Casa di comunità di Ventimiglia, verso il trasferimento dei servizi: Bordighera teme lo svuotamento
Dopo i lavori Pnrr, ipotesi accentramento sull’Eiffel. Nel mirino anche gli ambulatori di corso Marconi. Personale in allarme
Bordighera. A pochi mesi dalla prossima conclusione dei lavori Pnrr per la nuova Casa della comunità di Ventimiglia ricavata presso gli ex depositi ferroviari, prende corpo un’ipotesi destinata a far discutere: lo spostamento progressivo di servizi e ambulatori oggi presenti a Bordighera verso il nuovo polo sanitario della città di confine.
Il progetto dell’ex “Palazzo della salute”, destinato a diventare uno dei principali hub territoriali dell’Area sanitaria 1, era stato presentato come un’infrastruttura strategica per rafforzare l’assistenza di prossimità nel Ponente. Ma, stando a quanto si apprende da fonti interne alla sanità, l’entrata in funzione della struttura potrebbe coincidere con un ridimensionamento significativo delle attività sanitarie oggi distribuite sul territorio bordigotto.
Nel dettaglio, tra le ipotesi allo studio di Ats Liguria e della direzione di Area 1, ci sarebbe l’imminente chiusura e trasferimento di diversi ambulatori attivi a Bordighera. Tutti i servizi verrebbero accentrati nella nuova Casa di comunità “Eiffel” di Ventimiglia, con un effetto diretto sulla rete territoriale esistente. A essere interessati sarebbero in primo luogo i poliambulatori situati al primo piano della struttura accanto alla dialisi della Casa della salute di Bordighera, a fianco dell’ospedale Saint Charles, che subirebbero un importante ridimensionamento. Ma non solo. Tra i servizi destinati a traslocare figurano anche gli ambulatori di corso Marconi, dove vengono erogate, tra le altre, le prestazioni odontoiatriche pubbliche, già finite al centro delle polemiche per i recenti disservizi legati alle protesi.
Un riassetto che, se confermato, segnerebbe un cambio di paradigma: dalla sanità diffusa sul territorio a un modello più accentrato, in linea con la filosofia delle Case di comunità previste dal Pnrr. Ma proprio questo passaggio sta alimentando le preoccupazioni tra gli operatori. Le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni hanno già messo in agitazione personale medico e infermieristico, che teme una centralizzazione delle attività su Ventimiglia, con possibili ripercussioni sull’organizzazione del lavoro e sull’accessibilità dei servizi per l’utenza, in particolare per la fascia più anziana della popolazione. Sul piano formale, al momento, non risultano atti ufficiali che sanciscano il trasferimento. Ma il fatto che le valutazioni siano in corso ai livelli apicali dell’azienda sanitaria lascia intendere che il dossier sia tutt’altro che teorico.
Resta da capire quale sarà l’equilibrio finale tra la nuova struttura di Ventimiglia e i presidi esistenti. Il rischio, secondo chi vive quotidianamente i servizi, è che l’apertura di un grande contenitore sanitario si traduca nella progressiva perdita di funzioni nei centri più piccoli ma allo stesso tempo baricentrici, come quello di Bordighera.





