Condannata in Appello la sanremese Nassy Guerra
L’avvocato Armanetti: “Sconvolta, c’erano tutte le condizioni per l’assoluzione”. La sanremese resta in Egitto per la figlia
Sanremo. Si aggiungono nuovi elementi alla vicenda giudiziaria che coinvolge Nessy Guerra, la giovane sanremese attualmente in Egitto, dove è impegnata in una complessa battaglia legale con l’ex marito. Nelle ultime ore è stata confermata in Appello la condanna nei suoi confronti, ma restano ancora diversi aspetti da chiarire.
Secondo quanto riferito dal legale difensore italiano, l’avvocato Agata Armanetti, la pena per adulterio sarebbe stata fissata in sei mesi di reclusione, anche se i contorni della decisione, una sostanziale conferma del primo grado di giudizio, non sono ancora del tutto definiti. “Nessy è stata condannata a sei mesi, ma non sappiamo ancora esattamente quali siano i termini della condanna”, ha spiegato il legale, annunciando un confronto in corso con il consolato egiziano e con il difensore locale per comprendere nel dettaglio la portata della sentenza. Una situazione che lascia spazio a incertezza e preoccupazione. “Sono abbastanza sconvolta, perché c’erano tutte le possibilità che venisse assolta”, ha aggiunto Armanetti, sottolineando come l’esito del procedimento non fosse affatto scontato alla vigilia.
La vicenda di Nessy Guerra si trascina da mesi e si sviluppa tra Italia ed Egitto, dove la giovane si è trasferita e dove è rimasta per restare vicina alla figlia, al centro della contesa con l’ex marito. La bambina è stata affidata alla famiglia paterna, ma senza consegna, mentre alla madre non sarebbe stato consentito di esercitare pienamente il proprio ruolo genitoriale. Nel frattempo, su Nessy graverebbe anche un divieto di espatrio che le impedisce di lasciare il Paese, costringendola a rimanere in Egitto nonostante le difficoltà denunciate pubblicamente negli ultimi mesi. Una scelta, quella di restare, dettata anche dalla volontà di non perdere il contatto con la figlia.
La conferma della condanna in Appello non chiude quindi la vicenda, che resta aperta su più fronti, sia penale sia civile. Nelle prossime ore sono attesi ulteriori chiarimenti sui contenuti della sentenza e sulle eventuali iniziative difensive che potranno essere intraprese.




