Lo scatto
|Berrino a Roma da Arianna Meloni e Donzelli, il post che pesa sulla faida di Fratelli d’Italia
Dopo lo scontro interno nato dal caso Bordighera, il senatore incontra i vertici nazionali del partito in via della Scrofa. Un messaggio politico diretto alla provincia di Imperia: la linea resta quella del coordinatore
Imperia. Nel giorno più caldo per Fratelli d’Italia in provincia di Imperia, il senatore Gianni Berrino sceglie una foto e poche righe sui social per mandare un messaggio politico chiarissimo. Oggi, nella sede nazionale del partito in via della Scrofa, a Roma, il coordinatore provinciale imperiese ha incontrato Arianna Meloni e Giovanni Donzelli, due figure di primissimo piano nell’assetto nazionale del partito della premier Giorgia Meloni.
Un post che arriva nel pieno della faida interna esplosa dopo le elezioni comunali di Bordighera e dopo la durissima presa di posizione della consigliera regionale Veronica Russo, che nelle scorse ore aveva contestato apertamente la linea del senatore sul tema delle alleanze civiche trasversali, chiedendo a Fratelli d’Italia maggiore apertura nei territori e una riflessione sulla gestione locale del partito. Il messaggio pubblicato da Berrino è formalmente istituzionale, ma politicamente molto pesante.
«Oggi, nella sede nazionale di FdI in via della Scrofa, ho avuto il piacere di incontrare Arianna Meloni e Giovanni Donzelli. In un’atmosfera cordiale, ci siamo confrontati sulla situazione attuale del partito sul territorio e sulle prospettive future, con particolare attenzione alla Liguria e alla nostra provincia. Un momento di dialogo e condivisione importante, in vista delle prossime iniziative e della presenza sempre più forte del partito in provincia. Giovanni Donzelli ha anche annunciato una sua prossima visita sul territorio», scrive il senatore.
Tradotto sul piano politico locale, il significato appare difficilmente equivocabile: nel momento in cui in provincia di Imperia si apre una resa dei conti interna a Fratelli d’Italia, Berrino mostra di avere un’interlocuzione diretta e piena con i vertici nazionali. Non solo con Donzelli, responsabile organizzazione del partito, ma anche con Arianna Meloni, sorella della premier e figura centrale negli equilibri interni di Fratelli d’Italia. La tempistica è tutt’altro che neutra. Solo ieri la consigliera regionale Veronica Russo aveva diffuso una nota molto dura, nella quale contestava l’impostazione del coordinamento provinciale, difendendo il valore del civismo amministrativo e sostenendo che nei Comuni, soprattutto nei centri medio-piccoli, non si possa applicare una linea rigida e ideologica. Russo aveva parlato di una gestione locale del partito «chiusa, autoreferenziale e incapace di costruire alleanze ampie e credibili sui territori», aprendo di fatto uno scontro frontale con la leadership provinciale di Berrino.
Da quella nota è nato un terremoto interno. In mattinata erano arrivate le prese di posizione dei segretari cittadini di Fratelli d’Italia della provincia di Imperia, schierati compatti a sostegno del senatore. Una nota firmata dai coordinatori dei circoli di Sanremo, Imperia, Ventimiglia, Taggia, Bordighera, San Lorenzo al Mare e Diano Marina, nella quale il partito rivendicava «una linea politica chiara, coerente e condivisa» e respingeva il civismo come «contenitore indistinto per giustificare accordi innaturali». La linea è quella indicata da Berrino fin dall’inizio della polemica: Fratelli d’Italia deve restare alternativa al Partito Democratico anche nelle competizioni locali e non può accettare formule civiche trasversali che, secondo il senatore, finiscono per portare il centrosinistra al governo dei Comuni con il sostegno di pezzi del centrodestra.
Il caso era esploso dopo la vittoria di Marzia Baldassarre a Bordighera, sindaca iscritta a Forza Italia ma sostenuta da una coalizione civica ampia, nella quale sono confluiti esponenti del centrosinistra, civici moderati, figure vicine alla Lega, fuoriusciti o ex esponenti di Fratelli d’Italia e sensibilità riconducibili anche al Movimento 5 Stelle. Per Berrino quello schema rappresenta un’anomalia politica. Per Russo, invece, è il segno di una politica locale che cambia e che impone al partito di aprirsi a competenze, amministratori e mondi civici, senza rinchiudersi dentro una logica identitaria troppo rigida.
Due visioni opposte. Due mondi politici ormai difficilmente compatibili. Il post romano di Berrino si inserisce esattamente in questo punto della frattura. Nessun riferimento diretto a Veronica Russo, nessuna replica esplicita alla consigliera regionale. Ma il messaggio è evidente: il coordinatore provinciale è a Roma, nella sede nazionale, con Arianna Meloni e Giovanni Donzelli, a discutere della situazione del partito in Liguria e in provincia di Imperia. Un’immagine che pesa più di molte dichiarazioni. Soprattutto perché lascia intendere che la linea del senatore non sia isolata, ma abbia copertura e attenzione ai livelli più alti del partito. L’annuncio della prossima visita di Donzelli sul territorio rafforza ulteriormente il segnale: la vicenda imperiese non resterà confinata a una polemica locale.
In questo quadro, la posizione di Veronica Russo appare sempre più delicata. La consigliera regionale, questa mattina impegnata regolarmente nei lavori della commissione in Regione, non ha fatto alcun passo indietro rispetto alla nota diffusa ieri sera. Anzi, sembra pronta a sostenere fino in fondo la propria linea, anche nel caso in cui il confronto interno dovesse portare a conseguenze politiche pesanti. Ma dopo il sostegno pubblico dei circoli provinciali a Berrino e dopo l’incontro romano con Arianna Meloni e Donzelli, lo spazio di mediazione sembra essersi ridotto. Nel partito c’è chi ritiene ormai probabile una richiesta di chiarimento formale, se non addirittura l’apertura di un percorso che possa portare a un allontanamento della consigliera regionale.








