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Ventimiglia e Lupi lasciano la Lega, a Sanremo il partito di Vannacci entra in Comune

Prossimo il cambio di nome del gruppo in consiglio comunale. I due: «Perso il legame con il territorio»

Sanremo. Il “caso Vannacci” non resta confinato alle foto del Festival e alle polemiche di giornata. Nel giro di poche ore, l’incontro in città con Roberto Vannacci e alcuni volti storici del Carroccio locale si trasforma in una frattura politica che scuote la Lega sanremese e, con essa, l’intero equilibrio del Ponente. Stamattina, dalla segreteria provinciale di Imperia, è arrivato un richiamo formale indirizzato ai militanti e ai dirigenti coinvolti nella partecipazione a iniziative promosse da “soggetti esterni” alla Lega. Una lettera in cui si richiama alla “coerenza”, alla “chiarezza di appartenenza” e alla “lealtà politica”, chiedendo di evitare presenze in progetti “diversi o alternativi” rispetto alla linea del partito e ribadendo il rispetto dovuto ai dirigenti, “a partire dal segretario federale Matteo Salvini”. Il riferimento è all’incontro tra il leader ed europarlamentare di Futuro Nazionale, il generale Vannacci, e alcuni militanti, avvenuto l’altro ieri presso l’Hotel Nazionale di Sanremo.

Nel mirino del segretario provinciale leghista Antonio Federico, tra gli altri, due nomi che a Sanremo pesano. Daniele Ventimiglia, capogruppo della Lega a Palazzo Bellevue e figura che negli anni ha costruito un pacchetto di preferenze solido in città. Ventimiglia, da tempo, attendeva dal partito un riconoscimento del suo percorso anche negli enti sovraordinati, ma alle ultime regionali si era visto sfilare di fatto la possibilità di correre. Un passaggio maturato, sul territorio, nell’ambito dell’accordo che aveva portato la Lega a preferirgli, come candidatura di riferimento, l’ex sindaco di Vallecrosia Armando Biasi, entrato nel partito proprio in occasione di quella tornata, mentre Ventimiglia rivendica una militanza lunga e radicata. Poche ore dopo il richiamo, è lo stesso Ventimiglia a uscire allo scoperto con una lettera aperta ai suoi, annunciando l’addio al Carroccio e l’adesione al nuovo progetto politico di Vannacci. Di seguito la lettera, riportata integralmente.

Daniele Ventimiglia: “Cari amici, dopo una lunga e approfondita riflessione politica e personale, ho deciso di lasciare la Lega per aderire a Futuro Nazionale, il progetto politico del Generale Roberto Vannacci con il quale condivido da tempo un rapporto di leale amicizia. Tutto ciò nasce dalla consapevolezza che negli ultimi anni la Lega abbia progressivamente perso la coerenza nelle proprie scelte politiche, allontanandosi da quei valori e ideali che mi avevano spinto ad impegnarmi con passione e determinazione. Ritengo inoltre che la Lega non sia stata in grado di recepire e comprendere pienamente le ragioni del malcontento della base a livello territoriale, come se la base non meritasse ascolto, rispetto e risposte concrete.

In questi anni ho dato tutto me stesso all’impegno politico del partito, senza mai risparmiarmi, con passione e serietà. Con orgoglio ho riportato la Lega in Consiglio comunale a Sanremo e in Consiglio provinciale a Imperia. Ho lavorato con spirito di servizio in occasione delle elezioni regionali e politiche, sostenendo con convinzione e senso di responsabilità i candidati indicati dai vertici del partito. I risultati ottenuti – che mi hanno visto essere il candidato più votato per due tornate consecutive alle elezioni comunali – testimoniano il rapporto diretto e sincero che ho costruito con voi, fondato sulla presenza costante, sull’impegno e sulla coerenza. Oggi in Futuro Nazionale ritrovo quella chiarezza di valori, quella determinazione e quella attenzione al territorio che considero imprescindibili. Continuerò a lavorare con lo stesso impegno di sempre, nell’interesse esclusivo della nostra comunità e di tutti i cittadini che ho l’onore di rappresentare. Con stima e gratitudine,”

