Missili nel cielo del Golfo, da Dubai la testimonianza del fotografo sanremese Luca Lombardi
Vive e lavora negli Emirati dal 2014: “Non siamo sotto sotto assedio, ma il boato fa tremare”. La sua fattoria è a nove chilometri da una base Usa: “L’Iran vuole colpire solo obiettivi americani”
Sanremo. Dubai non è un fronte, ma in queste ore ne avverte il respiro. L’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran ha spinto diversi Paesi del Golfo a limitare o sospendere il traffico aereo, con centinaia di voli cancellati e passeggeri rimasti a terra. Tra loro anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, bloccato negli Emirati insieme alla famiglia dopo la sospensione dei collegamenti, e la rapper BigMama, che in un video sui social ha raccontato un clima di forte paura e l’ansia di non riuscire a rientrare in Italia.
In questo scenario, Riviera24 sta raccogliendo le testimonianze degli ex cittadini della provincia di Imperia trasferiti a Dubai per lavoro. Il primo è Luca Lombardi, fotografo sanremese, professionista del settore e già collaboratore di Riviera24.it in passato, che descrive una quotidianità sospesa tra prudenza e la consapevolezza di trovarsi in un’area strategica.
“Sto vivendo questi giorni nella mia casa-fattoria nel deserto, in preparazione del mio imminente matrimonio che si svolgerà qui”, racconta. “Stamattina abbiamo avvertito un tremore piuttosto forte: fa impressione e un po’ di paura. Quando si sente un boato secco, spesso significa che un missile viene intercettato ed esplode in aria. Poi arriva l’onda d’urto e la percepisci”. Parole che riportano la crisi a una dimensione concreta, ma senza cedere a facili sensazionalismi: “Qui non vedo uno scenario apocalittico. Non è una città sotto assedio. Capisco che fuori venga raccontata come una situazione da ‘terza guerra mondiale’, ma almeno qui non la sto vedendo così”.
Nel racconto di Lombardi convivono due livelli. Il primo è quello degli allarmi e della tensione, che in alcuni momenti diventa palpabile anche per chi è distante dalle aree più esposte: la chiusura dello spazio aereo e la sequenza di notizie e sirene alimentano l’incertezza. Il secondo è la normalità che prova a resistere: “La vita, per quanto possibile, prosegue. La gente va a lavorare, si sposta. Eppure, per prudenza, ci si prepara: abbiamo caricato l’auto con attrezzatura da campeggio e un po’ di scorte, giusto per essere pronti se la situazione dovesse precipitare”.
A pesare, nella percezione di chi vive fuori città, è anche la vicinanza di obiettivi sensibili. “C’è una base americana a circa nove chilometri in linea d’aria da casa mia, l’ho verificato anche con le mappe”, aggiunge Lombardi, spiegando perché in queste ore il rumore delle intercettazioni venga avvertito nettamente anche nel deserto. “Quello che succede, in concreto, è che si colpiscono le basi e, quando i missili vengono intercettati, alcuni frammenti possono cadere e causare danni limitati. Ma non c’è un attacco diretto alla città”.
Lombardi riferisce inoltre di un messaggio che, in questi giorni, circola negli ambienti locali: “Per quanto mi risulta, l’Iran ha fatto sapere ai rappresentanti politici della zona che non intende colpire i Paesi arabi vicini. La linea sarebbe quella di un’azione mirata contro le basi americane”. Una distinzione che, pur non cancellando la tensione, contribuisce a spiegare perché negli Emirati si continui a parlare di obiettivi “puntuali” e non di un attacco generalizzato alle città del Golfo.
Intanto, a rendere l’idea del clima emotivo tra i connazionali rimasti bloccati ci ha pensato anche BigMama. Nel video diventato virale la cantante ha chiesto aiuto per accelerare i rientri, dicendo di sentire esplosioni e “missili sopra la testa”, e parlando di terrore e di un incubo vissuto insieme ad altri italiani. In parallelo, le cronache internazionali registrano una fase di attacchi e contrattacchi che ha investito l’intera regione, con bersagli militari e un innalzamento generalizzato dell’allerta nei Paesi del Golfo dopo l’avvenuta uccisione della Guida suprema iraniana e del Capo dello Stato maggiore.
Lombardi a Dubai ci vive da oltre undici anni: è arrivato il 1° ottobre 2014 e da allora ha costruito una carriera fotografica internazionale, lavorando per brand di primo piano come Gucci, Estée Lauder, Clinique, Bobbi Brown, Hugo Boss, Bulgari, Omega, Elie Saab, tra gli altri. Accanto al lavoro sul set, negli Emirati ha anche avviato un progetto imprenditoriale legato al territorio: è proprietario di “The Camel Farm”, una petting farm nel deserto con numerosi animali e attività pensate per le famiglie.
Oggi quella dimensione, immersa negli spazi aperti fuori città, diventa anche un punto d’osservazione privilegiato per raccontare un’emergenza che si misura soprattutto con due fattori: la sicurezza percepita e l’instabilità dei collegamenti. “Nei prossimi giorni dovrebbe riaprire lo spazio aereo”, dice Lombardi. È la speranza condivisa da molti: che la tensione resti confinata e che, al di là dei boati, torni presto a prevalere la diplomazia.




