ricevere quotidianamente merci e forniture. Una serie di interruzioni che riduce gli spazi effettivamente utilizzabili.

«La strada deve essere esaminata metro per metro – sottolinea Vazzano –. Prima di definire il nuovo assetto occorre censire tutti gli accessi, i passi carrabili, le intersezioni, le fermate, le esigenze dei residenti e le necessità operative delle imprese. Un progetto apparentemente semplice sulla carta potrebbe incontrare limiti molto concreti nella realtà quotidiana». CNA propone quindi una mappatura tecnico-economica dell’intero corso. Il censimento dovrebbe individuare gli accessi e i collegamenti con le vie laterali, le attività e le rispettive necessità di approvvigionamento, le aree per il carico e scarico, gli stalli per persone con disabilità, gli spazi per scooter e biciclette, le zone per la sosta breve e le superfici utilizzabili per verde, arredo urbano e ampliamento dei marciapiedi. La questione delle consegne viene considerata decisiva. Con una sola corsia, la fermata di un furgone o di un mezzo della nettezza urbana rischierebbe di bloccare completamente il traffico. Gli spazi di carico e scarico dovrebbero quindi essere distribuiti lungo la strada e utilizzabili negli orari effettivamente necessari alle imprese.

«Le attività non possono ricevere le merci senza spazi dedicati – prosegue il segretario di CNA –. Se non si pianificano correttamente le consegne, i mezzi saranno costretti a fermarsi sulla corsia di marcia, creando congestione e rendendo inefficace il nuovo assetto». Tra le proposte dell’associazione figura l’introduzione della “Sosta di prossimità – 15 minuti”: alcuni parcheggi gratuiti, chiaramente segnalati e sottoposti a controllo, destinati alle commissioni veloci. «Non servirebbero per lasciare l’automobile per ore, ma per acquistare il pane, entrare in farmacia, ritirare un prodotto o utilizzare un servizio – spiega Vazzano –. Con una rotazione effettiva, anche pochi stalli potrebbero essere utilizzati ogni giorno da molti clienti». L’associazione chiarisce di non voler trasformare corso Garibaldi in un parcheggio. L’obiettivo è conservare una soglia minima di accessibilità a sostegno del commercio di vicinato, considerato non soltanto un fattore economico, ma anche un presidio sociale e di sicurezza. «Quando chiude un negozio non perdiamo soltanto un’insegna – evidenzia Vazzano –. Perdiamo un servizio per residenti e turisti, una vetrina illuminata, un luogo frequentato e una parte dell’identità della città».

La riqualificazione dovrebbe essere accompagnata, secondo CNA, anche da un aggiornamento del Piano comunale del commercio. L’associazione sollecita criteri che favoriscano qualità e specializzazione dell’offerta, varietà merceologica, cura delle vetrine, manutenzione dei locali e rispetto degli spazi pubblici, evitando una concentrazione incontrollata di esercizi scarsamente qualificati o tutti uguali. Nel ragionamento entra anche il futuro dell’area dell’ex stazione ferroviaria e del lungomare Italo Calvino. CNA richiama la proposta di project financing presentata negli anni scorsi, che prevedeva un parcheggio interrato da circa 700 posti, spazi pedonali e verdi, servizi e nuove funzioni commerciali. L’associazione chiede al Comune di chiarire lo stato dell’iniziativa e, qualora il progetto non fosse più attuale o realizzabile, di indicare un’alternativa credibile. Un parcheggio di attestamento a pochi minuti dal centro potrebbe infatti compensare la progressiva riduzione degli stalli lungo le vie commerciali. «Se vogliamo una Sanremo più pedonale, verde e vivibile, dobbiamo contemporaneamente offrire a chi arriva in città la possibilità di lasciare l’automobile in un luogo accessibile e vicino al centro – afferma Vazzano –. Prima costruiamo le alternative e poi possiamo ridisegnare gli spazi pubblici con maggiore libertà».

Sul caso è intervenuta anche Fratelli d’Italia. Nell’interpellanza destinata al prossimo consiglio comunale, Consiglio e Balestra chiedono innanzitutto se corrispondano al vero le indiscrezioni sulla riduzione a una sola corsia in direzione ponente e se esistano già atti di indirizzo, relazioni tecniche o studi preliminari commissionati dagli uffici. I due consiglieri ricordano inoltre il precedente risalente all’amministrazione Borea, quando un assetto analogo sarebbe stato abbandonato dopo pochi mesi a causa delle criticità viabilistiche e delle proteste degli esercenti. FdI domanda quindi quali siano le soluzioni realmente al vaglio per la carreggiata e per la gestione della sosta, quali tempistiche siano previste a partire da settembre e se la giunta intenda impegnarsi formalmente a convocare un tavolo urgente con associazioni, commercianti, residenti e portatori di interesse prima di qualsiasi decisione o sperimentazione. Una richiesta di confronto condivisa da CNA, che domanda la partecipazione di tutte le associazioni di categoria, senza esclusioni, quando il progetto sia ancora modificabile e non soltanto dopo la definizione delle scelte. «Non intendiamo aprire una polemica con l’amministrazione – conclude Vazzano –, ma offrire fin da subito la nostra collaborazione. La città deve saper cambiare tutelando ciò che funziona, ascoltando chi ogni giorno lavora sul territorio e riconoscendo alle imprese il ruolo che meritano nella costruzione delle politiche urbane».