Se Ventimiglia indica una nuova casa politica e mette nero su bianco la scelta di aderire a Futuro Nazionale, Marco Lupi, ex presidente del consiglio comunale e storico militante del Carroccio, annuncia invece l’uscita dal partito dopo una militanza ultratrentennale, con toni che intrecciano memoria, appartenenza e disillusione. Anche la sua lettera, riportata integralmente, fotografa un malessere che nei territori si percepiva da tempo e che oggi trova uno sbocco clamoroso. Marco Lupi: “Cari amici Leghisti, dopo 34 anni di iscrizione e di militanza, sento il dovere di comunicarvi la mia decisione di lasciare il partito. È stata una scelta lunga e non facile, maturata nel tempo. La Lega per me non è stata soltanto un’esperienza politica: è stata una famiglia. In questi 34 anni ho condiviso con voi battaglie, entusiasmo, sacrifici, momenti di gioia e anche momenti difficili. Ho vissuto esperienze che hanno segnato profondamente la mia vita personale ed umana, oltreché politica.

Con il rispetto e l’affetto che porto a questa storia, sento che il percorso del partito nel tempo si è evoluto in una direzione nella quale, oggi, faccio più fatica a riconoscere gli ideali che mi avevano avvicinato all’inizio. Non è solo una sensazione personale: simbolicamente ha pesato anche il fatto che persino il padre fondatore della Lega, il senatore Umberto Bossi abbia dichiarato di non riconoscersi più in questa lega, arrivando addirittura a votare un’ altro partito alle ultime elezioni europee. In modo diverso ma con analoga sincerità, anch’io oggi avverto la stessa distanza da ciò che un tempo sentivo profondamente mio. Un pensiero particolare desidero rivolgerlo all’amico Flavio Di Muro, sindaco di Ventimiglia che ebbi il piacere di invitare a parlare durante un comizio per la sua prima esperienza su un palco quando io ero responsabile degli enti locali e lui rappresentava con entusiasmo i giovani della Lega. Vederne il percorso e la crescita istituzionale è motivo di sincera soddisfazione. Allo stesso modo, rivolgo un augurio sentito all’amico Alessandro Piana, nostro assessore regionale che dieci anni fa, ha di fatto raccolto il mio testimone all’interno del partito, raggiungendo incarichi di grande responsabilità, ricoperti con competenza, dedizione e professionalità. Ad entrambi auguro di continuare a lavorare per il bene della nostra comunità, proseguendo nel cammino intrapreso e ottenendo le soddisfazione importanti che meritano. Ai militanti tutti e alla Lega stessa auguro il meglio per loro futuro e per il Futuro di questa Nazione.”

Il dato politico, al di là dei toni, è doppio. Da un lato c’è la risposta ufficiale del partito, che con il richiamo provinciale prova a chiudere il perimetro e a ribadire la disciplina interna in un momento in cui la Lega è chiamata a preservare unità e credibilità. Dall’altro, ci sono due lettere che parlano direttamente ai militanti, e che raccontano una crisi di riconoscimento identitario e di rapporto tra vertici e territorio. Sanremo, in questa storia, non è un dettaglio. È il luogo in cui un rapporto personale coltivato negli ultimi mesi tra Vannacci e alcuni esponenti locali si è trasformato in un fatto non più trascurabile e in una nuova scommessa. E dove, adesso, il passaggio di Ventimiglia a Futuro Nazionale rischia di diventare il primo segnale concreto di un’onda capace di muovere equilibri e ruoli, non soltanto dentro Palazzo Bellevue, ma anche negli assetti del centrodestra del Ponente ligure.

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(In copertina Ventimiglia e Lupi con il generale Vannacci, leader di Futuro Nazionale. Qui sopra alcune immagini della visita dell’europarlamentare a Sanremo durante il Festival, con le strette di mano al presidente di Regione Marco Bucci e al sindaco della Città dei fiori, Alessandro Mager)