Caso “Gazebo” a Bordighera, la Procura acquisisce gli atti in Comune
La pg ha richiesto atti amministrativi, eventuali autorizzazioni e documentazione tecnica con l’obiettivo di verificare quanto contenuto nell’esposto presentato dall’ex sindaco Vittorio Ingenito
Bordighera. Ricostruire con esattezza i fatti del 25 ottobre scorso, che hanno portato al “caso Gazebo“. E’ questo il motivo per cui ieri mattina, la polizia giudiziaria, su delega della Procura di Imperia, si è presentata a Palazzo Garnier, sede del Comune di Bordighera, per acquisire la documentazione relativa all’installazione del gazebo di Forza Italia, che ormai da mesi anima lo scontro politico cittadino.
I pubblici ufficiali hanno richiesto atti amministrativi, eventuali autorizzazioni e documentazione tecnica con l’obiettivo di verificare quanto contenuto nell’esposto presentato dall’ex sindaco Vittorio Ingenito. Proprio Ingenito aveva ipotizzato il reato di peculato nei confronti dell’ex assessore Marzia Baldassarre, sostenendo che per montare il gazebo, utilizzato dal coordinamento cittadino di Forza Italia per fini legati a propaganda di partito, fossero stati coinvolti operai comunali. Secondo Forza Italia, però, il gazebo era stato noleggiato da una cooperativa e montato dagli stessi esponenti cittadini del circolo azzurro.
Disciplinato dall’articolo 314 del codice penale, il peculato punisce il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che si appropria di denaro o beni mobili della pubblica amministrazione, o comunque detenuti in ragione del proprio ufficio, per finalità private.
Nel caso del “gazebo”, l’esposto presentato dall’ex sindaco Ingenito ipotizza che per il montaggio della struttura possano essere stati impiegati operai comunali. Un’eventuale circostanza che, tuttavia, non configurerebbe automaticamente il reato di peculato, dal momento che la norma riguarda l’appropriazione indebita di beni o risorse pubbliche e non il semplice utilizzo di personale dell’ente.
Proprio per questo la Procura ha disposto accertamenti finalizzati a chiarire la natura della struttura, le modalità del montaggio e l’eventuale impiego di mezzi o risorse comunali.
L’acquisizione dei documenti è un atto dovuto: la Procura, ricevuta la denuncia, ha infatti incaricato la pg di prelevare tutti gli elementi necessari per ricostruire la vicenda e valutare eventuali profili di rilevanza penale. Al momento non emergono iscrizioni nel registro degli indagati.
Una vicenda giudiziaria che si intreccia con quella politica. L’ex assessore Baldassarre, infatti, ha a sua volta querelato Ingenito per diffamazione, ritenendo offensive le accuse e le dichiarazioni pubbliche rese dall’ex primo cittadino sulla gestione del gazebo.
Uno scontro ormai approdato nelle aule giudiziarie e destinato a proseguire mentre la magistratura cerca di chiarire contorni e responsabilità di una vicenda che continua a far discutere la città, soprattutto in vista delle elezioni amministrative comunali del 24 e 25 maggio prossimi.


