Diano Marina, tre minorenni pestati dalla baby gang
L’episodio nella notte tra sabato e domenica. Secondo la ricostruzione al vaglio dei carabinieri, il gruppo sarebbe stato accerchiato e picchiato da una ventina di giovani
Diano Marina. Tre ragazzi non ancora maggiorenni sono stati accerchiati, picchiati e derubati nella notte tra sabato e domenica sul lungomare di Diano Marina. L’episodio, denunciato ai carabinieri, è ora al vaglio dell’Arma, chiamata a ricostruire con precisione dinamica, responsabilità e numero effettivo delle persone coinvolte, cercando di dare risposte rapide e proporzionate alla gravità dei fatti accaduti.
Secondo quanto emerge, i tre minorenni, tutti classe 2009, stavano camminando quando avrebbero incrociato un primo gruppo di giovani. Da lì sarebbero partite provocazioni e atteggiamenti aggressivi. I ragazzi avrebbero provato a evitare lo scontro, spiegando di non essere del posto e di non voler problemi, ma la situazione sarebbe rapidamente degenerata. Nel giro di pochi minuti, il primo gruppo avrebbe chiamato altri giovani, alcuni dei quali maggiorenni. I tre sedicenni sarebbero quindi stati circondati e colpiti con calci e pugni da un gruppo molto più numeroso, stimato in oltre una decina di persone.
Ad avere la peggio è stato uno dei minorenni, accompagnato in pronto soccorso prima a Imperia, e poi, per ulteriori accertamenti, nel luogo di residenza in Lombardia, con il naso fratturato, contusioni diffuse, tumefazioni e graffi. Prognosi di 30 giorni. Le sue condizioni non sarebbero gravi, ma l’episodio ha avuto conseguenze fisiche e psicologiche rilevanti. Durante l’aggressione sarebbe avvenuto anche il furto di alcuni effetti personali. Un elemento che, insieme alla dinamica descritta, sposta il fatto oltre la semplice lite tra ragazzi e apre ora il campo agli accertamenti dei carabinieri.
Resta anche il tema del contesto in cui tutto sarebbe avvenuto. L’aggressione si sarebbe consumata sul lungomare, in una zona frequentata nel fine settimana, senza che nessuno intervenisse concretamente per fermare il pestaggio. Una circostanza che alimenta ulteriore preoccupazione, anche perché episodi di tensione tra gruppi di giovani sarebbero stati segnalati più volte nell’ultimo periodo. Le indagini dovranno ora verificare eventuali immagini di videosorveglianza, raccogliere testimonianze e individuare i responsabili. L’obiettivo è chiarire se si sia trattato di un’aggressione organizzata dopo un diverbio casuale o di un episodio maturato dentro dinamiche già note tra gruppi che gravitano nella zona.
(In copertina, un’immagine delle ferite riportate dal giovane aggredito)


