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Collettore rotto e spiagge off limits, Progetto Comune porta il caso in Consiglio

«Chiarezza su responsabilità, tempi e danni»

Taggia. Il caso del collettore fognario rotto a valle del ponte sull’Argentina approda in Consiglio comunale. Dopo giorni di emergenza, pompe al lavoro sulla passeggiata a mare e divieti di balneazione che hanno colpito il litorale di Arma nel primo vero weekend d’estate, il gruppo consiliare Progetto Comune ha presentato un’interrogazione, a firma della consigliera Fulvia Alberti, che sarà discussa nella seduta del 25 giugno.

L’obiettivo è fare chiarezza sulle responsabilità che hanno portato alla situazione attuale, sui tempi per il ripristino definitivo della piena funzionalità del sistema fognario e sulle eventuali conseguenze economiche per Comune, attività produttive e cittadini.

«Pur riconoscendo l’impegno profuso dall’Amministrazione comunale e dagli uffici per fronteggiare l’emergenza e limitare i disagi a cittadini e operatori economici – afferma Fulvia Alberti – riteniamo doveroso comprendere come si sia arrivati a questa situazione e quali misure siano previste per evitarne il ripetersi».

Il caso nasce dalla rottura del collettore fognario a valle del ponte sull’Argentina, infrastruttura che raccoglie i reflui provenienti da Arma, nella zona a sud della pista ciclopedonale, e dall’area ovest di Castelletti, per un bacino stimato tra le 4 e le 5 mila persone. Una criticità che preoccupa ancora di più in vista dell’aumento delle presenze turistiche nel mese di luglio, quando il volume dei reflui da gestire è destinato a crescere sensibilmente.

Secondo Progetto Comune, la questione del collettore era nota già durante la discussione sul progetto del nuovo ponte. La presenza della condotta fognaria a valle dell’opera e le possibili interferenze con i lavori di demolizione e ricostruzione erano infatti già state evidenziate nei mesi precedenti. Da qui una delle domande centrali dell’interrogazione: perché la deviazione provvisoria del tratto interessato, che secondo quanto emerso pubblicamente avrebbe potuto essere realizzata già a gennaio dal gestore del servizio idrico integrato, non sia stata eseguita prima dell’avvio della costruzione del nuovo ponte.

«È stato riferito – osserva Alberti – che l’intervento preventivo sarebbe stato considerato troppo oneroso. Oggi, tuttavia, ai mancati lavori si aggiungono i costi significativi degli interventi straordinari necessari per gestire l’emergenza. È quindi legittimo domandarsi se una soluzione preventiva non sarebbe risultata più efficace ed economicamente sostenibile».

Dal 9 giugno, ricostruisce il gruppo consiliare, la situazione si è aggravata al punto da costringere l’Amministrazione comunale ad adottare diverse ordinanze e a richiedere l’intervento della Prefettura per sollecitare le iniziative necessarie da parte di Riviera Acqua. Il 18 giugno, inoltre, Riviera Acqua avrebbe prospettato un intervento basato sull’installazione di nuove pompe, con tempi di attuazione stimati in circa dieci giorni. Nel frattempo sono state ipotizzate ulteriori soluzioni tecniche per la raccolta e la gestione dei liquami.

Nel comunicato, Progetto Comune ricorda anche il contesto più ampio in cui si inserisce la vicenda: la demolizione del vecchio ponte sull’Argentina nel 2025, la mancata realizzazione della passerella provvisoria che avrebbe dovuto garantire la continuità della pista ciclopedonale e le criticità vissute nei mesi di maggiore afflusso, dalle vacanze di febbraio a Pasqua fino ai ponti primaverili. Residenti e operatori, sottolinea il gruppo, si sono trovati spesso a dare indicazioni ai ciclisti rimasti senza collegamento diretto, costretti a percorrere l’Aurelia in condizioni non sempre ottimali di sicurezza.

A queste difficoltà, secondo Progetto Comune, si sono aggiunti altri ritardi legati all’avvio della stagione turistica, tra procedure tardive per l’assegnazione degli stabilimenti balneari e criticità nella gestione delle spiagge libere attrezzate. Quando il comparto sembrava pronto a entrare nella stagione estiva, la rottura del collettore ha aperto una nuova emergenza, con ricadute dirette sul mare, sulle spiagge e sull’immagine turistica di Arma di Taggia.

Attraverso l’interrogazione, Progetto Comune chiede quindi di conoscere i tempi previsti per la risoluzione definitiva del problema e per il pieno ripristino della funzionalità del sistema fognario. Il gruppo domanda inoltre quali responsabilità siano eventualmente attribuibili a Riviera Acqua e al socio privato Acea Molise in relazione alla mancata esecuzione degli interventi ritenuti necessari e ai disagi arrecati alla collettività.

Altro punto centrale riguarda i danni. Progetto Comune chiede se l’Amministrazione comunale intenda attivarsi per richiedere il risarcimento degli eventuali danni subiti dal Comune, dalle attività economiche e dalla cittadinanza. Una richiesta che arriva dopo un fine settimana segnato da spiagge semivuote, disdette e preoccupazione tra gli operatori turistici e balneari.

Infine, il gruppo consiliare punta l’attenzione sulle possibili ripercussioni dell’emergenza sul cronoprogramma dei lavori del nuovo ponte sull’Argentina, opera considerata strategica per il territorio e attesa da anni dalla comunità.

«I cittadini hanno diritto di conoscere le ragioni di quanto accaduto, le responsabilità dei soggetti coinvolti e le tempistiche certe per il ritorno alla normalità. Su questi temi continueremo a svolgere il nostro ruolo di controllo e proposta nell’interesse della comunità», conclude Alberti.