Addio alla rievocazione delle moto? Il Comitato: «Circuito impraticabile, puntiamo sulle auto»
Dopo la cancellazione dell’evento motociclistico e la disponibilità di Open Fiber a slittare i lavori, una lettera al direttore riaccende le polemiche. Jug Cardone: «Rischi troppo alti, servono subito 150 mila euro»
Ospedaletti. Non solo la fibra. E forse, a questo punto, nemmeno soprattutto la fibra. Dietro l’annullamento della IX edizione della Rievocazione storica motociclistica di Ospedaletti, l’evento più identitario della cittadina delle rose nato nel 2008 dall’intuito dell’ex giunta del sindaco Eraldo Crespi, c’è un problema più ampio: lo stato complessivo del tracciato, giudicato dal Comitato organizzatore non più compatibile con le condizioni minime di sicurezza necessarie per far correre moto storiche, spesso di altissimo valore, su un circuito cittadino.
Dopo giorni di polemiche, prima per l’annuncio del Comune e poi per la smentita dell’impresa impegnata nei lavori di posa della fibra, a chiarire la posizione degli organizzatori è Jug Cardone, presidente del Comitato circuito di Ospedaletti. Una presa di posizione che sposta il baricentro della vicenda: il cantiere della fibra, spiega, è solo una parte del problema. Il nodo vero è il circuito nel suo insieme. «Purtroppo il Comune ha fatto lo sbaglio di puntare la propria comunicazione sul fatto che non si potesse fare per via degli scavi della fibra – spiega Cardone –. Ma in realtà quei lavori sono un’aggravante. Il problema è molto più ampio». Il presidente del Comitato passa in rassegna i punti critici del percorso: «Il tratto del Piccadilly, asfaltato due anni fa, è di nuovo tutto rovinato. Alla staccata del Gallo Nero c’è un dosso importante e ci sono buche continue. Alla curva di Gilberto (zona protezione civile) ci sono altri buchi per interventi sull’acquedotto. Alla curva a sinistra del bivio per Coldirodi c’è stata una rottura dell’acquedotto con un altro dosso. Al bivio delle Porrine il ripristino definitivo è già stato fatto, ma il risultato è incommentabile. E poi ci sono diversi tombini che creano scalini pericolosi».
Un quadro che, secondo gli organizzatori, rende impraticabile l’evento nelle condizioni attuali. Anche perché la rievocazione non è una semplice sfilata, ma una manifestazione che comporta responsabilità precise. «Come Comitato – sottolinea Cardone – tutte le responsabilità sono a carico nostro, con tanto di facoltà di rivalersi nei nostri confronti in caso di negligenza. Se rispettassimo il piano sicurezza, non si potrebbero superare i 50 chilometri all’ora. Ma se qualcuno cade, si fa male o danneggia la moto, rischiamo di rimanerci in mezzo noi». Il timore non è teorico. «Già due anni fa abbiamo avuto diverse cadute, nonostante fossero stati asfaltati alcuni tratti. Con le condizioni attuali non si può fare nemmeno la rievocazione automobilistica. Per le quattro ruote servirebbero almeno 150mila euro di investimento da parte del Comune per rendere il percorso sicuro. Per le due ruote vedremo, ma le speranze sono minime». Cardone riferisce anche di un sopralluogo effettuato con l’assessore Giuseppe Lombardo, impresario di professione, dal quale sarebbe emersa una stima molto pesante: per rendere il circuito almeno “mezzo decente”, l’intervento sugli asfalti richiederebbe circa 300mila euro. Una cifra oggi ancora più difficile da affrontare, alla luce dell’aumento dei costi del bitume e delle lavorazioni.
