Resa dei conti
|Terremoto Fratelli d’Italia. I dirigenti con Berrino. Russo resiste: «Cambiare per salvare il partito»
E dopo Bordighera, a Sanremo Anima tende la mano ai civici dell’opposizione matuziana
Imperia. Doveva essere una riflessione politica sulle elezioni comunali di Bordighera. Nel giro di ventiquattr’ore si è trasformata in un terremoto di decimo grado interno al centrodestra imperiese. Al centro dello scontro, ancora una volta, c’è il tema che da mesi attraversa il Ponente ligure: il rapporto tra identità di partito e civismo trasversale.
Da una parte il senatore Gianni Berrino, storico volto della destra sanremese e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, convinto che il centrodestra debba restare chiaramente alternativo al Partito Democratico anche nelle amministrative locali. Dall’altra la consigliera regionale Veronica Russo, esponente dello stesso partito, che invece rivendica la necessità di aprirsi, soprattutto nei piccoli Comuni, a esperienze civiche larghe, fondate più sulle persone e sulle competenze che sulle appartenenze ideologiche.
Il detonatore è stata l’intervista rilasciata ieri mattina da Berrino a Riviera24.it, nella quale il senatore commentava la vittoria di Marzia Baldassarre a Bordighera. Una vittoria che, secondo lui, rappresenta l’ennesimo caso in cui pezzi di centrodestra finiscono per portare il Pd al governo di città importanti del Ponente. Nel mirino gli accordi politici trasversali tra Forza Italia, Lega, civici moderati e centrosinistra, già visti – a suo giudizio – a Sanremo e Vallecrosia. Berrino rivendicava la scelta di Fratelli d’Italia di sostenere Massimiliano “Chicco” Iacobucci, poi arrivato terzo dietro Baldassarre e Davide Sattanino, e parlava apertamente di una linea incompatibile con quella del partito di Giorgia Meloni: «Noi siamo e rimaniamo alternativi al Pd».
Da lì si è aperto il vaso di Pandora. A replicare per primi sono stati il segretario provinciale di Forza Italia Simone Vassallo e il commissario della Lega Armando Biasi, entrambi schierati a difesa del modello civico. Vassallo ha rivendicato il sostegno a Baldassarre come scelta amministrativa, ricordando che la neo sindaca è iscritta a Forza Italia e che a Bordighera nessuna lista aveva simboli di partito. Biasi è andato oltre, accusando Fratelli d’Italia di incoerenza e richiamando il caso Vallecrosia, dove – secondo il commissario leghista – esponenti vicini a FdI avrebbero sostenuto esperienze civiche o comunque trasversali. Poi è intervenuto Maurizio Morabito, consigliere di minoranza a Camporosso, ex vicesindaco della giunta Gibelli e oggi commissario di Forza Italia per la Val Nervia, sostenendo che il primo “inciucio” con il Pd sarebbe nato proprio nell’orbita di Berrino, ricordando quanto avvenuto alle amministrative camporossine e i rapporti politici maturati attorno alla figura del sindaco Davide Gibelli.
Ma il terremoto vero è proprio è scoppiato in tarda serata, quando Veronica Russo ha diffuso una lunghissima nota politica che, di fatto, rappresenta una sfiducia pubblica alla gestione provinciale del partito. Un documento ponderato per ore, discusso e limato fino a tarda sera, nel quale la consigliera regionale di Fratelli d’Italia ha contestato frontalmente la linea di Berrino, accusando il partito locale di essere diventato «chiuso, autoreferenziale e incapace di costruire alleanze ampie e credibili sui territori». Russo ha difeso il civismo amministrativo, sostenendo che nei piccoli Comuni i cittadini votano soprattutto persone credibili e competenti e non le appartenenze ideologiche. Ha denunciato l’isolamento politico del partito in provincia di Imperia e ha soprattutto messo in discussione il doppio standard utilizzato da Fratelli d’Italia nelle varie realtà locali. Sul tavolo ha posto tutti i casi più delicati degli ultimi anni.
Quello di Vallecrosia, dove il sindaco Fabio Perri, proveniente da un percorso vicino alla destra, governa insieme all’ex segretario provinciale del Pd Cristian Quesada. Quello di Camporosso, dove la ricandidatura di Gibelli aveva già fatto discutere per la presenza, alla sua presentazione, di figure riconducibili a Fratelli d’Italia. Quello di Bordighera, dove nella lista vincente di Baldassarre erano presenti ex esponenti o figure vicine a FdI, come Massimiliano Di Vito. Ma soprattutto quello di Imperia, probabilmente il precedente politicamente più clamoroso di tutti. Fu lì infatti che si consumò uno dei momenti di maggiore tensione interna tra la linea di Berrino e i vertici nazionali del partito. Claudio Scajola, candidato civico senza simboli di partito (non era ancora rientrato ufficialmente in Forza Italia, ndr), attraverso un’interlocuzione diretta con i massimi livelli nazionali di Fratelli d’Italia – secondo molte ricostruzioni si fecero avanti spontaneamente il responsabile nazionale Giovanni Donzelli e il presidente del Senato Ignazio La Russa – portò di fatto alla sconfessione della linea sostenuta da Berrino sul candidato Luciano Zarbano. L’ex colonnello dei carabinieri, inizialmente indicato come riferimento del centrodestra identitario, fu costretto a ritirarsi e a correre con una propria lista civica dal titolo eloquente: “Imperia senza padroni”. Un episodio che molti, oggi, rileggono come il precedente più evidente della frattura emersa apertamente in queste ore.
