Sanremo, il tribunale ecclesiastico celebra dieci anni: cause dimezzate
Nell’oratorio di San Siro l’inaugurazione dell’anno giudiziario della diocesi, presenti autorità civili e religiose. Focus su indissolubilità e tutela del sacramento
Sanremo. Si è tenuta oggi, all’oratorio di San Siro, l’inaugurazione dell’anno giudiziario del tribunale ecclesiastico della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, in un appuntamento che ha assunto un significato particolare: il decennale dal ritorno delle competenze in materia ai tribunali diocesani, riforma voluta da Papa Francesco con il motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus del 2015, che ha riportato a livello locale i processi di nullità matrimoniale, superando l’impianto prevalentemente regionale.
Una cerimonia partecipata, che ha visto la presenza delle principali autorità del territorio: il sindaco di Sanremo Alessandro Mager, il prefetto di Imperia Antonio Giaccari, il cardinale Giuseppe Versaldi, l’onorevole e avvocato Simone Pillon, il senatore Gianni Berrino e il consigliere regionale Armando Biasi.
Ad aprire i lavori è stato il vescovo diocesano, monsignor Antonio Suetta, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa: «Oggi è un atto formale che abbiamo ampliato con un momento di formazione e approfondimento sul sacramento del matrimonio», ha dichiarato, rimarcando il carattere non solo istituzionale ma anche pastorale dell’incontro.
Nel corso del pomeriggio, dopo i saluti iniziali, è stata presentata la relazione sull’attività del tribunale ecclesiastico a cura del vicario giudiziale don Giovanni Parise, seguita da interventi di alto profilo giuridico e teologico. In particolare, il cardinale Versaldi ha affrontato il tema del fondamento antropologico e giuridico dell’indissolubilità del matrimonio, mentre l’avvocato Pillon ha posto l’attenzione sulla tutela civile del vincolo matrimoniale e sulle prospettive normative in Italia. La giornata si è poi conclusa con la celebrazione della messa solenne nella concattedrale di San Siro e con un’elevazione musicale quaresimale.
I numeri dell’attività del tribunale. Dai dati illustrati emerge un quadro di attività stabile ma significativo. Al 1° gennaio 2025 le cause pendenti erano 28, mentre a fine anno si sono ridotte a 18, segno di un lavoro di definizione delle pratiche. Nel corso del 2025 sono state decise 15 cause, di cui 12 con esito affermativo di nullità e 3 “pro vinculo”, a tutela del matrimonio.
Le nuove cause introdotte nel 2025 sono state 7, in calo rispetto alle 16 dell’anno precedente, e nella maggior parte dei casi riguardano la nullità per incapacità psichica ai sensi del canone 1095. Sul piano organizzativo, il tribunale può contare su una struttura articolata: oltre al vescovo, risultano 8 giudici, affiancati da 5 periti, con una serie di nomine e conferme avvenute tra il 2025 e l’inizio del 2026 che hanno rafforzato l’organico. Numeri che fotografano una realtà radicata sul territorio e capace di rispondere alle esigenze dei fedeli, in linea con lo spirito della riforma voluta da Papa Francesco: una giustizia ecclesiastica più vicina alle persone, più accessibile e più rapida, soprattutto nelle delicate vicende legate al matrimonio.


