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Il nuovo piano accolto dalle polemiche dei ciclisti ha supportato circa 3 mila auto parcheggiate lontano dal centro

Sanremo. È il tempo dei bilanci, a poche ore dalla fine del Festival 2026. E dalle parole del sindaco Alessandro Mager e dell’assessore al Turismo Alessandro Sindoni emerge una linea comune: soddisfazione piena per l’impatto sulla città, prudenza sulle eventuali correzioni da apportare, convinzione sulla bontà del modello del “Festival diffuso”.

Mager parte da un dato politico e simbolico. «Per la città è stato un bilancio straordinario», afferma. «Abbiamo visto una pacifica invasione di visitatori venuti per vivere l’area del Festival. La scelta del Festival diffuso, lo diciamo ogni anno con maggiore convinzione, è stata giustissima». Una formula che, secondo il primo cittadino, ha consentito di coinvolgere l’intero tessuto urbano, tanto che per il prossimo anno si pensa già a un ampliamento. «Abbiamo dovuto dire di no ad aziende che volevano allestire un punto in città. Questo significa che essere a Sanremo in questa settimana dà visibilità anche a marchi che nulla hanno a che vedere con l’industria musicale».

Sul fronte delle prospettive, il sindaco conferma che “Sanremo Estate”, manifestazione prevista dalla convenzione Rai, vedrà la luce nei prossimi mesi estivi, con l’ipotesi di Pian di Nave come scenario. «Accenderà nuovamente i riflettori sulla nostra città», assicura. Più articolata la riflessione sulla macchina organizzativa. «Siamo ancora a caldo», premette Mager. «Quando si giudica a caldo o emergono incongruità evidenti, e non ce ne sono state, oppure si può dire che è andato tutto bene. A mente fredda verificheremo se ci sarà qualcosa da migliorare». Un metodo che guarda alla verifica ex post, senza però smentire la sensazione prevalente: «Le sensazioni, nella loro interezza, sono positive».

Capitolo navette, la novità logistica più discussa dell’edizione 2026. Sindoni rivendica la scelta, pur riconoscendo le critiche iniziali. «Era il primo anno, c’erano dubbi e incertezze. Invece è andato molto bene». I numeri parlano di oltre 3mila auto parcheggiate e più di 15mila persone trasportate, con una media di 3,5 persone per veicolo e un costo di 20 euro a macchina comprensivo del servizio. Il totale fa, occhio e croce, circa 60 mila euro di incasso, a fronte di oltre 200 mila di spesa. Sull’utilizzo della pista ciclabile per il servizio, Sindoni non nasconde la delicatezza della decisione. «Sono un amante della ciclabile, la promuovo in tutta Europa per il suo valore turistico e naturalistico. Però è stato importante quest’anno averla per gestire il traffico nel centro cittadino». Una scelta che resta sul tavolo per il futuro: «L’anno prossimo vedremo se riproporla o meno».

Infine, lo sguardo si sposta già oltre l’Ariston. Tra Milano-Sanremo, festival dei fiori e nuovi eventi in calendario, l’Amministrazione si prepara a un’altra stagione intensa. E mentre si parla di statue per Pippo Baudo e di nuove iniziative, il messaggio è chiaro: il Festival resta il cuore pulsante, ma l’obiettivo è consolidare un modello che lega sempre di più palco e città. «Stabilizzerei il progetto e ne migliorerei l’organizzazione», conclude Sindoni. Nessuna fuga in avanti, dunque, ma la volontà di affinare un meccanismo che, a giudicare dalle dichiarazioni a caldo, continua a convincere. Sanremo riparte da qui.