La decisione di annullare, quindi, era nell’aria. «Abbiamo sperato fino all’ultimo in una soluzione – è il ragionamento che filtra dal Comitato – ma una soluzione non c’è stata». Anche l’ipotesi di ridurre ulteriormente la velocità o di far procedere i partecipanti dietro la safety car non viene considerata una vera alternativa. «Se li facciamo venire in queste condizioni, magari costretti a rimanere dietro la safety, poi rischiamo che non vengano più». E il danno, per Ospedaletti, non è soltanto simbolico. Le iscrizioni, spiega Cardone, erano già arrivate da Belgio, Olanda, Germania e Spagna, con numeri in linea con le edizioni precedenti: oltre 150 partecipanti, senza contare gli ospiti e i campioni attesi a corollario dell’evento. Un indotto importante per bar, ristoranti e attività commerciali, in un paese che continua a rivendicare la propria vocazione turistica ma che perde un’altra delle poche manifestazioni capaci di distinguerlo davvero, dopo che la giunta Cimiotti aveva già tagliato la rassegna “Jazz sotto le stelle”, che all’auditorium comunale ha portato, per oltre 10 anni, i più grandi jazzisti dello scenario internazionale. Ora, il rischio concreto, è che la rievocazione storica motociclistica potrebbe scomparire per sempre. Infatti, il tempo non lavora a favore delle due ruote. Le moto storiche più preziose stanno progressivamente scomparendo dai paddock: molti proprietari sono anziani, diversi mezzi finiscono nei musei dopo la loro scomparsa e i grandi pezzi da collezione circolano sempre meno. I Benelli quattro cilindri delle prime edizioni, moto da 500-600mila euro che avevano dato prestigio alla storica ripartenza della rievocazione, oggi non si vedono quasi più. Lo stesso vale per molte MV Agusta e per altri esemplari che avevano contribuito a costruire il fascino internazionale dell’evento. Per questo, se la rievocazione avrà ancora un futuro, potrebbe essere un futuro sempre più legato alle quattro ruote. Ma anche in quel caso serviranno investimenti, programmazione e soprattutto un circuito all’altezza della sua storia. Perché Ospedaletti possiede ancora una rarità: un tracciato cittadino, l’unico vero in Italia, rimasto nella memoria del motorismo europeo. Il problema, oggi, è decidere se quella memoria meriti davvero di essere mantenuta viva.
Il sindaco: «Faremo tutto il possibile, ma quest’anno è finita». Sul tema è intervenuto anche il sindaco Daniele Cimiotti, che, intervistato ieri a margine del consiglio comunale, ha sostanzialmente confermato le preoccupazioni espresse dal Comitato organizzatore. Il primo cittadino ha riconosciuto che, nelle condizioni attuali, la rievocazione motociclistica è effettivamente a rischio e ha assicurato che il Comune è pronto a percorrere ogni strada possibile per ottenere il corretto ripristino degli asfalti da parte delle imprese che hanno eseguito gli interventi sul circuito cittadino.
«Faremo tutto ciò che sarà necessario – è il ragionamento del primo cittadino–. Se servirà ci rivolgeremo ai tribunali, agli enti competenti e a tutte le istituzioni che possono aiutarci a far valere le ragioni del Comune. Non è accettabile che gli asfalti vengano restituiti in queste condizioni». Cimiotti ha confermato anche la stima già emersa durante i sopralluoghi effettuati con il Comitato: per riportare l’intero circuito in condizioni ottimali servirebbero circa 300 mila euro. Una cifra che Palazzo Comunale non ha oggi a disposizione e che, anche qualora fosse disponibile, dovrebbe inevitabilmente confrontarsi con altre priorità del territorio. «Abbiamo situazioni più urgenti che riguardano il paese e che non possono essere trascurate», ha spiegato.
Il sindaco ha però allargato il ragionamento oltre i confini di Ospedaletti. Secondo Cimiotti il problema non riguarda soltanto il circuito della rievocazione, ma molti comuni liguri alle prese con le conseguenze dei cantieri per la posa della fibra ottica. Da qui la proposta di un intervento sovracomunale: «Serve che la Regione Liguria si faccia carico del problema e valuti un piano straordinario per gli asfalti. I danni lasciati dagli scavi per la fibra stanno creando difficoltà diffuse e non possono essere affrontati singolarmente da ogni Comune». Se sul futuro della manifestazione motociclistica restano dunque molte incognite, una certezza c’è già. Per l’edizione 2026 il capitolo è definitivamente chiuso. «Non esistono margini per recuperare l’evento», ha confermato il sindaco. Diverso il discorso per il prossimo anno, quando l’obiettivo dell’amministrazione sarà quello di riportare almeno le quattro ruote sul tracciato cittadino. «In un modo o nell’altro il circuito sarà pronto per ospitare la rievocazione automobilistica», è l’impegno assunto dal primo cittadino.
Lettera al direttore. A riaccendere il dibattito è una lettera al direttore inviata ieri pomeriggio, da un residente. Il punto, secondo il cittadino, non è soltanto l’annullamento in sé, ma il segnale che arriva da una comunità che vive di turismo e che perde, senza nemmeno un rinvio, la manifestazione capace più di altre di richiamare appassionati, pubblico e indotto. «Il Comune di Ospedaletti vive di turismo e, mentre gli uffici e l’assessore cercano di fare il massimo, il primo cittadino continua a non comprendere che senza denari e investimenti nel comparto Turismo e Manifestazioni a risentirne è tutto l’indotto economico e commerciale del paese», scrive il lettore, puntando il dito contro quella che considera una mancanza di programmazione.
(In copertina, a sinistra la prima rievocazione storica con Agostini e Lucchinelli. A destra le condizioni dell’asfalto in via Cavour)









