Arma di Taggia, il futuro del vino al centro del convegno internazionale
A Meditaggiasca la presentazione dell’evento di novembre: tra qualità, sostenibilità e valorizzazione del Rossese di Dolceacqua
Taggia. La qualità del vino, la sua evoluzione storica e le sfide che attendono il comparto vitivinicolo saranno al centro del Convegno Internazionale “Una storia della qualità dei vini e dei diversi attori di tale qualità. Modelli, pratiche e normative”, che verrà presentato venerdì 1 maggio alle ore 11 durante l’inaugurazione di Meditaggiasca ad Arma di Taggia.
L’appuntamento principale è fissato per il 13 novembre ad Arma di Taggia, con una seconda giornata di studi prevista in Borgogna nel gennaio 2027. L’iniziativa è promossa dal Centro Internazionale di Studi per la Storia della Vite e del Vino (CeSVin), dall’Accademia di Agricoltura di Torino e dall’Université Bourgogne Europe, riunendo studiosi italiani e francesi per affrontare uno dei temi più attuali del settore: il concetto di qualità dei vini tra storia, normativa, pratiche produttive e trasformazioni contemporanee. Al centro del confronto ci saranno le grandi questioni che oggi incidono sul futuro della viticoltura: cambiamenti climatici, evoluzione dei vitigni, agroecologia, trasformazione dei gusti dei consumatori e sostenibilità economica. Un’analisi che punta a interrogarsi sul futuro della reputazione dei vini riconosciuti secondo criteri storici come DOC e AOC.
La sessione del mattino, dedicata alla conquista dell’enologia di qualità in epoca moderna e contemporanea, sarà moderata da Vincenzo Ferrone dell’Università di Torino e vedrà interventi di studiosi provenienti da Bordeaux, Perugia, Borgogna e Champagne. Particolare rilievo avrà l’intervento di Alessandro Carassale (CeSVin), che approfondirà le strategie di valorizzazione di due vini di frontiera: il Rossese di Dolceacqua e il Bellet nizzardo, portando così il Ponente ligure all’interno di un confronto internazionale sulla qualità, l’identità e la promozione delle produzioni territoriali.
Nel pomeriggio, sotto la moderazione di Marco de Vecchi, presidente dell’Accademia di Agricoltura di Torino, il focus si sposterà sulle prospettive future del vino, tra sostenibilità, identità territoriale e adattamento ambientale. Tra i temi affrontati, la tipicità dei vini AOC francesi, la sostenibilità della viticoltura collinare piemontese, l’enologia identitaria e l’impatto dei cambiamenti climatici sulla vite.
Il convegno si propone così come un momento di confronto internazionale di alto profilo scientifico, capace di unire ricerca storica, economia, diritto e agronomia per riflettere sul presente e sul futuro di uno dei settori simbolo della cultura europea.


