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Spaccio in via Arnaldo da Brescia, dopo i video arrivano le minacce ai residenti

Nel primo centro storico di Sanremo clima sospeso tra apparente calma e intimidazioni. Domani nuovo tavolo in Prefettura sulla sicurezza urbana

Sanremo. Dopo le immagini dello spaccio e del consumo di droga in via Arnaldo da Brescia, pubblicate da Riviera24.it e diventate il simbolo di un degrado che i residenti denunciano da mesi, nel primo centro storico di Sanremo il clima resta sospeso tra apparente calma e nuove tensioni. Tra la concattedrale di San Siro e il mercato annonario, dove il vicolo corre parallelo alla frequentatissima via Debenedetti, il problema non sembra essersi esaurito con la diffusione dei filmati. Anzi.

Tra venerdì e sabato, subito dopo le pubblicazioni, in almeno un paio di episodi anch’essi rimasti immortalati dalle telecamere, alcuni soggetti che gravitano nella zona si sono presentati sotto le abitazioni dei residenti, urlando minacce. In un caso, dal video si vede e si sente un uomo italiano minacciare di violenza fisica un residente che da tempo si oppone al clima di degrado e illegalità che attraversa il quartiere. Le immagini, insieme ai filmati che documentavano inequivocabili scambi di sostanza stupefacente e consumo di cocaina in strada, sono state acquisite anche dai carabinieri. Fino a ieri sera, al netto degli episodi di minaccia, la situazione sarebbe rimasta sotto controllo. L’ultimo intervento della polizia è delle 19:50, per un gruppo di stranieri che stava violando l’ordinanza anti alcool in vigore ogni giorno dalle 17 fino alle 8  del mattino. Lo ricorda anche un cartello affisso in più lingue, compreso l’arabo. Una calma che però i residenti definiscono soltanto apparente.

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A contribuire ad abbassare la tensione ci sarebbero stati anche due passaggi aerei delle forze dell’ordine: sia ieri sia l’altro ieri, per due volte nell’arco della mattinata, un elicottero ha sorvolato il centro storico, attraversando anche l’area della Pigna e di San Siro. Una presenza visibile, capace di riportare momentaneamente ordine. Ma, secondo chi vive nella zona, non sufficiente a incidere in modo strutturale su un fenomeno che continua a riproporsi. Il nodo è proprio questo: gli interventi effettuati finora avrebbero portato in alcuni casi al rinvenimento di dosi di stupefacente, ma non in quantità tali da consentire un contrasto più incisivo e definitivo del fenomeno. Le forze dell’ordine, dal canto loro, indicano la zona come costantemente monitorata. I residenti, invece, raccontano una quotidianità fatta di paura, consumo smodato di alcolici in pubblico, consumo di droga all’aperto e presenza stabile di soggetti dediti allo spaccio.

La vicenda di via Arnaldo da Brescia arriva in un momento già delicatissimo per il tema sicurezza a Sanremo. Nelle ultime settimane si sono accavallati diversi episodi di cronaca: risse, aggressioni, il ferimento in piazza Eroi davanti alla torre saracena e anche la rapina ai danni di un giovane del Cuneese brutalmente aggredito nella zona della marina. A questi fatti si aggiunge ora il caso documentato dello spaccio nel cuore del centro storico. Lunedì, in Prefettura, si è svolta una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicata proprio alla situazione sanremese. Il comunicato ufficiale parla di un confronto interistituzionale sui fenomeni legati alla movida serale e notturna, alla luce degli episodi verificatisi nell’ultimo fine settimana nei principali luoghi di aggregazione. Nel documento viene sottolineato che, in diversi casi, l’intervento tempestivo delle pattuglie delle forze di polizia avrebbe garantito una risposta coordinata tra polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza.

Nel vertice, presieduto dal prefetto Antonio Giaccari, erano presenti il questore Andrea Lo Iacono, il comandante provinciale dei carabinieri Simone Martano, il vice comandante del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza Mario Segreto, il comandante dei vigili del fuoco Gian Carlo Paternò e, per il Comune di Sanremo, il sindaco Alessandro Mager e il presidente del consiglio comunale Alessandro Il Grande, oltre al comandante della polizia locale Fulvio Asconio. Nel comunicato della Prefettura si parla di volontà comune di proseguire nel percorso di prevenzione e presidio già avviato, con l’obiettivo di bilanciare le esigenze degli operatori economici con la sicurezza e la tranquillità dei residenti, anche in vista dell’aumento delle presenze turistiche estive. Tra le ipotesi indicate ci sono il rafforzamento dei presidi delle forze di polizia, il potenziamento dell’illuminazione nelle aree più sensibili e il possibile ricorso a personale di supporto per i gestori degli esercizi pubblici. Leggasi vigilanza privata. È stata inoltre condivisa l’esigenza di regolamentare gli orari di apertura degli esercizi pubblici nelle fasce e nei luoghi di maggiore affluenza, per evitare possibili “focolai di tensione” e garantire il rispetto delle regole nella somministrazione di alcolici, con controlli mirati da parte della polizia locale.

Dietro la formula istituzionale, però, resta una distanza di vedute piuttosto evidente. Da una parte l’amministrazione comunale, che da mesi insiste sulla necessità di rafforzare gli organici delle forze dell’ordine in una città che è la più popolosa del Ponente ligure, ha forte vocazione turistica, ospita il Casinò, richiama migliaia di giovani nei weekend e concentra locali, discoteche e aree sensibili. Dall’altra, la linea emersa dai vertici provinciali della sicurezza appare più rassicurante: i presidi ci sono, il monitoraggio è in corso e non verrebbero ravvisate criticità tali da modificare radicalmente l’impianto attuale. Il Comune, invece, continua a chiedere più uomini o, in alternativa, un presidio stabile del reparto prevenzione crimine, già impiegato in passato nei periodi di maggiore afflusso con risultati considerati positivi sul piano del controllo del territorio. È su questo punto che si misura oggi la distanza tra la percezione di chi governa la città e di chi vive nei quartieri più esposti, e la valutazione degli apparati provinciali di ordine pubblico.

Domani il tema tornerà nuovamente sul tavolo. È infatti in programma un nuovo comitato in Prefettura, questa volta con la partecipazione delle associazioni di categoria, nell’ambito del confronto sulle misure da adottare per la stagione estiva e sul protocollo per la prevenzione di atti illegali e situazioni di pericolo negli esercizi pubblici. Per via Arnaldo da Brescia e dintorni, però, la domanda resta aperta: quanto tempo servirà ancora prima che le immagini, le denunce e ora anche le minacce ai residenti si traducano in una risposta percepibile, stabile e definitiva? Perché nel cuore storico di Sanremo, a due passi da San Siro e dal mercato, la calma di queste ore non basta a cancellare mesi di denunce.