Logo

In via di risoluzione la rottura di un collettore provocato da un’impresa esterna. I balneari: “Danni per decine di migliaia di euro a weekend”

Taggia. Spiagge vuote, prenotazioni cancellate, clienti arrivati dalla Francia e costretti a tornare indietro, alberghi colpiti dall’effetto domino del divieto di balneazione. Dopo il primo vero weekend d’estate con il litorale off limits, ad Arma di Taggia si comincia a fare la conta dei danni. Una conta ancora parziale, ma già pesantissima per il comparto turistico-balneare, mentre il Comune annuncia l’incarico a un legale per tutelare l’ente e la collettività a fronte delle conseguenze provocate dall’emergenza fognaria.

Il divieto di balneazione, scattato dopo le criticità legate alla rete fognaria e agli sversamenti a mare, ha colpito nel momento più delicato: il primo fine settimana della stagione estiva, con il caldo, l’arrivo dei turisti giornalieri e le prime prenotazioni settimanali. Tra gli operatori il quadro è netto. «Io ieri praticamente non ho potuto accogliere un cliente», racconta una balneare (vedi video intervista). «Il 100 per cento delle persone che avevo prenotato, quelle che volevano farsi una settimana, hanno dato disdetta totale. È presumibilmente una perdita di 15 mila euro a weekend, perché ho bar, ristorante e spiaggia».

Per altri stabilimenti il calo è stato di poco inferiore, ma comunque devastante. «Siamo più piccoli, ma avevamo prenotazioni che sono state disdette. Anche i giornalieri francesi li abbiamo persi. Stimo il 90 per cento di disdette: il 10 per cento è rimasto perché affezionato, ma se ne andrà presto anche lui. È un disastro». Il danno non riguarda soltanto gli stabilimenti balneari. Anche gli alberghi stanno pagando il prezzo del mare vietato. «Come alberghi abbiamo avuto perdite almeno dell’80 per cento», spiega un operatore, «perché le prenotazioni di una settimana sono state cancellate per l’impossibilità di fare il bagno. Anche una buona parte del turismo giornaliero del weekend è venuta meno. È stata una brutta pubblicità per Arma di Taggia e per l’ospitalità di Arma». Poi la frase che riassume il clima tra gli esercenti: «Ci sentiamo un po’ abbandonati. Abbiamo bisogno di far capire ai nostri clienti quello che sta succedendo, per tutelare le nostre attività e il turismo della città. Serve un ritorno alla normalità: non solo della balneazione, ma del nostro lavoro».

Al Victoria Beach, la perdita di accessi viene stimata nell’ordine dell’80 per cento sia sabato sia domenica. Spiega Claudia «Venerdì un po’ meno, perché la gente ha tentato comunque di stare in spiaggia. Il grosso problema sono stati i francesi: molti non sono riuscita ad avvertirli, avevo 400 messaggi su WhatsApp. Si sono fatti chilometri da Nizza, Monaco e Mentone, sono arrivati con i bambini e, davanti al divieto di balneazione, non se la sono sentita. Ho ricevuto anche mail: non insulti, ma clienti che se la sono presa con noi perché non li avevamo avvertiti. Era quasi impossibile anche per noi». Situazione analoga ai Tre Alberi Beach, dove il calo viene quantificato in circa 180 presenze in meno. «Tanti li abbiamo avvisati noi – racconta Bruno -, perché venendo da fuori non sapevano e hanno preferito non venire, visto il caldo. Altri sono arrivati qui e si sono trovati l’amara sorpresa». Le conseguenze si sono allargate subito oltre la spiaggia: «Buona parte dei clienti che avevano prenotato gli alberghi ha disdetto le camere ed è andata via. Ne risentono anche i ristoranti, tutto l’indotto: la gente viene in spiaggia, la sera va a mangiare fuori, chi affitta casa o prende un albergo ha deciso di andare su altre mete».

riviera24 - mario conio

Nel frattempo, questa mattina sono stati effettuati nuovi campionamenti. Gli operatori attendono risposte e tempi certi per la revoca dei divieti, mentre il Comune rivendica di avere agito con provvedimenti d’urgenza per contenere il danno ambientale. A fare il punto è il sindaco Mario Conio. «La situazione si sta già avvicinando alla normalità. Gli spurghi si stanno facendo in maniera continuativa dalla nostra somma urgenza di sabato 13 giugno», spiega il primo cittadino. «Abbiamo fatto una somma urgenza perché avevamo preso atto che questi spurghi sulla linea fognaria di Arma fossero indispensabili per limitare al massimo i potenziali sversamenti a mare. Avevamo anche preso atto che, nonostante la nostra ordinanza, non si stavano effettuando con la dovuta dovizia». Conio, profondamente amareggiato per quanto sta accadendo, ricostruisce anche il confronto con Rivieracqua e con la Prefettura: «Rivieracqua è intervenuta dopo il confronto con il Comune e il Prefetto. Era indispensabile e urgentissimo intervenire per scongiurare il danno ambientale. Quello che mi fa arrabbiare è che siano state necessarie una diffida, tre ordinanze, la sostituzione del municipio nei confronti dell’azienda e la denuncia penale della nostra polizia locale alla Procura della Repubblica per inottemperanza alle ordinanze fatte».

Il sindaco entra poi nel merito della vicenda tecnica. «Circa un anno fa, in previsione dei lavori di demolizione e ricostruzione del ponte sull’Argentina, è stata rimossa la linea attaccata al ponte ed è stata messa una linea provvisoria in subalveo per superare il fiume. Il problema che è emerso è che è stata danneggiata la linea Castelletti-passeggiata a mare, che portava verso la stazione di sollevamento della zona situata sulla sponda destra del torrente». Le responsabilità, precisa il primo cittadino, dovranno essere accertate: «Si accerterà chi è stato il responsabile, ma nelle more di questo c’è l’obbligo per il gestore Rivieracqua di riparare il danno».

Il Comune, dunque, si considera parte lesa. «Il sindaco avrebbe potuto limitarsi a mettere i divieti e revocarli quando possibile», sottolinea Conio. «In realtà ci siamo attivati con una serie di ordinanze e infine anche sostituendoci al soggetto responsabile. Il Comune è parte lesa e abbiamo già incaricato un legale per tutelare gli interessi della collettività di Taggia di fronte a questa situazione». Una mossa che apre ora un nuovo fronte: quello dei danni. Danni per gli stabilimenti balneari, per gli alberghi, per i ristoranti, per l’intero indotto turistico e per l’immagine di Arma di Taggia, costretta ad affrontare il primo weekend d’estate con il mare vietato proprio nei giorni in cui la stagione avrebbe dovuto entrare nel vivo.