Vallecrosia, il “No” al cambio di nome parte da YouTube: ironia e critiche in vista del voto
Un video satirico racconta la favola del “sindaco-re” e accende il dibattito sul referendum del 22 e 23 marzo. Nel mirino la proposta di rinominare la città “Vallecrosia al Mare”
Vallecrosia. Parte da un video pubblicato su YouTube la contestazione più visibile alla proposta di rinominare la città in “Vallecrosia al Mare”. Un contenuto dai toni ironici, costruito come una fiaba, che in poche ore ha contribuito ad animare il dibattito pubblico in vista del referendum del 22 e 23 marzo.
Nel filmato, suddiviso in brevi capitoli — dall’introduzione “C’era una volta Vallecrosia” fino all’appello finale al voto — il protagonista è un re intento a sognare il cambio di nome del proprio piccolo regno. Un riferimento neanche troppo implicito al sindaco Fabio Perri e alla linea dell’amministrazione comunale.
Il racconto si sviluppa come una parabola: da un lato il “sogno” di una città più attrattiva grazie a una nuova denominazione, dall’altro il brusco ritorno alla realtà, fatta, secondo gli autori del video, di carenze strutturali e necessità ancora irrisolte.
«Il turismo non nasce da un’insegna, ma da progetti seri, infrastrutture moderne e una promozione costante» è il messaggio degli autori. Una posizione che sintetizza le critiche del fronte del “No”, secondo cui il cambio di nome rischia di essere un’operazione puramente simbolica, incapace di incidere concretamente sullo sviluppo turistico del territorio.
Nel video viene inoltre evocato un possibile “effetto domino”: se ogni località adottasse strategie simili, aggiungendo richiami geografici o turistici al proprio nome, si rischierebbe, sostengono i contrari, di appiattire l’identità dei territori anziché valorizzarla.
La campagna social si accompagna a un invito esplicito ai cittadini: votare contro la modifica, per difendere la storia e l’identità di Vallecrosia e chiedere invece interventi concreti sul piano degli investimenti e dei servizi.
Dall’altra parte, l’amministrazione comunale continua a sostenere la bontà della proposta, ritenuta uno strumento utile per rafforzare la riconoscibilità della città nel mercato turistico, anche digitale.
Il confronto resta aperto e, a pochi giorni dal voto, si gioca sempre più anche sul terreno della comunicazione. Tra ironia, critiche e strategie di promozione, saranno i cittadini a decidere se il futuro della città passerà, anche, da un nuovo nome.