Questa mattina Berrino, contattato da Riviera24.it, ha scelto di non commentare direttamente le dichiarazioni di Veronica Russo. Un silenzio che però, per toni e modalità, lascia intuire come lo scontro sia ormai arrivato a un livello difficilmente ricomponibile. Anche perché nel frattempo il partito si è mosso. In mattinata sono arrivate diverse note stampa di sostegno al coordinatore provinciale. La più significativa è quella firmata dai segretari cittadini di Fratelli d’Italia della provincia di Imperia, che hanno ribadito compattezza attorno alla leadership di Berrino e alla linea politica identitaria del partito. A firmare la nota sono i segretari cittadini di Fratelli d’Italia della provincia di Imperia: Antonino Consiglio per Sanremo, Paolo Strescino per Imperia, Ino Isnardi per Ventimiglia, Sergio Alberti per Taggia, Veronica Albanese per Bordighera, Lorenza Bellini per San Lorenzo al Mare e Luca Spandre per Diano Marina. I segretari cittadini rivendicano «una linea politica chiara, coerente e condivisa», fondata sui valori del centrodestra e su un’identità precisa, sostenendo che Fratelli d’Italia non utilizza il civismo «come contenitore indistinto per giustificare accordi innaturali». Nella nota si ribadisce il sostegno alla leadership provinciale del senatore Gianni Berrino e si afferma che «il centrodestra unito resta l’unica proposta credibile per amministrare i territori». Una risposta politica chiara alla consigliera regionale, che secondo molti osservatori potrebbe preludere a una vera resa dei conti interna. Sullo sfondo si parla già apertamente della possibilità di una richiesta di espulsione o comunque di allontanamento della Russo dal partito. Ma la consigliera regionale, forte probabilmente anche di riferimenti che vanno oltre il livello provinciale, sembra pronta a dare battaglia fino in fondo. Dietro l’angolo ci sono le politiche e con la nuova legge elettorale in discussione, tutto è possibile. Mentre Fratelli d’Italia si lacera internamente, il civismo rialza la testa anche a Sanremo.
Questa mattina il movimento Anima, perno della maggioranza del sindaco Alessandro Mager, ha diffuso una nota politica che va ben oltre la semplice replica a Fratelli d’Italia. Il movimento rivendica infatti il modello civico come risposta alla crisi della politica tradizionale e lancia un messaggio molto preciso: aprire un confronto con le altre realtà civiche cittadine, comprese quelle oggi all’opposizione. Un passaggio tutt’altro che banale. Nel documento vengono citate espressamente Anima, Sanremo al Centro, Idea, Forum, Sanremo Domani e Andiamo. Resta invece fuori Generazione Sanremo e l’area riconducibile a Fulvio Fellegara, cioè la componente più direttamente legata al centrosinistra. Il messaggio politico appare evidente: tentare di costruire un’ulteriore estensione civica e moderata della maggioranza Mager, coinvolgendo proprio quei movimenti che alle ultime amministrative rappresentavano il civismo di centrodestra. In particolare Sanremo Domani, lista dell’ex candidato sindaco Gianni Rolando, e Andiamo, riferimento dell’ex sindaco Maurizio Zoccarato. Un’ipotesi che rischia di isolare ulteriormente Fratelli d’Italia nella città matuziana.
Per mesi infatti sembrava naturale un possibile avvicinamento tra Berrino (già reggente del turismo per Regione Liguria) e alcuni esponenti forti dell’amministrazione Mager, soprattutto l’assessore alle Manifestazioni Alessandro Sindoni ma anche altri esponenti di Anima, protagonisti di un asse politico-amministrativo molto stretto con l’assessore regionale Luca Lombardi, anch’egli espressione sanremese di Fratelli d’Italia, sempre con delega al Turismo. Ora però quello scenario appare improvvisamente cambiato. Se davvero il civismo sanremese dovesse trovare una sintesi più ampia anche con parte dell’opposizione moderata, Fratelli d’Italia rischierebbe di restare l’unica forza stabilmente isolata all’opposizione del sistema civico cittadino. Anche perché gli equilibri del centrodestra sanremese sono già cambiati profondamente: la Lega ha perso il proprio rappresentante, confluito nell’area di Futuro Nazionale, mentre Forza Italia vive una situazione delicatissima con la capogruppo Patrizia Badino all’opposizione e altri tre esponenti vicini al partito – Bellini, Di Meco e Marino – seduti invece nella maggioranza Mager.
Per questo il caso Bordighera è ormai molto più di una polemica locale. È diventato il terreno su cui si confrontano due idee opposte di centrodestra. Da una parte quella di Berrino: identità chiara, coalizione riconoscibile, alternativa netta al Pd. Dall’altra quella di Russo, sposata dei segretari di Lega e Forza Italia, dai civici e da una parte del mondo moderato: amministrazioni costruite sulle persone, sulle competenze e su alleanze territoriali larghe, anche a costo di superare i confini tradizionali dei partiti. Una discussione che ora rischia di travolgere gli equilibri interni di Fratelli d’Italia in provincia di Imperia e chissà cos’altro ancora.










