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La testimone istriana, ospite per il terzo anno consecutivo a Valle Armea, ha incontrato gli studenti delle classi terze e quinte: «Io amo la mia storia e voglio far sapere come sono stata trattata»

Sanremo. Le foibe raccontate da chi le ha vissute. All’Istituto Ruffini-Aicardi di Valle Armea è tornata anche quest’anno Luciana Miani, testimone diretta dell’esodo giuliano-dalmata e sopravvissuta a una delle pagine più dolorose del Novecento italiano.

Classe 1939, nata a Piemonte d’Istria, in provincia di Pola, Luciana Miani ha incontrato gli studenti delle classi 3ª Ass, 3ª Bsp e 5ª Ass dell’istituto sanremese nella mattinata di mercoledì 22 aprile, dalle 11.35 alle 13.20. Per il terzo anno consecutivo, la sua presenza a scuola si è trasformata in un momento profondamente sentito, inserito nel percorso che il plesso porta avanti per mantenere viva la memoria delle foibe e dell’esodo istriano, giuliano e dalmata.

Davanti ai ragazzi, Luciana ha ripercorso la propria storia familiare e i ricordi di un’infanzia segnata dalla paura, dalla fuga e dalla perdita.  «Io amo la mia storia e voglio far sapere come sono stata trattata», ha raccontato Luciana Miani, spiegando quanto senta ancora oggi il bisogno di trasmettere alle nuove generazioni ciò che ha vissuto. Episodi lontani nel tempo, ma ancora vivissimi nella sua memoria, raccontati con emozione e partecipazione davanti a ragazzi che, anno dopo anno, dimostrano attenzione e interesse.

La testimonianza di Luciana Miani si è concentrata in particolare sulle vicende immediatamente successive alla Seconda guerra mondiale, tra infoibamenti ed esodo forzato della popolazione della Venezia Giulia, dell’Istria e di parte della Dalmazia.

«Il prossimo anno sarò qui, se il Signore vorrà – ha aggiunto salutando gli studenti – perché questa gente non si dimentica mai. Sarò contenta di ritrovarvi e di insegnarvi perlomeno qualcosa di quello che ho vissuto, augurandovi di adottarlo nella vostra vita».