Spaccio in via Arnaldo da Brescia, la lettera di una residente: “Da donna ho paura, chiediamo aiuto”
Dopo le immagini sullo spaccio nel cuore del centro storico, una giovane sanremese racconta la vita quotidiana tra degrado, minacce e paura
Sanremo. «Da ragazza, da donna, ho paura e chiedo aiuto». È il passaggio più netto della lettera arrivata in redazione dopo la pubblicazione del servizio di Riviera24.it sullo spaccio e sul consumo di droga in via Arnaldo da Brescia, nel cuore del primo centro storico di Sanremo, tra il mercato annonario e piazza San Siro.
A scrivere è una giovane residente della zona, che chiede di restare anonima. La sua non ha nulla a che vedere con le altre segnalazioni sul caso raccolte dalla redazione. Vive lì da sempre, da 23 anni, e racconta un quadro che va oltre la semplice percezione di insicurezza: descrive una quotidianità fatta di degrado, paura, schiamazzi, rifiuti, topi, consumo di droga e una sensazione costante di abbandono. «Abito lì da quando sono nata – scrive –. Per quanto non sia mai stata reputata una zona tranquilla al cento per cento, ad oggi stiamo toccando l’apice del degrado». Il riferimento è a una zona centralissima, a pochi passi dalla concattedrale di San Siro, dall’oratorio, dal mercato annonario e dalla frequentatissima via della Repubblica. Un vicolo stretto, ma tutt’altro che periferico: l’ingresso nord è a ridosso del mercato, l’uscita sbuca direttamente in piazza San Siro, in un’area attraversata ogni giorno da residenti, turisti, famiglie e, soprattutto nei giorni di mercato del martedì e del sabato, da una fortissima concentrazione di persone.
Le immagini entrate in possesso di Riviera24.it documentano per filo e per segno un’attività che, secondo quanto emerge, non avrebbe nulla di episodico: scambi di sostanza, consumo all’aperto, in particolare di cocaina, presenze stabili di soggetti dediti allo spaccio e situazioni di violenza e sopraffazione, anche e soprattutto nei confronti di donne. Filmati e fotografie che raccontano un degrado quotidiano, spesso alla luce del sole, e che si aggiungono alle numerose segnalazioni già note sul piano del controllo del territorio. In un video di 2 settimane fa, che abbiamo avuto solo ieri, si vede un ragazzo tirare coca sul davanzale di una finestra e dietro passare un’anziana signora, che assiste all’accaduto. Il giovane, fatto, si gira ironizzando sulla presenza della cittadina.
La lettera della residente aggiunge al quadro investigativo e di cronaca un elemento umano: la vita di chi in quella zona abita davvero. «Torno a casa, che sia sera tardi o le 18, soprattutto in inverno, e mi guardo le spalle», racconta. «Sono costretta a tenere sveglio mio padre quando rientro da una serata o anche solo la sera all’orario di cena, per paura che mi venga fatto qualcosa». La giovane parla di una zona turistica “vicina al degrado”, dove convivono case vacanza, passaggio stagionale e condizioni igienico-sanitarie sempre più difficili. «Spazzature per il quartiere, odore di pattumiera e topi a non finire», scrive. Poi la richiesta più amara: «Io non so davvero a chi chiedere aiuto». Nel messaggio viene raccontato anche un episodio specifico, legato a una lite violenta con bottiglie. Secondo la residente, in quella circostanza la chiamata alle forze dell’ordine non avrebbe prodotto l’intervento atteso e al padre sarebbe stato risposto che la figlia avrebbe dovuto attendere prima di rientrare a casa. «È un qualcosa di possibile? No, per me no. Siamo arrivati, noi residenti, allo stremo».
Nonostante tutto, chi vive lì non vuole andarsene. «Non cambieremo casa, perché siamo lì da 23 anni, è casa nostra. Non cambiamo casa per colpa dell’illegalità non gestita», scrive ancora la residente, trasformando la testimonianza personale in una richiesta pubblica di attenzione: «Che questo messaggio possa arrivare a chi di dovere. Che possa diventare una richiesta di aiuto e di considerazione». La vicenda si inserisce in un quadro già pesante per il centro di Sanremo. Nelle ultime settimane si sono susseguiti episodi di violenza e disordine: la rissa davanti alla torre saracena di piazza Eroi, con una pozza di sangue sul marciapiede che porta agli asili Madre Francesca e Arcobaleno, oltre che all’Istituto Colombo, le tensioni del fine settimana legate anche al dopo discoteca, la rissa in corso Garibaldi, gli episodi segnalati in via Galilei e via Martiri della Libertà. A questi si aggiunge ora il caso di via Arnaldo da Brescia, dove lo spaccio appare documentato con una continuità difficilmente ignorabile.
Dopo le ferme prese di posizione del sindaco Alessandro Mager e del presidente del consiglio comunale Alessandro Il Grande, che hanno chiesto più uomini e più controlli per Sanremo, il tema sicurezza è destinato a tornare presto sul tavolo della Prefettura. Un nuovo confronto del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica risulta già convocato per l’inizio della prossima settimana. Sulla scrivania, in meno di due settimane, si sono accumulati almeno due risse, una rapina e ora il caso dello spaccio in via Arnaldo da Brescia. Il nodo resta quello della risposta concreta. Le forze dell’ordine hanno effettuato blitz e controlli nelle aree critiche, il Comune ha adottato ordinanze contro il consumo di alcol all’aperto, e in città sono nati anche comitati di cittadini che hanno promosso le cosiddette “passeggiate della legalità”. Eppure, la situazione documentata continua a raccontare traffici alla luce del sole, residenti chiusi in casa e un pezzo di centro storico ostaggio del degrado.








