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Accolta la tesi della pubblica accusa

Imperia. Il giudice monocratico del tribunale di Imperia Eleonora Billeri ha pronunciato stamane una sentenza di condanna a 3 anni di reclusione e 15 mila euro di multa nei confronti di Enrica Massone: la donna originaria di Torino accusata di diversi reati tra cui falso ideologico, esercizio abusivo della professione medica e truffa, per essersi spacciata come medico e aver lavorato presso l’ospedale Saint Charles di Bordighera nel 2023.

Per l’imputata, il pubblico ministero Lorenzo Fornace (procuratore aggiunto di Imperia) aveva chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi, mentre l’avvocato della difesa, Giovanni Cicerano, aveva chiesto l’assoluzione per la sua assistita in quanto da lui ritenuta totalmente incapace di intendere e volere.

L’imputata è stata condannata anche al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni in favore delle parti civili: l’azienda socio sanitaria imperiese, l’ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Milano e Cura Medica spp, da liquidarsi in separata sede.

Per essere assunta e lavorare nel nosocomio bordigotto, Massone aveva dichiarato di essersi laureata in Medicina e Chirurgia all’Università Bicocca di Milano e di essere iscritta all’Ordine dei medici della Lombardia, presentando tali credenziali alle cooperative che gestivano alcuni reparti per conto della Asl 1.

Le indagini hanno però accertato una realtà ben diversa: la donna era in possesso della sola licenza media, mentre il titolo di laurea risultava contraffatto. Nonostante ciò, è riuscita a coprire alcuni turni persino nel punto di primo intervento dell’ospedale, dove è stata “scoperta” dai colleghi.

Nel frattempo, Massone si trova detenuta a Torino, sua città di origine, dove sta scontando una condanna definitiva a 4 anni e 3 mesi di reclusione, diventata irrevocabile lo scorso ottobre. La pena riguarda un altro episodio di truffa: la donna era riuscita a farsi nominare amministratore di sostegno di una coppia di anziani coniugi torinesi, appropriandosi per alcuni mesi delle loro pensioni. Contestualmente, aveva omesso di versare le rette della struttura che ospitava le due vittime.